19 luglio strage di Via D’Amelio: la memoria non va in prescrizione
CASA Circondariale G. Panzera e Associazione Biesse nel ricordo di Paolo Borsellino per il 4° anno consecutivo l'albero di l’ulivo donato da Biesse in ricordo di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta continua a crescere nell'area del carcere di Reggio Calabria
Anche quest’anno l’*Associazione Biiesse col la sua Presidente Nazionale Bruna Siviglia ricordano il 19 luglio il 34° anniversario della strage di Via D’Amelio.
Quattro anni fa, nell’area verde del carcere di alta sicurezza di *Panzera*, è stato piantumato un *albero di ulivo dedicato al Giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta*: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Un albero che oggi cresce e dà frutti, simbolo che *anche dentro il carcere si possono e si devono seminare legalità, speranza e giustizia*.
“Il carcere non è un mondo a sé – dichiarano il Direttore Rosario Tortorella e la Presidente Biesse *Bruna Siviglia* – non può avere soltanto una funzione punitiva ma deve esserci anche quella rieducativa e riabilitativa perché nessuno destino è segnato per sempre La battaglia di Paolo, come diceva Caponnetto, da oggi diventa la battaglia di tutti. Dobbiamo portare i valori dello Stato ovunque, anche lì dove la libertà è sospesa”.
Oggi l’albero sta crescendo e porta anche frutti. Frutti di speranza. Perché noi crediamo che anche all’interno di questi luoghi si possa e si debba seminare legalità e giustizia. Come ci ha insegnato Paolo Borsellino: ‘Si educa con quello che si dice, ancor di più con quello che si fa, molto di più con quello che si è’_”.
Oltre all’ulivo, l’Associazione BIESSE ha donato all’Istituto una effige di Paolo Borsellino.
Nel corso dell’ultimo anno ha inoltre premiato i funzionari giuridico-pedagogici degli Istituti di Panzera e di Arghillà, tra cui *Lorenzo Federico* e *Domenico Speranza*, per il lavoro svolto con i detenuti.
L’evento del *19 luglio* si concluderà con un *momento di raccoglimento sotto l’ulivo*, alla presenza della Direzione, degli educatori e di tutto il personale penitenziario.
Un ringraziamento particolare conclude Bruna Siviglia al Direttore Rosario Tortorella per l’immane lavoro che svolge per la sensibilità l’umanità e la grande disponibilità.