28 dicembre 1908: 117 anni fa la ferita e la rinascita di Reggio Calabria

Oggi 28 dicembre 2025 ricordiamo il terremoto di 117 anni fa che cancellò Reggio Calabria. Dalla tragedia nacque una città nuova, ricostruita tra dolore, solidarietà e futuro

Terremoto 1908

Il 28 dicembre del 1908 un violentissimo terremoto di magnitudo 7.1, con epicentro nello Stretto di Messina, distrusse totalmente le città di Reggio Calabria e di Messina, unitamente ai centri limitrofi. Il terremoto, uno dei più forti della storia sismica italiana, venne seguito da un violento maremoto, che determinò ulteriori devastazioni. Le stime più accreditate parlano di circa 80.000 morti.

La ricostruzione urbanistica di Reggio Calabria

Dopo questo terribile evento la città di Reggio Calabria è stata completamente ricostruita, e l’assetto urbanistico complessivo attuale ricalca, per grandi linee, quello precedente al 1908. La ricostruzione della città è avvenuta all’interno delle disposizioni del Nuovo Piano Regolatore, approvato con R. D. 5.5.1911 e modificazioni R. D. 14.5.1914, in cui si prevedeva la suddivisione dell’area cittadina in 419 isolati numerati progressivamente, da Montevergine fino alla fiumara Calopinace.

Gli aiuti internazionali e i quartieri della solidarietà

La ricostruzione della città di Reggio Calabria fu resa possibile anche grazie agli aiuti provenienti da paesi stranieri. Accanto agli aiuti della Norvegia, che consentirono la costruzione del “Quartiere Norvegese” presso l’attuale sede del Consiglio Regionale, e quelli della Svizzera, di cui ai “Villini Svizzeri” costruiti a monte della Via Reggio Campi, ricordiamo, in particolare, gli aiuti degli Stati Uniti d’America, che hanno consentito di costruire il c.d. Baraccamento Americano, nella zona Nord – Est, dove l’Amministrazione Comunale, in segno di gratitudine, aveva intitolato numerose strade a località statunitensi, e di cui oggi rimangono solamente Via Pensilvania e Via Georgia.

Gli edifici sopravvissuti al sisma

Pochi sono gli edifici sopravvissuti al terremoto del 1908.

Il Castello Aragonese è certamente il più antico. All’isolato 235, delimitato da Via Aschenez, Via Osanna e Via delle Baracche, rimane un edificio sopravvissuto, sulle cui facciate rimangono le antiche targhe toponomastiche in marmo e piombo fuso.

Palazzo Nesci, già palazzo Melissari, all’isolato 273 in fregio al Corso Garibaldi. Numerosi edifici al rione Sbarre, tra cui le chiese della Graziella (del ‘600) e di San Pietro (dell’800), e casa Gullì su Via Gebbione.

La memoria vivente e le “novità”

Testimoni dell’evento sismico sono anche diversi alberi del Giardino “Umberto Primo”, la Villa Comunale, ed in particolare quelli che vegetano nel settore orientale della Villa.

Le “novità”, invece, sono essenzialmente due.

Una prima significativa differenza si osserva sul Lungomare.

Prima del 28 dicembre 1908 esisteva a Reggio Calabria una strada litoranea che si affacciava sul mare, senza alberi e senza monumenti, grosso modo divisa in due tronconi dallo sbarcatoio di Porto Salvo che si trovava all’incirca all’altezza di dove oggi sorge il monumento a Vittorio Emanuele Terzo. Il primo tratto aveva la denominazione toponomastica di Via Plutino, mentre il secondo tratto era denominato Via Paolo Pellicano.

Dopo il 1908 venne presa la decisione di costruire un nuovo lungomare, con due strade parallele fra di loro, ma su due livelli differenti: la Via Marina “Bassa”, oggi denominata Lungomare Italo Falcomatà, e la Via Marina “Alta”, che deve intendersi Corso Giacomo Matteotti. Le due strade hanno un dislivello di circa tre metri fra di loro, ed i loro assi di mezzeria distano circa 30 metri l’uno dall’altro, e sono separate da aiuole nelle quali furono messi a dimora splendidi esemplari di Ficus magnolioides, Phoenix canariensis, Washingtonia filifera ed Eucaliptus, oltre ad altre specie di piante esotiche provenienti dai vivai di Bordighera.

La seconda differenza è nella costruzione del quartiere di S. Caterina, di cui abbiamo già scritto e alla cui lettura si rimanda (v. Santa Caterina, una scacchiera di memoria a Reggio Calabria).

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