30 anni di APAR e 24° rassegna del dolce nel nome dei giovani
Ieri a Palazzo Campanella APAR ha celebrato il trentennale e la XXIV Rassegna del Dolce Artigianale: protagonisti i giovani, le scuole, i maestri pasticceri e una storia di tradizione che si rinnova e guarda al futuro
Un pomeriggio colmo di profumi, emozioni e radici. Nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, ieri, 25 novembre Reggio Calabria ha celebrato i trent’anni dell’APAR e la XXIV Rassegna del Dolce Artigianale, trasformando un anniversario in un omaggio ai giovani, all’artigianato e alla capacità di crescere insieme. Una festa, abilmente presentata da Marco Mauro, che ha unito scuole, associazioni, maestri pasticceri e nuove generazioni attorno a un messaggio chiaro: il futuro della pasticceria reggina passa dai ragazzi.
Un programma ricco tra vetrine, dolci e formazione
L’evento, iniziato alle 14, ha proposto un percorso che ha intrecciato creatività e competenze:
- presentazione dei dolci e apertura delle sei vetrine, tra cui quella dell’associazione AGEDI, impegnata nei progetti di autonomia per ragazzi con disabilità;
- il concorso “Torta Moderna – Sapori d’Autunno”;
- la partecipatissima masterclass del maestro Sebastiano “Seby” Caridi;
- la premiazione dei tre vincitori e la consegna dei gagliardetti;
- una grande degustazione finale di dolci e cocktail curati dal bartender Carmelo Martino, accompagnata da musica e DJ set.
La masterclass di Seby Caridi: un ritorno alle origini
Uno dei momenti più attesi è stata la masterclass di Sebastiano Caridi, “figlio dell’APAR” e oggi professionista premiato, con tre pasticcerie nel Nord Italia.
Caridi ha raccontato con sincerità la sua crescita: «Non sono un maestro né un alieno: sono un ragazzo partito da qui. Oggi gestisco tre punti vendita, 83 dipendenti e investimenti significativi, ma tutto nasce da quella postazione dei concorsi. Questo lavoro è passione, sì, ma non solo passione: bisogna saper gestire un’azienda. Prima di dire ai ragazzi “fate questo mestiere”, dovremmo chiedere agli imprenditori di cambiare mentalità».
Riferendosi al padre Paolo, fondatore dell’APAR, ha aggiunto con affetto e ironia: «Ho vissuto il suo amore per la pasticceria, ma anche i traumi (sorride). Lui è l’insegnante dell’amore per questo mestiere. Ma oggi serve soprattutto insegnare ai giovani come si gestisce un’azienda. Il concorso è motivante: serve a dire loro che ce la possono fare».
Le parole del presidente APAR, Antonello Fragomeni
Il presidente Antonello Fragomeni ha ribadito il valore della comunità costruita in trent’anni: «L’APAR, insieme all’APGA, ha creato uno stile di vita: stare insieme, a prescindere da tutto. Per noi è fondamentale la presenza dei giovani, così numerosi, perché rappresentano il nostro cambio generazionale. Speriamo di continuare a festeggiare nuovi traguardi, insieme ai fondatori e ai ragazzi che ci seguono».
Sulla crescita del settore: «Abbiamo fatto un lavoro enorme sulla formazione, per accompagnare i ragazzi. La pasticceria va avanti e dobbiamo farlo anche noi. Grazie a professionisti come Sebastiano, abbiamo tesori che arricchiscono le nostre attività e i giovani che formiamo».
E sulla sinergia tra tradizione e innovazione: «I giovani parlano una lingua diversa, vivono il digitale con naturalezza. Noi ci stiamo adeguando, ma loro hanno strumenti nuovi. E poi il settore cresce anche grazie alle donne, precise, ordinate e ambiziose. Tutto questo sta salvando e rinnovando un mondo che sembrava destinato a indebolirsi».
Il valore della squadra: APAR, APGA e il mondo della pasticceria
Per Daniele Rinaldis (APAR e APGA), la giornata è la conferma di un percorso comune: «È un onore essere qui con i nostri padri e i nostri maestri. Siamo ambiziosi, abbiamo voglia di crescere e di studiare. Vogliamo migliorarci con chi ha più esperienza di noi».
Per Michelangelo Garruzzo e Carmelo Caratozzolo (APGA): «L’obiettivo è rappresentare la parte bella della Calabria nel mondo. Questa è la nostra forza».
Per Mirco Errigo (Mirco Gelateria): «Sono uno dei giovani dell’APAR: è una grande responsabilità. Ma possiamo contribuire con il nostro modo di vivere e lavorare, perché oggi ci rapportiamo al mestiere in maniera diversa».
L’intervento del presidente Conpait, Angelo Musolino
Il presidente Angelo Musolino ha sottolineato la forza della collaborazione: «Trent’anni dimostrano che si può fare squadra. Diamo supporto ai giovani perché senza di loro non avremmo stimoli. Questo è uno dei mestieri più belli, creativo, legato ai prodotti del territorio. Complimenti ai ragazzi e ai professori dell’Alberghiero di Villa San Giovanni che li seguono. Dobbiamo fare in modo che si innamorino di questo mestiere». Accanto a lui, Marco Carelli (Conpait): «Quando si fa squadra, i risultati arrivano. Oggi celebriamo 30 anni di storia di Apar: eventi come il concorso stimolano giovani e senior a confrontarsi e uscire dai laboratori».
Paolo Caridi: dalle diffidenze al successo condiviso
Il maestro Paolo Caridi, tra i padri fondatori dell’APAR, ha ripercorso le origini: «Nel 1996 c’era gelosia, nessuno ti faceva entrare nel laboratorio. Trasformare tutto questo in collaborazione è stata una sfida, ma oggi festeggiamo una strada maestra. Dobbiamo però fare un bagno di umiltà e farci consigliare dai giovani: hanno una mentalità diversa, una tecnologia diversa. Il futuro si costruisce con loro, a braccetto».
Su Seby Caridi: «Da genitore sono orgoglioso, da professionista ancora di più. Per diventare un numero uno doveva andare via, altrimenti gli avrei fatto ombra. È stata una sofferenza, ma oggi vediamo il risultato del suo impegno».
Premiazioni e riconoscimenti
La presenza istituzionale è stata impreziosita dal presidente del Consiglio regionale, Enzo Marra, che ha premiato Sebastiano Caridi. Tra i riconoscimenti:
- Antonello Fragomeni ha premiato il presidente Conpait Angelo Musolino;
- Carmelo Martino, maestro bartender, è stato premiato per il suo contributo alla degustazione;
- premiati anche l’Istituto Alberghiero “Giovanni Trecroci” di Villa San Giovanni, per il servizio impeccabile, con targa consegnata da Paolo Macheda e i ragazzi dell’associazione Agedi.
Il podio del concorso “Torta Moderna – Sapori d’Autunno” è andato a: Vincenzo Caratozzolo, 3° classificato, Marco Rinaldis, 2° classificato e Pasquale Pitasi, 1° classificato, premiato dalla direttrice commerciale di Fabbri presente per l’occasione.
Hanno partecipato al concorso: Francesco Riggio (Punto Dolce), Daniele Rinaldis (Archè), Danilo Zadera (Bar Zadera), Pasquale Pitasi (Bar Capriccio), Nino Cilione (Sweet Armony), Vincenzo Caratozzolo, Ivan Chirico (Dolce Sosta), Orsola Monte, Giovanni e Mario Eufemiese, Nino Festa (Dolci Pensieri), Le Tre Coccinelle, Natale Santoro, Manuel Santoro, Domenico Laganà, Andrea Parere, Giovanni Catalano, Trimarchi.
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AGEDI: una vetrina che parla di inclusione
Tra le sei vetrine esposte, quella dell’associazione AGEDI ha rappresentato un ponte tra formazione e autonomia.
Da oltre due anni APAR e AGEDI collaborano per accompagnare giovani con disabilità in percorsi di crescita personale e professionale: laboratori, apprendimento delle basi di cucina e pasticceria, esercizi per sviluppare indipendenza e consapevolezza del proprio valore.
Un dolce finale che profuma di futuro
La XXIV Rassegna del Dolce Artigianale ha confermato ciò che APAR coltiva da trent’anni: la forza della comunità, la centralità dei giovani, la continuità della tradizione.
Tra masterclass, vetrine, premi e degustazioni, ieri a Reggio Calabria è stata raccontata una storia semplice e potente: quando i maestri aprono la strada e i giovani la percorrono, il futuro diventa davvero un dolce da condividere. L’appuntamento ora è al prossimo anno, con il 31° anniversario dell’APAR e la XXV Rassegna del Dolce Artigianale.