A Ravagnese “The End” chiude il viaggio di Teatro Mobile

Ieri sera a Ravagnese il gran finale di Teatro Mobile per Reggio Calabria Sud – Onde: teatro, memoria e patrimonio nella serata conclusiva di ReggioFest 2026 - GALLERY

The End Teatro Mobile Foto Arch. Roberto Iero

Il buio, il silenzio che prepara all’ascolto e le cuffie che isolano i rumori del mondo. Poi le parole sulla guerra, sulla morte, sulla memoria. E infine gli attori entrano in scena, un angelo bianco circondato da figure nere che si muovono intorno al pubblico e lo accompagnano verso il parco. È iniziata così, ieri sabato 26 settembre a Ravagnese, la serata conclusiva di “Teatro Mobile per Reggio Calabria Sud – Onde”, con “THE END – Together for Heritage”, una passeggiata patrimoniale teatralizzata tra memoria, teatro e territorio. Un appuntamento inserito nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 e nel progetto “ReggioFest 2026: cultura diffusa”, promosso dal Comune di Reggio Calabria e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. L’iniziativa ha visto inoltre la partecipazione del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia e di FARO ITALIA PLATFORM.

Il teatro comincia nel silenzio

In Piazza Fontana, il pubblico è stato accompagnato dentro un’esperienza immersiva costruita sull’ascolto. Le cuffie hanno isolato ogni interferenza, lasciando spazio a una sequenza di letture, poesie e riflessioni dedicate alla guerra. Poi in scena sono arrivati gli attori: un angelo bianco circondato da angeli neri, in movimento attorno agli spettatori, tra parole e gesti. La rappresentazione si è quindi spostata verso il parco, trasformando lo spazio urbano in parte integrante della scena.

È questo, del resto, il principio di Teatro Mobile: portare il teatro fuori dai luoghi tradizionalmente deputati allo spettacolo e farlo incontrare con piazze, parchi, scuole, chiese, musei e altri spazi della città. Non soltanto spettacoli da vedere, dunque, ma luoghi da conoscere attraverso una relazione diretta, anche emotiva, con la comunità.

A Ravagnese il tema della fine si è intrecciato così con quello del patrimonio. Il Parco di Ravagnese, indicato nel progetto come uno spazio segnato dall’abbandono, è diventato il luogo nel quale interrogarsi sul destino dei patrimoni quando vengono dimenticati, non frequentati o non riconosciuti.

“The End”, la fine come approdo e come domanda

La drammaturgia di Pina Catanzariti ha costruito un percorso intorno al tema della fine, intrecciando morte, guerra, violenza, declino e passaggio. In scena Dario Carbone, Anna Rita Fadda, Raffaele Gangale, Irene Polimeni e Thekla De Marco, con l’intervento di Sandro Autolitano. Le musiche dal vivo sono di Felice Zaccheo, con la partecipazione straordinaria di Stefania Placidi. La regia è di Marcello Cava.

Nel lavoro confluiscono suggestioni tratte dall’Apocalisse di Giovanni, da Joseph Conrad, Hermann Hesse, Kurt Vonnegut, Gregory Corso e Jim Morrison, in un intreccio di letteratura, musica e teatro.

“The End” è così la fine di un percorso, ma non necessariamente la sua conclusione definitiva. È anche una domanda rivolta al luogo e alla comunità: cosa resta quando qualcosa viene abbandonato? E cosa può fare il teatro per riaprire una relazione tra le persone e il patrimonio che le circonda?

Cava: “Abbiamo esplorato una parte straordinaria di Reggio Calabria”

Per Marcello Cava, presidente di Teatro Mobile, regista e ideatore del progetto insieme a Pina Catanzariti, la serata di Ravagnese rappresenta l’approdo di un’avventura cominciata nei giorni precedenti e, più in generale, di un progetto già avviato lo scorso anno.

“The End è la fine in tutti i sensi: conclude un’avventura che è durata diversi giorni e che è stata molto bella – ha spiegato Cava –. Grazie a Simona Lanzoni abbiamo individuato tanti luoghi straordinari di Reggio Sud e la risposta del pubblico è stata assolutamente inaspettata. Dal mare alle chiese, passando per i luoghi delle associazioni culturali, abbiamo esplorato una parte importante della città”.

A Ravagnese il percorso si è concluso con una “miscellanea di testi dedicati proprio al tema della fine, alla morte e alla guerra”, con la presenza dei musicisti e degli attori di Teatro Mobile, insieme ad artisti reggini.

“Stiamo cercando, vista la fortuna che ci porta a lavorare qui già da un po’ di tempo, di mettere radici e coinvolgere anche gli artisti del territorio. Sta nascendo una bellissima sinergia tra tutti noi e siamo molto contenti”, ha aggiunto Cava.

La formula utilizzata per “The End” è quella che caratterizza il progetto: ascolto in cuffia, movimento e rapporto diretto con lo spazio.

“L’ascolto in cuffia permette l’isolamento e la possibilità di vivere in primo piano le emozioni dello spettacolo, senza impatto acustico. Cerchiamo sempre il testo giusto per il luogo giusto”, ha spiegato il regista.

Nel caso di Ravagnese, il luogo individuato è stato il parco: “Un non luogo, ancora un po’ in abbandono, che è stato recuperato e nel quale ci muoviamo con una sorta di viaggio, attraverso varie tappe, confrontandoci con testi di autori, poesie dedicate alla guerra, musiche e canzoni. È proprio la nostra formula di teatro mobile”.

Una formula che, secondo Cava, consente al teatro di raggiungere luoghi normalmente esclusi dai circuiti dello spettacolo: “Come la montagna non va da Maometto, Maometto va dalla montagna. Noi portiamo il teatro anche in luoghi che spesso ne sono privi o che non sono deputati a questo. È un modello che può essere applicato a molti contesti: scuole, parcheggi, centri commerciali, musei e, in particolare, luoghi del patrimonio da valorizzare”.

E proprio qui si incontrano i due percorsi: quello di Teatro Mobile e quello delle Giornate Europee del Patrimonio.

“Questo evento che conclude il ReggioFest va anche dentro le Giornate del Patrimonio. Si è creata una congiuntura particolare”, ha sottolineato Cava.

Lanzoni: “Portare sulla scena l’identità del territorio”

Accanto a Teatro Mobile c’è stata la rete delle realtà territoriali. Simona Lanzoni, presidente della Comunità patrimoniale della scalinata di via Giudecca, ha evidenziato il valore delle collaborazioni costruite nel corso della rassegna.

“La Comunità patrimoniale della scalinata di via Giudecca è partner della rassegna Teatro Mobile per ReggioFest 2026 Cultura diffusa. In questo percorso abbiamo coinvolto anche altri partner: il Comitato di quartiere di Ravagnese, Arangea, Torre Lupo, Ferrovieri, Pescatori e Sbarre di Viale Calabria, oltre a Hub Servizi della Famiglia e alla Scuola calcio Tommaso Maestrelli, dove abbiamo realizzato anche un evento”, ha raccontato Lanzoni.

Per la presidente della Comunità patrimoniale, il valore dell’esperienza sta soprattutto nella possibilità di creare relazioni.

“Ci è piaciuto poter collaborare ed essere partner di Teatro Mobile, perché è importante che si creino collaborazioni e che il territorio partecipi. Come ha ricordato Marcello Cava, ci sono state collaborazioni con i residenti e con i soggetti del territorio. In questo modo l’identità dei luoghi entra nella scena: è anche l’identità di noi cittadini, delle associazioni e del lavoro che svolgiamo per valorizzare il territorio”.

Un rapporto che, secondo Lanzoni, ha prodotto effetti anche prima degli appuntamenti teatrali: “Abbiamo notato diverse attività portate avanti sul territorio. Abbiamo visto anche interventi di pulizia di alcuni siti utilizzati dagli eventi nei giorni precedenti. Questo ci fa piacere perché significa che l’appuntamento diventa occasione per prendersi cura dei luoghi”.

Il percorso, però, non si ferma alla serata di Ravagnese: “Torneremo con Teatro Mobile nel weekend dell’Immacolata, quindi a dicembre 2026. Poi, torneremo nuovamente con gli spettacoli nell’estate 2027”, ha annunciato Lanzoni.

Un viaggio cominciato il 18 settembre

Quella di Ravagnese è stata infatti l’ultima tappa di un itinerario cominciato il 18 settembre, quando “Teatro Mobile per Reggio Calabria Sud – Onde” ha iniziato ad attraversare i quartieri della IV e V Circoscrizione.

La rassegna, firmata dalla drammaturga Pina Catanzariti e dal regista Marcello Cava, ha proposto un cartellone di 14 eventi, portando il teatro in piazze, scuole, chiese e spazi periferici e mettendo in dialogo grandi narrazioni della letteratura con storie, luoghi e comunità.

Nel percorso sono comparsi “L’uomo invisibile”, “Endgame”, “Tempesta – variazioni da Shakespeare”, “Condominium”, ispirato a J.G. Ballard, “Amore e Psiche”, “In nome della madre”, “Sono morto da poco”, omaggio a Pasolini, e “Lo stupro di Lucrezia”, da Tito Livio e Shakespeare.

Un viaggio nel quale il territorio non è stato semplice sfondo, ma parte della drammaturgia.

Il progetto, sperimentale e multidisciplinare, era stato presentato anche al Museo delle Navi Romane di Nemi e al Museo d’arte vivente di Torino. A Reggio Calabria, invece, il teatro ha assunto una dimensione ancora più strettamente legata ai luoghi e alle comunità.

Il sipario si chiude, il percorso continua

Con “The End” si è chiuso il viaggio di Teatro Mobile, ma non la relazione costruita con i territori.

E a Ravagnese, ieri sera, la risposta alla domanda sulla riapertura delle relazioni tra persone e patrimonio che le circonda, è arrivata attraverso il teatro.

Prima il silenzio, poi le parole e il movimento. E, infine, il patrimonio trasformato in scena e la scena trasformata in occasione per guardare il territorio con occhi diversi. Così, The End ha segnato la fine di una rassegna ma, come spesso accade quando il teatro cammina, il punto d’arrivo può diventare l’inizio del prossimo viaggio.

L’appuntamento, dunque, è già rivolto a dicembre e alla prossima edizione di Teatro Mobile 2027.

About Marina Crisafi
Marina Crisafi è direttrice responsabile di CULT and Social e di Dike Giuridica Editrice, e giornalista per Il Sole 24 Ore. Laureata in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Messina, vive e scrive da Reggio Calabria, con un focus su cultura, società e territorio calabrese.
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