A Reggio monta la protesta degli ambientalisti contro il taglio degli alberi: “Pratica insensata che devasta il territorio”

A Reggio Calabria monta la protesta delle associazioni ambientaliste per l’abbattimento degli alberi senza consultare la Consulta comunale. Oggi un incontro per una posizione comune

taglio alberi Reggio

L’ennesimo abbattimento di alberi, in diversi punti di Reggio Calabria e dintorni, ha scatenato la protesta compatta delle associazioni ambientaliste della città. Oggi pomeriggio, alle ore 16:30, presso lo Sportello Ambiente di Palazzo San Giorgio, si terrà un incontro per definire una posizione condivisa e denunciare quanto sta accadendo.

Tra i gruppi coinvolti figurano Club UNESCO Re Italo, Kronos, Sandhi, CAI, Italia Nostra e Legambiente, intenzionati a far sentire la propria voce contro quella che definiscono una gestione miope del patrimonio verde.

Alberi abbattuti fuori stagione e senza consultazioni

Secondo le associazioni, i tagli vengono effettuati senza interpellare la Consulta comunale “Assetto del Territorio”, presieduta dal Dott. Gerardo Pontecorvo, che avrebbe dovuto essere coinvolta per esprimere pareri e valutazioni.

“Inspiegabilmente a Reggio e dintorni si tagliano alberi,” spiega Alessandro Gioffrè d’Ambra, naturalista e storico della scienza, nonché responsabile dei rapporti internazionali del Club per l’UNESCO Re Italo. “L’anno scorso furono abbattuti i pini al Castello perché considerati ‘pericolanti’. Basta che un cittadino invii una segnalazione e il Comune manda subito una squadra ad abbattere. Ma esistono tecniche semplicissime per mettere in sicurezza gli alberi, come i sostegni in tronchi di palma che si usano, ad esempio, a Marrakesh”.

Tagli notturni e interventi lampo

Tra gli episodi più contestati figura l’abbattimento notturno dei pini in località Porticello, giustificato con la messa in sicurezza dell’alveo di un torrente. “Pensare di abbattere alberi per evitare un rischio di smottamento è un’idea per la quale non trovo aggettivi che non siano offensivi,” denuncia Gioffrè d’Ambra. “Le radici trattengono il terreno e assorbono l’acqua: toglierle aumenta i rischi idrogeologici”.

E ancora: l’eliminazione dei pini del Lungomare, il recentissimo abbattimento degli alberi in viale Europa, vicino all’Ospedale Morelli, nonostante la richiesta di incontro da parte del presidente della Consulta. “Le scuse sono sempre le stesse: mettere in sicurezza strade e marciapiedi,” aggiunge.

Dobbiamo dunque aspettarci che nei lavori di rifacimento del Lungomare si abbattano anche i Ficus monumentali?” rincara Gioffrè d’Ambra.

“Gli alberi non vanno abbattuti, ma rispettati”

Le associazioni chiedono un cambio radicale di approccio. “Al momento di mettere in sicurezza un marciapiede non vanno abbattuti gli alberi: vanno riprogettate strade e aiuole in modo da dare all’albero lo spazio che serve” ribadisce Gioffrè d’Ambra.

E ricorda: “Senza piante gli esseri umani non esistono. Oltre a produrre ossigeno, gli alberi svolgono funzioni fondamentali: mitigano la temperatura, trattengono l’acqua piovana, ospitano la fauna, riducono l’inquinamento acustico e hanno un valore storico e sociale”.

La provocazione che fa riflettere

Di fronte a chi sostiene che gli alberi abbattuti possano essere semplicemente sostituiti, Gioffrè d’Ambra replica con una provocazione: “Un albero di 70 anni non può essere rimpiazzato da dieci piantine. È come se decidessimo di eliminare una categoria di persone per sostituirla con un numero di neonati che consumi un equivalente di calorie. Non amo etichettare le ideologie; una corrente di pensiero del genere fa solamente paura”.

Oggi il vertice delle associazioni

L’incontro di oggi pomeriggio sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione e chiedere trasparenza, consultazione e rispetto del patrimonio arboreo cittadino alle istituzioni.

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