A Verso Sud stasera The Sea, il film che scuote le coscienze
Stasera a Verso Sud – Festival del cinema mediterraneo nell'arena Neri di Catonateatro, la prima visione cittadina di The Sea, il film israeliano di Shai Carmeli Pollak che racconta il conflitto israelo-palestinese attraverso lo sguardo di un bambino
Un bambino che sogna semplicemente di vedere il mare. Un padre disposto a rischiare tutto pur di ritrovarlo. E un conflitto che continua a segnare la quotidianità di milioni di persone. È The Sea, il film del regista israeliano Shai Carmeli Pollak, in programma stasera, 3 agosto, all’Arena Alberto Neri di Catona nell’ambito della XVII edizione di Verso Sud – Festival del cinema mediterraneo.
Si tratta di una prima visione cittadina, un’opera che finora non era stata distribuita nei cinema della città proprio per la delicatezza del tema affrontato.
In un momento in cui Gaza continua a rappresentare una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo, il film sceglie di raccontare il conflitto senza retorica, affidandosi allo sguardo innocente di un bambino palestinese e trasformando una vicenda personale in un potente racconto universale sui diritti, sulla dignità e sulla libertà.
Verso Sud, il festival che guarda al Mediterraneo e al presente
Una proiezione che trova la propria sede naturale, quindi, nel festival organizzato da Polis Cultura, con la direzione artistica di Luciano Pensabene e quella organizzativa di Lillo Chilà, che propone un viaggio attraverso il cinema italiano e internazionale che guarda ai “Sud” del mondo.
Negli anni la rassegna è diventata, infatti, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’estate reggina, distinguendosi per una programmazione che affianca qualità cinematografica e riflessione civile. Ambiente, migrazioni, inclusione, marginalità, conflitti, rapporti familiari e guerre sono i temi che attraversano i film selezionati, spesso raccontati con il linguaggio della commedia, secondo la migliore tradizione del cinema italiano. «Attraverso il cinema raccontiamo il Mediterraneo e le trasformazioni del nostro tempo, offrendo spazio a opere di qualità che difficilmente trovano posto nella grande distribuzione», ha sottolineato il direttore artistico Pensabene.
The Sea, un viaggio verso il mare che diventa una sfida per la libertà
Protagonista del film è Khaled, dodicenne che vive nei pressi di Ramallah. Il Mediterraneo dista appena un’ora di viaggio, ma tra permessi, checkpoint e restrizioni sembra irraggiungibile.
Quando una gita scolastica sfuma all’ultimo momento perché viene fermato a un posto di blocco, Khaled decide di partire da solo. Da quel momento prende forma un intenso road movie in cui il padre Ribhi attraversa città e periferie per ritrovare il figlio, consapevole che ogni controllo può costargli il lavoro, la libertà e il futuro della propria famiglia.
Con interpretazioni di Muhammad Gazawi, Khalifa Natour, Marlene Bajjali e Hila Surjon, The Sea racconta il conflitto israelo-palestinese evitando le semplificazioni politiche e scegliendo invece il linguaggio dell’umanità. Il risultato è un film che non pretende di spiegare la guerra, ma ne mostra gli effetti più profondi sulla vita quotidiana, sull’infanzia e sui legami familiari.
Un’opera che ha fatto discutere
Il film è diventato uno dei casi cinematografici dell’anno. Dopo aver conquistato cinque Premi Ophir, gli Oscar del cinema israeliano, è stato scelto come candidato ufficiale di Israele agli Oscar 2026 nella categoria del miglior film internazionale.
Il suo sguardo critico sulla realtà dei checkpoint e sulle condizioni vissute dai palestinesi, si legge sul sito del distributore italiano del film, ha però suscitato forti polemiche nel dibattito pubblico israeliano, trasformando The Sea in un’opera tanto apprezzata dalla critica quanto controversa sul piano politico.
Un film “scomodo”, la cui forza risiede proprio nella capacità di raccontare il conflitto attraverso un desiderio semplice e universale: quello di un bambino che vuole vedere il mare.
Un gesto apparentemente normale che, in un territorio segnato da controlli, divieti e limitazioni della libertà di movimento, si trasforma in un’odissea e invita lo spettatore a riflettere sul valore dei diritti fondamentali.
Il programma di Verso Sud continua fino al 28 agosto
Dopo la proiezione di The Sea, il festival, iniziato lo scorso 18 luglio, proseguirà con un ricco calendario di appuntamenti.
Il 6 agosto Massimiliano Gallo sarà protagonista a Catonateatro con lo spettacolo Lettera ad Eduardo, mentre il 7 agosto presenterà a Verso Sud il suo esordio alla regia, La Salita, ispirato all’esperienza di Eduardo De Filippo nel carcere minorile di Nisida. Nella stessa serata l’attore riceverà il Premio Verso Sud – Nicola Petrolino, realizzato dal maestro Antonio Affidato.
L’11 agosto sarà proiettata la commedia francese La Festa è finita; il 17 agosto arriverà Il Maestro di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino; il 20 agosto sarà la volta de Il Quieto vivere di Gianluca Matarrese, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia.
Il 24 agosto spazio al road movie Lo chiamava Rock&Roll, tratto da una storia vera, mentre il 26 agosto sarà proiettato …Che Dio perdona a tutti di Pif. La XVII edizione di Verso Sud si concluderà il 28 agosto con La torta del Presidente del regista iracheno Hasan Hadi, vincitore della Caméra d’Or al Festival di Cannes.
Fino al 28 agosto l’Arena Alberto Neri continuerà così a essere un luogo d’incontro tra il pubblico e il grande cinema del Mediterraneo, confermando la vocazione di Verso Sud: raccontare il presente attraverso storie capaci di emozionare, interrogare e alimentare il dialogo.