AbaRC: da un immobile dismesso nasce il nuovo hub dell’arte
Un immobile dismesso rinasce a Reggio Calabria: presentato oggi il progetto dell’Accademia di Belle Arti per un nuovo polo di arte contemporanea e creatività giovanile
Un ex immobile della Protezione Civile, oggi inutilizzato, si prepara a diventare uno dei nuovi riferimenti per la produzione artistica e culturale della città. A Reggio Calabria prende forma il progetto di riqualificazione urbana e culturale che trasformerà la struttura concessa dalla Regione Calabria, nella periferia di Santa Caterina, in un polo dedicato all’arte contemporanea e alla creatività giovanile.
L’ampio e complesso progetto è stato presentato questa mattina all’Accademia di Belle Arti (AbaRc) dal direttore Piero Sacchetti, della senatrice Tilde Minasi, dell’architetto Gianni Artuso e del Provveditore alle opere pubbliche, l’ingegnere Floriano Siniscalco.
Un intervento che punta a restituire alla città uno spazio oggi dismesso, con l’obiettivo di trasformarlo in una galleria d’arte contemporanea e in un centro di produzione culturale stabile, in grado di ospitare mostre, attività espositive e percorsi di formazione.
“È da tempo che lavoriamo con l’Accademia e oggi, siamo di fronte al primo progetto concreto che prende forma grazie a un finanziamento importante – ha esordito la Minasi -. L’AbaRC è il miglior esempio di istituzione culturale e non potevamo non sostenere una realtà importante come questa che necessita di spazi per poter portare avanti le tantissime attività realizzate sul territorio e non solo. Senza risorse non si costruisce nulla. Questa iniziativa è sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, con il supporto del Provveditorato”.
Ad illustrare i lavori dell’intervento, l’architetto Giovanni Artuso: “Si tratta di una rigenerazione urbana e culturale che punta a restituire identità e funzionalità ad uno spazio oggi abbandonato. Il progetto prevede ambienti flessibili, multifunzionali e una durata dei lavori stimata in circa un anno. Il tutto sarà realizzato investendo 1 milione e 943 mila euro”.
Entusiasta Il Provveditore Siniscalco per “un’operazione che interviene sui beni culturali grazie a nuovi canali finanziari che consentono di rivitalizzare edifici e territori, incidendo sul tessuto sociale e culturale delle città”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore Sacchetti che più volte mette in risalto il “progetto strategico” per Santa Caterina, una zona in crescita.
“Finalmente, avremo spazi adeguati per mostre e attività, dopo anni di adattamenti. Sarà un luogo aperto alla città e alla comunità accademica. Il nuovo hub culturale ospiterà diverse discipline, dal cinema alla fotografia, dalla pittura alla scultura, configurandosi come un centro multidisciplinare per l’arte contemporanea. È una struttura che non sarà solo una galleria, ma un luogo vivo, aperto, in cui studenti e docenti potranno confrontarsi quotidianamente con l’arte contemporanea e con il pubblico. Per un’Accademia questo significa uscire da una condizione di provvisorietà e diventare davvero un punto di riferimento stabile”.
E ancora: “La cosa più importante è che questo spazio non sarà chiuso o autoreferenziale, ma aperto alla città. Vogliamo che diventi un luogo di incontro, di studio e di produzione culturale, capace di dialogare con il territorio e con le nuove generazioni”.
Un progetto che si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana: trasformare spazi dismessi in luoghi di cultura, con l’ambizione di rendere Santa Caterina un punto di riferimento stabile per la creatività e la partecipazione giovanile.
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