Ad Alberto Gioffrè, il premio Reggio Calabria Day

Alberto Gioffrè riceve il Premio Reggio Calabria Day e racconta i “premi invisibili” di una vita dedicata a cultura, ambiente, pace e volontariato

Alberto Gioffrè

Nei giorni scorsi, è stato conferito il Premio Nazionale Reggio Calabria Day ad alcune personalità reggine che si sono distinte per la loro professionalità non soltanto lavorativa ma anche hobbistica.

La carrellata delle premiazioni è stata chiusa dall’Architetto Alberto Gioffrè, con una pergamena consegnatagli dal Capitano dell’Esercito Italiano Cosimo Sframeli, il quale ha evidenziato al pubblico la seguente motivazione: “In qualità di Presidente del Club per l’UNESCO Re Italo, si è distinto per il suo instancabile impegno nella promozione della Cultura, della Sostenibilità, e della Valorizzazione del Patrimonio Storico ed Artistico italiano. La sua visione innovativa, e la capacità di coinvolgere la comunità, hanno reso possibile la realizzazione di progetti significativi, che hanno contribuito a preservare e diffondere i valori dell’UNESCO. La dedizione di Alberto Gioffrè nel favorire il dialogo interculturale, e la sua leadership nel settore architettonico, lo rendono un esempio di eccellenza ed un modello da seguire”.

Si ricorda che la fondazione e la Presidenza del Club per l’UNESCO Re Italo è soltanto una delle svariate attività dell’architetto Gioffrè: è infatti Presidente Emerito della prima Associazione Ambientalista di Reggio, Kronos, tutt’ora molto attiva e presieduta dall’Imprenditrice Susanna Quattrone (in seno alla quale il Gioffrè ha svolto i ruoli di Consigliere e di Vice Presidente Nazionale nonché di Presidente Regionale per la Calabria). È anche Ambasciatore di Pace della UPF o Federazione per la Pace Universale, ed è Consigliere Nazionale della FICLU o Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club per l’UNESCO.

Rimanendo nel campo associativo, nei primi anni Duemila è stato Coordinatore Generale del Comitato per la Pace (o Comitato per la Promozione di una Cultura di Pace), che comprendeva trenta Associazioni Culturali e solidali. Nel campo del Volontariato è stato per anni Garante del CSV o Centro Servizi al Volontariato. Nel settore gestionale è stato Consigliere d’Amministrazione dell’Ospedale Scillesi d’America e Consigliere e membro della Giunta del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Siamo quindi molto lieti di potere adesso pubblicare il suo pensiero, espresso dopo il ricevimento del Premio:

“Credo che il carattere e l’impegno nascano dagli esempi di chi ci ha preceduto. Ho ereditato lo spirito del Volontariato da mio padre, che ha fondato, da solo, l’Ospedale di Scilla, e lo ha presieduto, completamente gratis, per venti anni, rendendolo uno dei nosocomi più attivi d’Italia” ha esordito Alberto Gioffrè dopo il ricevimento del prestigioso premio nazionale.

“Da mia madre invece ho ereditato la testardaggine, che mi ha consentito di fondare il movimento ecologista a Reggio in anni nei quali nessuno credeva nell’importanza della tutela della natura: né le Istituzioni, né molti dei cittadini, né i giovani ‘d’avanguardia’. Nel ringraziare per il riconoscimento, desidero ricordare altri Premi, per me più importanti, che sono però quasi totalmente invisibili, osservati negli ultimi quarant’anni dei 54 anni di attività associativa. Considero un vero Premio, anche se non evidente, ma segreto ed intimo, potere rincontrare ‘vecchi’ soci o semplici simpatizzanti, che sono oggi Giornalisti impegnati, Ingegneri Ambientali, Architetti, Docenti Universitari di materie scientifiche, diventati tali dopo avere ascoltato mie conferenze nelle Scuole che frequentavano, e che si sono appassionati a tal punto alle tematiche da me illustrate, da impostare la propria vita in linea con quanto hanno ascoltato” ha proseguito l’architetto.

Un altro Premio, “sempre invisibile, è vedere la città di Reggio trasformata in meglio e divenuta più vivibile in questi ultimi 50 anni, grazie alle mie continue proposte, ai progetti di arredo urbano, ed alle sollecitazioni che abbiamo puntualmente dato, ogni anno, alle Amministrazioni Comunali che si sono succedute. Un Premio consiste nel constatare che le Associazioni che ho fondato a Reggio (Italia Nostra, WWF, LIPU, Amici della Terra, ENPA, oltre Kronos e Club UNESCVO ovviamente) sono sempre attive, prestigiose, e svolgono azioni protezionistiche utili ed importanti”. Sul tema della Pace “considero ancora un Premio la vita di molti Spagnoli e Baschi e la cessazione di atti terroristici dell’ETA (per l’indipendenza di Euskal Herria) a seguito di un mio intervento nella qualità di Presidente del Club per l’UNESCO reggino. Considerato l’intensificarsi di attentati alla popolazione, scrissi all’allora Presidente Zapatero, proponendogli di promulgare leggi per la promozione della Popolazione Basca, con finanziamenti da offrire sia agli Spagnoli che ai Baschi. Zapatero mi rispose, ringraziandomi per la proposta. E l’applicazione delle leggi immediatamente successive raggiunse lo scopo: da allora non abbiamo assistito più ad alcun attentato dell’ETA. Un Premio invisibile ma prestigioso considero l’approvazione, da parte della Sede Mondiale dell’UNESCO, del mio Progetto di Cattedra UNESCO di Scienze Umane, Sviluppo Sostenibile e Cultura di Pace, istituibile ma non ancora istituito nelle Università reggine” ha aggiunto Gioffrè.

Infine, ha concluso,un Premio ancora più grande, è ascoltare ogni giorno le centinaia di Soci del Club UNESCO e del Kronos che apprezzano il mio impegno nel Sociale. E, forse anche con commozione, è per me un caro Premio Invisibile sentire l’approvazione dichiarata di quasi tutti i rappresentanti dei 100 Club per l’UNESCO italiani”. 

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