Aeroporto di Reggio, 64 milioni per il rilancio ma l’Europa vola via

Si parla di crescita e rilancio del Tito Minniti, ma la vera crescita di un aeroporto passa anche dai collegamenti internazionali che verranno cancellati quasi interamente - GALLERY E VIDEO

Aeroporto di RC

Il futuro dell’Aeroporto dello Stretto torna al centro del dibattito. Questa mattina, giovedì 3 settembre, nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio regionale della Calabria, si è svolta la conferenza stampa dedicata alle strategie di crescita e sviluppo dello scalo reggino.

A illustrare programmi, investimenti e prospettive sono stati il presidente di Sacal, Luciano Vigna, il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Il rilancio

Sul tavolo ci sono risorse importanti: 64 milioni di euro destinati al Tito Minniti, fondi che, secondo quanto spiegato durante l’incontro, risultano già disponibili nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo e che si sommano agli interventi già realizzati sulla nuova area partenze.

La parte più consistente dell’investimento, circa 36 milioni di euro, sarà destinata al completamento dell’aerostazione passeggeri e alla seconda fase dei lavori, compreso il terminal arrivi.

Ma il programma riguarda anche le aree esterne e i servizi dello scalo. Sono previsti 2,5 milioni per l’adeguamento del distaccamento dei Vigili del fuoco, 3,5 milioni per la demolizione dei ruderi e la riqualificazione dell’area di Ravagnese, altrettanti per le pavimentazioni dell’area di movimento. Altri 5 milioni saranno destinati alla riqualificazione ambientale del versante lato mare e altri 5 milioni a sicurezza e digitalizzazione. Quasi 8 milioni, infine, riguarderanno viabilità, accessi, parcheggi e aree di sosta.

Un intervento complessivo che punta a consegnare a Reggio Calabria un aeroporto più moderno e adeguato alle esigenze future.

La crescita però passa anche dalle destinazioni

Ed è proprio qui che emerge il tema più delicato.

Perché mentre si investe sulla struttura, sulla sicurezza, sulla digitalizzazione e sull’accessibilità, il quadro dei collegamenti internazionali presenta un arretramento rispetto alle aspettative maturate negli ultimi anni.

Da novembre saranno infatti sospesi i collegamenti Ryanair con Berlino, Bruxelles, Londra, Katowice e Parigi. Rimarrà operativo il collegamento con Barcellona, unica destinazione internazionale confermata tra quelle attualmente interessate dal ridimensionamento.

Parallelamente sarà rafforzata la rete nazionale. Milano Bergamo diventerà giornaliero, mentre Parma entrerà nel network con tre collegamenti alla settimana.

Secondo quanto emerso, il numero complessivo dei posti messi a disposizione dalla compagnia dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile: cambierà però in maniera significativa la composizione dell’offerta, con un peso maggiore delle rotte domestiche rispetto a quelle internazionali.

Ed è su questo punto che la parola “crescita” merita forse una riflessione.

Un aeroporto moderno, ma per andare dove?

Rendere più moderno il Tito Minniti è certamente un investimento sul futuro. Ma un aeroporto non è soltanto un terminal rinnovato, una nuova area partenze o un parcheggio più funzionale.

Un aeroporto vive soprattutto attraverso i suoi collegamenti.

Le rotte internazionali che hanno caratterizzato la fase più recente di rilancio dello scalo avevano infatti una funzione che andava oltre il semplice trasporto dei passeggeri. Collegare Reggio Calabria con diverse città europee significava anche creare un canale diretto per il turismo straniero.

I visitatori potevano arrivare direttamente in città, soggiornare negli hotel e nei bed & breakfast, frequentare ristoranti, negozi e attività commerciali. Un movimento che aveva contribuito a modificare la percezione stessa di Reggio Calabria come destinazione turistica.

Allo stesso tempo, quei voli rappresentavano per i cittadini una possibilità concreta in più: partire da Reggio senza dover raggiungere altri aeroporti, affrontando trasferimenti verso Lamezia Terme, Catania o altri scali.

La domanda, quindi, non riguarda soltanto il numero dei passeggeri.

Quale aeroporto si vuole costruire per Reggio Calabria?

Il nuovo piano e la scommessa sui vettori

Durante la conferenza è emersa anche la necessità di guardare alla prossima stagione estiva, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’offerta.

Tra le prospettive indicate c’è quella di lavorare su un collegamento Roma low cost e sulla possibilità di avere un secondo aeromobile basato sullo scalo.

Si guarda dunque a un potenziamento del network e all’arrivo o all’incremento della presenza di vettori.

Ma anche qui la domanda resta aperta: quali rotte?

Puntare prevalentemente sul mercato nazionale può certamente garantire continuità e volumi. Tuttavia, per un aeroporto che aspira a essere davvero lo scalo dell’Area dello Stretto, limitare la propria funzione ai collegamenti domestici rischierebbe di ridurre una parte importante del potenziale che si è intravisto negli ultimi anni.

Il vero rilancio, infatti, potrebbe essere misurato non soltanto dal numero dei passeggeri trasportati, ma anche dalla capacità di attrarre passeggeri dall’estero e di collegare stabilmente Reggio Calabria con l’Europa.

Il milione di passeggeri e la sfida della stabilità

Il Tito Minniti arriva da una fase nella quale lo scalo ha riconquistato centralità nel sistema dei trasporti calabrese, fino a raggiungere il traguardo del milione di passeggeri.

Adesso la sfida è trasformare quel risultato in una crescita strutturale.

E proprio per questo la riduzione delle destinazioni internazionali apre interrogativi che non possono essere ignorati.

Da una parte ci sono 64 milioni di euro per trasformare e ammodernare l’aeroporto. Dall’altra c’è un’offerta internazionale che, almeno per il momento, si restringe.

Resta da capire, dunque, quale sarà la strategia commerciale di lungo periodo.

Perché un aeroporto può diventare più bello, più moderno, più sicuro e più efficiente. Ma se contemporaneamente diminuiscono le porte aperte verso l’Europa, il concetto di crescita rischia di rimanere incompleto.

Al momento, dunque, a misurare il rilancio saranno le conseguenze concrete: per chi vive e lavora sul territorio. Per l’indotto creato dal turismo internazionale. Per i turisti europei che vorranno raggiungere Reggio Calabria, che dovranno arrivare in aeroporti più lontani con ovvi disagi che renderanno meno attrattiva la scelta della città come destinazione.

E per i cittadini reggini che per partire verso destinazioni europee dovranno tornare a ciò che hanno dovuto fare per anni: raggiungere altri aeroporti, macinare chilometri e sostenere costi aggiuntivi, con disagi che sembravano in parte finalmente superati.

Sullo sfondo della conferenza stampa resta quindi il paradosso: si investono milioni per rendere l’aeroporto più moderno, mentre l’Europa vola via dalla pista del Minniti. 

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