Al Cilea trionfa “L’arte della truffa”: Biagio Izzo tra risate travolgenti e un finale che commuove
Una commedia brillante da tutto esaurito ieri sera al teatro Cilea di Reggio Calabria: in scena un trascinante Biagio Izzo per la stagione dell'OdA di Peppe Piromalli
Ieri sera il Teatro “Francesco Cilea” ha fatto registrare il tutto esaurito per “L’arte della truffa”, brillante commedia inserita nella stagione teatrale dell’Officina dell’Arte guidata da Peppe Piromalli. In scena un trascinante Biagio Izzo, capace di far ridere ed emozionare una platea stregata dalla forza di una compagnia compatta e affiatata.
“L’arte della truffa” si presenta come una commedia brillante dai ritmi serrati, costruita su equivoci, contrasti familiari e situazioni al limite dell’assurdo. Ma sotto la superficie comica si muove un impianto narrativo solido, che alterna leggerezza e riflessione senza mai perdere equilibrio.Il meccanismo scenico funziona con precisione: dialoghi incalzanti, tempi comici calibrati, cambi di ritmo che mantengono alta l’attenzione del pubblico. Le risate arrivano puntuali, spesso fragorose, ma non sono mai fini a sé stesse. Biagio Izzo domina il palco con energia vulcanica. Il suo personaggio – un uomo rispettabile costretto a confrontarsi con un cognato truffatore e con una crisi personale inattesa – diventa il motore di una comicità che parte dal quotidiano per arrivare all’esasperazione teatrale.
Izzo gioca con il testo, lo rispetta, lo arricchisce con sfumature personali. La sua cifra resta quella di sempre: una napoletanità spontanea, mai caricaturale, che conquista perché autentica. Sa quando accelerare e quando fermarsi, quando cercare la risata piena e quando lasciare spazio a un momento più intimo.
Accanto al protagonista, la compagnia dimostra compattezza e ritmo. Gli attori sostengono la scena con precisione e naturalezza, contribuendo a creare quell’equilibrio necessario tra il mattatore e il racconto corale. Nessuna macchietta, ma personaggi ben delineati che rendono credibile anche la situazione più paradossale.
È proprio questa coralità a rafforzare il messaggio dello spettacolo.
Al centro della commedia c’è la famiglia, con le sue contraddizioni, i suoi conflitti e la sua capacità di ricomporsi nei momenti di difficoltà. La trama – ispirata a una storia vera, seppur teatralmente amplificata – racconta come anche chi appare irreprensibile possa trovarsi in bilico e dover chiedere aiuto proprio a chi meno si aspetta.
Il messaggio è chiaro: l’aiuto reciproco, il perdono e la solidarietà familiare valgono più di ogni rigidità morale. E quando la risata si spegne, arriva il colpo di teatro finale.
Nel momento conclusivo, dopo un crescendo emotivo che stempera la comicità in una riflessione più profonda, Izzo si ferma al centro della scena e pronuncia una frase che gela la sala: «Perché alla fine, non è importante chi ha sbagliato… ma chi resta quando tutto sembra perduto».
Un attimo di silenzio sospeso, quasi irreale. Poi il Teatro Cilea esplode in un applauso intenso, lungo, liberatorio. È la conferma che “L’arte della truffa” non è soltanto una commedia che fa ridere, ma uno spettacolo che lascia il segno e ricorda quanto, dietro ogni errore, possa esserci un gesto d’amore.