Al MArRC nasce il “Baby point”: spazio dedicato all’allattamento firmato Soroptimist

E' stato inaugurato oggi pomeriggio al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria il Cipì Soroptimist Baby Point, nuovo spazio dedicato all’allattamento destinato a diventare un progetto molto più ampio

Nel cuore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, tra reperti millenari e percorsi della memoria, da oggi c’è uno spazio nuovo, silenzioso e prezioso, pensato per le mamme, i bambini, le famiglie. Un luogo intimo, essenziale, ma carico di significato: è il CIPÌ Soroptimist Baby Point – Spazio dedicato all’allattamento, inaugurato oggi pomeriggio, giovedì 22 gennaio 2026 al MArRC. Un piccolo spazio che racconta una grande idea di museo: non solo custode del passato, ma luogo vivo, inclusivo, capace di accogliere le esigenze delle famiglie, delle madri e dei bambini.

Un progetto condiviso per un museo più inclusivo

Il Cipì Soroptimist Baby Point nasce dalla collaborazione tra il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e il Soroptimist International d’Italia – Club Reggio Calabria. L’inaugurazione si è svolta presso la sala conferenze del MArRC, alla presenza di istituzioni, associazioni e cittadinanza.

Dopo i saluti istituzionali del direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, e di Natalina Galizia, past president del Soroptimist International Club Reggio Calabria, sono intervenute Franca Brandolino, referente del progetto Cipì Soroptimist Baby Point, Sabrina Prestipino, architetto progettista e curatrice del progetto, ed Elena Nicolò, funzionario architetto dell’Ufficio tecnico del museo, figura chiave nel raccordo tra il MArRC e il Soroptimist.

Un momento che ha segnato l’avvio concreto di un percorso di attenzione ai servizi per le famiglie, con una particolare sensibilità verso le esigenze delle mamme e dei più piccoli.

Il Soroptimist e l’impegno per la comunità

A spiegare il senso profondo dell’iniziativa è stata Natalina Galizia, che ha ripercorso l’identità e la missione del Soroptimist. «Siamo un’associazione presente in tutto il mondo, composta da donne impegnate in ambito professionale e manageriale, che mettono le proprie competenze al servizio della comunità. I progetti del Soroptimist, per lo più di respiro nazionale – ha spiegato la Galizia – si ispirano agli obiettivi dell’Agenda 2030, con particolare attenzione all’educazione, all’empowerment femminile, all’advocacy, alla sostenibilità ambientale e alla lotta contro la violenza sulle donne. Ogni club territoriale declina questi obiettivi in base alle caratteristiche del luogo in cui opera».

Il progetto Cipì, ha aggiunto Natalina Galizia, «non è un semplice punto allattamento, ma un progetto di inclusività che mira a rendere i luoghi della cultura davvero fruibili dalle famiglie. Oggi le famiglie si muovono con i bambini e hanno bisogno di spazi accoglienti anche nei musei, nelle biblioteche, nei luoghi istituzionali in genere».

La realizzazione al MArRC non è stata semplice: gli spazi disponibili hanno richiesto un’attenta progettazione e diverse varianti, curate dall’architetto Sabrina Prestipino, fino a individuare una soluzione compatibile con le caratteristiche del museo e con le rigide certificazioni richieste per gli ambienti pubblici, compresi arredi e materiali ignifughi.

Lo spazio, ha sottolineato Galizia, è destinato a crescere e ad arricchirsi nel tempo.

Cipì, un luogo per le famiglie e per la socialità

Nel dettaglio del progetto è entrata Franca Brandolino, consigliera Soroptimist e referente nazionale del Cipì Soroptimist Baby Point. Un progetto pensato come spazio per la famiglia, dove fermarsi, accudire i bambini, sostare durante una visita a un museo, a una mostra, a una biblioteca o a un parco.

A Reggio Calabria, le dimensioni hanno portato a realizzare inizialmente uno spazio dedicato all’allattamento, ma l’idea originaria è più ampia: una piccola area con libri, giochi, occasioni di incontro e socializzazione tra famiglie. E altro ancora. «È un servizio alle famiglie, alle mamme, ma anche alla società – ha spiegato Brandolino – perché favorisce l’incontro, la socializzazione, la costruzione di relazioni all’interno di luoghi deputati alla cultura».

Un’intuizione maturata anche dall’esperienza personale, osservando come in molte città italiane ed europee questi spazi siano ormai una realtà consolidata. Spazi che aiutano a contrastare l’isolamento delle famiglie e a creare nuove reti sociali, valori da sempre al centro dell’impegno del Soroptimist.

Un progetto in divenire, tra tecnica e visione

A illustrare il lavoro progettuale a CULT è stata Sabrina Prestipino, architetto e curatrice del Cipì Soroptimist Baby Point. Un progetto pensato inizialmente in modo più articolato, poi rimodulato per rispondere alle esigenze tecniche, normative e spaziali di un edificio vincolato come il Palazzo Piacentini.

«È un progetto in divenire – ha spiegato – che ha richiesto un lungo lavoro di ricerca sui materiali, sulle certificazioni e sugli arredi, perché non tutto ciò che è bello o confortevole è adatto a un ambiente pubblico».

Oggi il Cipì è uno spazio di allattamento accessibile non solo ai visitatori del museo, ma a chiunque ne abbia bisogno: «cittadini, turisti, famiglie di passaggio. Un servizio innovativo per Reggio Calabria, dove mancano spazi analoghi anche in luoghi strategici come aeroporto e stazione. Un primo passo – ha sottolineato l’architetto – che apre la strada alla possibilità di realizzare Baby Point anche in altri luoghi pubblici della città».

Il museo come luogo di accoglienza

A chiudere il cerchio è stato il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, che ha inquadrato l’iniziativa nel più ampio percorso di accessibilità e accoglienza del museo.

«Non è scontato – ha dichiarato a CULT – trovare in un museo uno spazio dedicato all’allattamento, ma per noi è un tassello importante di un percorso che guarda al futuro». Un percorso che troverà ulteriore sviluppo con i progetti PNRR sull’accessibilità, in programma entro giugno 2026.

Sudano ha sottolineato la sinergia virtuosa con il Soroptimist e il ruolo fondamentale svolto dall’architetto Elena Nicolò, funzionario dell’Ufficio tecnico del museo, nel coordinamento tra istituzione e associazione.

Lo spazio individuato, seppur ricavato con attenzione all’interno del percorso museale, offre anche un valore simbolico unico, ha aggiunto il direttore: «Chi allatta potrà farlo accanto a importanti reperti archeologici, in un dialogo silenzioso tra maternità, storia e cultura».

Uno sguardo al futuro

L’inaugurazione è stata arricchita dall’esibizione del giovanissimo Demetrio Caridi, allievo del Conservatorio “Cilea”, che ha suonato la fisarmonica di fronte al pubblico accorso per l’inaugurazione.

Un lavoro corale che ha prodotto “un quid che da domani sarà a disposizione qui al Museo” ha concluso orgoglioso Sudano e che dimostra come la collaborazione tra istituzioni e associazioni possa generare risultati concreti e duraturi per la comunità.

Così, tra i Bronzi e i reperti della Magna Grecia, il MArRC si è dotato oggi uno spazio nuovo: piccolo nelle dimensioni, ma grande nel messaggio. Un museo che non chiede alle famiglie di adattarsi, ma che sceglie di accoglierle con un modo inclusivo di vivere la cultura.

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