Alla PBM il laboratorio per “Abitare lo sguardo”

Domenica 17 maggio alla Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo (Villa S.G.), il laboratorio di comunità tra paesaggio, albi illustrati e scrittura creativa nell'ambito del primo weekend nazionale della Scuola per Abitare

A volte i luoghi riescono a trasformarsi in punti di incontro tra persone, storie e visioni del mondo. Dipende da come li si “abita”. La Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo, affacciata sullo Stretto di Scilla e Cariddi, si prepara ad accogliere uno di questi momenti: domenica 17 maggio 2026, dalle 17 alle 20, prenderà vita “Abitare lo sguardo”, laboratorio di comunità fra albi illustrati, scrittura creativa e paesaggio.

Scuola per abitareUn’esperienza gratuita e già sold out, che porterà alla PBM partecipanti provenienti anche da fuori provincia, confermando la capacità di questo spazio culturale di diventare punto di riferimento culturale, di cura e comunità sul territorio.

Un laboratorio per rallentare e osservare

“Abitare lo sguardo” nasce come un invito a rallentare, osservare e riscrivere il nostro modo di stare nel mondo. Il percorso esplorerà tre grandi temi – individualità, comunità e città abitabile – attraverso il dialogo tra paesaggio, immaginazione e scrittura.

A guidare il laboratorio saranno tre realtà della provincia di Reggio Calabria: Patrizia Flecchia, fondatrice della Piccola Biblioteca sul Mare, Valentina Nastasi Chizzoniti di Palmi, della Redazione Collettiva Fuori Luogo e Veronica Calveri di Campo Calabro, architetta del paesaggio.

L’iniziativa è organizzata presso la Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo, a Villa San Giovanni (RC), luogo che negli anni si è trasformato in presidio culturale e spazio di condivisione affacciato sul mare dello Stretto.

Paesaggio, albi illustrati e scrittura per allenare lo sguardo

Il laboratorio unirà lettura di albi illustrati, osservazione del paesaggio e pratiche di scrittura creativa individuale e collettiva, con l’obiettivo di costruire uno spazio di ascolto e riflessione condivisa.

«Durante il laboratorio attraverseremo insieme parole, immagini e paesaggi per allenare uno sguardo più attento e sensibile sul mondo», spiega Patrizia Flecchia. «Leggeremo albi illustrati che parlano di città, relazioni, confini e possibilità; osserveremo il paesaggio intorno a noi come spazio vivo da ascoltare e interpretare; sperimenteremo pratiche di scrittura creativa individuale e collettiva per dare voce ai luoghi che viviamo e a quelli che desideriamo. Ci prenderemo tempo per: osservare, ascoltare, raccontare e condividere».

Per la fondatrice della Piccola Biblioteca sul Mare il laboratorio rappresenta anche un’esperienza di comunità, ispirata al percorso della Scuola per Abitare. «Seguendo l’esperienza di Gianluca Palma, il laboratorio vuole essere anche un esercizio di comunità: un modo per immaginare insieme forme più umane, sensibili e accoglienti dell’abitare. Non servono competenze particolari: solo curiosità e desiderio di partecipare».

La Scuola per abitare e il weekend nazionale diffuso in tutta Italia

L’appuntamento della PBM rientra nel primo weekend nazionale della “Scuola per abitare”, in programma il 16 e 17 maggio 2026, una rassegna diffusa promossa da Daìmon – Scuola per Abitare e dall’associazione Scatola di Latta. 

Due giornate nate per “incontrarsi, condividere, fare assieme”, attraverso iniziative culturali disseminate in tutta Italia: passeggiate comunitarie, laboratori, incontri, esperienze artistiche e momenti di confronto tra territori e comunità.

In Calabria il programma coinvolgerà anche Lamezia Terme con “Macinare Cultura all’Antico Mulino delle Fate”, Girifalco con una passeggiata tra i vicoli millenari, Cosenza e Lappano con iniziative dedicate al dialogo tra città e provincia e San Basile con percorsi guidati sul territorio.

Gianluca Palma: “Abitare significa creare legami, dentro e fuori i luoghi”

Promotore e fondatore della Scuola per abitare e dell’esperienza di Fare Sud è Gianluca Palma, che dal 2020 prova a costruire una rete nazionale di comunità, esperienze civiche e percorsi culturali capaci di mettere in connessione territori spesso lontani ma accomunati dallo stesso bisogno di relazione.

«Questa esperienza nasce dal desiderio di rammendare realtà civiche e culturali del Sud ma anche di tutta Italia», racconta Palma. «A marzo abbiamo organizzato una prima giornata nazionale della Scuola per abitare con circa trenta iniziative diffuse. Ci siamo accorti che il bisogno più forte non era soltanto quello di creare eventi, ma di generare ascolto, incontro e relazioni. Per questo il percorso oggi si allarga a un intero weekend: per dilatare il tempo e permettere alle persone di conoscersi davvero».

Palma parla di una rete fatta di “artigiani del possibile”, persone che quotidianamente costruiscono cultura e comunità lontano dai grandi circuiti. «Esiste una geografia nascosta composta da sarti di comunità, agricoltori, agitatori culturali, artigiani dell’immaginario», spiega. «Persone che ogni giorno tengono vivi i territori con gesti semplici ma profondi. Patrizia Flecchia e la Piccola Biblioteca sul Mare rappresentano esattamente questo: un luogo capace di generare relazioni autentiche, accogliere persone e creare immaginazione collettiva. Anche il laboratorio “Abitare lo sguardo” è bellissimo proprio perché mette insieme sensibilità diverse, persone che magari non si conoscevano e che attraverso questo percorso iniziano a condividere uno sguardo comune».

Nel racconto di Palma ritorna spesso il concetto di “abitare”, parola che per lui supera la semplice idea di “restare” nei luoghi.

«Sono molto legato al pensiero di Vito Teti», sottolinea. «All’inizio questo percorso si chiamava “Scuola per restare”, poi nel tempo ho sentito l’esigenza di andare oltre. Oggi il tema non è soltanto restare nei paesi o nelle aree interne, ma imparare ad abitare il mondo, i territori e noi stessi. La prima casa che abitiamo è il nostro corpo, il primo paesaggio siamo noi. Se non impariamo a stare bene con noi stessi e a prenderci cura di ciò che siamo, difficilmente riusciremo a prenderci cura dei luoghi e delle comunità».

Per Palma il rischio è trasformare parole come “restanza”, “resilienza” o “abitanza” in slogan vuoti se non vengono vissute concretamente.  

«Quello che conta è come le parole vengono abitate», osserva. «Per questo questi incontri nascono dal basso, senza bandi né finanziamenti, ma attraverso relazioni spontanee. Persone della Sardegna che partecipano a iniziative in Basilicata, realtà della Calabria che entrano in contatto con esperienze della Toscana o della Puglia. Lo scopo è proprio creare reti transregionali e umane, perché nessun territorio si salva da solo». 

E proprio nella dimensione quotidiana Palma individua il senso più autentico della Scuola per abitare. «Non immaginiamo grandi festival o eventi straordinari», conclude. «Il sogno è esercitarsi allo stare insieme, imparare a incontrarsi, condividere e fare assieme. In questa fase storica, dobbiamo imparare ad abitare prima di tutto noi stessi e poi i luoghi, immaginando nuovi modi di vivere i territori».

Un pomeriggio sullo Stretto per immaginare nuovi modi di stare insieme

Nella cornice della Piccola Biblioteca sul Mare, “Abitare lo sguardo” si prepara così a diventare un esercizio collettivo di attenzione ai luoghi e alle persone, una piccola esperienza di comunità affacciata sul mare dello Stretto.

Tra parole, immagini, paesaggi e scrittura, il pomeriggio del 17 maggio proverà a contribuire a quest’idea diversa dell’abitare che non sia soltanto vivere un luogo ma imparare a riconoscersi dentro di esso, costruendo legami e trasformando gli spazi quotidiani in occasioni di incontro e cura.

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