Alla stazione di S. Caterina lo Stretto che Balla riapre le danze
Stasera nella sede di Incontriamoci Sempre ODV l'open day de "Lo Stretto che Balla" tra danze popolari del Sud, tango, country e balfolk per un nuovo anno di cultura e condivisione
Quando la danza incontra la città, accade qualcosa di speciale. È successo questa sera, a partire dalle ore 19, alla stazione FS di RC Santa Caterina, sede dell’associazione Incontriamoci Sempre ODV, dove si è svolto l’open day de Lo Stretto che balla, un appuntamento che si è trasformato in un momento di festa e partecipazione collettiva. Non una semplice dimostrazione, ma un’esperienza vissuta in prima persona: musica, passi condivisi, curiosità e nuove presenze hanno animato la serata, inaugurando ufficialmente il nuovo anno di attività dedicato alle tradizioni coreutiche del Mediterraneo e non solo.
Un progetto che cresce e si rinnova
Guidato dalla maestra Agata Scopelliti, Lo Stretto che balla riparte con importanti novità. Accanto alle danze tradizionali del Centro-Sud Italia, cuore storico del progetto, l’offerta si amplia includendo danze argentine, country dance e danze internazionali balfolk, aprendo il gruppo a nuovi linguaggi e nuove comunità di danzatori.
Le numerose presenze di questa sera, tra partecipanti abituali e volti nuovi, hanno confermato l’interesse per una proposta che unisce tradizione, benessere e socialità, riempiendo la stazione di Santa Caterina di energia e movimento.
La danza come festa e benessere condiviso
«Oggi non è stata solo una performance né uno spettacolo, ma una vera festa», ha dichiarato Pino Strati, presidente di Incontriamoci Sempre ODV. «Chi ha partecipato ha potuto ballare, sperimentare ogni proposta e vivere la magia e il benessere della danza divertendosi».
Strati ha sottolineato come, per il 2026, il progetto si strutturerà in modo ancora più articolato: oltre alle danze del Centro-Sud Italia curate da Agata Scopelliti, entreranno stabilmente in programma le danze argentine con Elio Asciutto, la country dance con Manuela Scarfò e le danze internazionali con il collettivo Balfolk Reggio Calabria.
I corsi tra tradizione e nuove contaminazioni
Come spiegato da Agata Scopelliti, l’open day rappresenta soprattutto un momento di presentazione: «Siamo ancora in una fase di definizione di orari e giornate, ma la certezza è che l’offerta si amplia. Il giovedì resterà dedicato alle danze tradizionali del Centro-Sud Italia, con il primo e il terzo giovedì riservati al sonu a ballu e il secondo e il quarto alle altre danze».
Una novità importante riguarda l’integrazione con la country dance: «Il gruppo si è mostrato entusiasta anche verso questo stile, quindi stiamo valutando una divisione delle due ore con Manuela Scarfò, per permettere a tutti di seguire entrambi i corsi senza doversi spostare su più giorni. È tutto in divenire, ma le giornate aumenteranno proprio perché aumentano le danze».
La country dance, una novità assoluta a Reggio Calabria
A presentare il nuovo corso di country dance in linea è stata Manuela Scarfò, che ha sottolineato il valore aggregativo di questo stile: «È una novità assoluta per Reggio Calabria, anche se nel resto del mondo funziona benissimo. È una danza che fa gruppo, con sequenze semplici, pensata per divertirsi insieme senza concentrarsi troppo sulla tecnica».
Uno stile accessibile a tutti, con regole precise ma inclusive: «L’importante è andare tutti insieme sul tempo e divertirsi sulla musica. Cercavo qualcosa che qui non c’era ancora, qualcosa di particolare da sperimentare».
Il balfolk, danzare l’Europa nelle piazze
Grande interesse anche per le danze balfolk, presentate dal collettivo Balfolk Reggio Calabria. «È un ballo aperto a tutti, senza giudizio, che si basa sullo scambio culturale. Non è solo a Reggio, ma in tutta Italia e in Europa» spiega Zaira Lenzi.
L’obiettivo è rendere le persone autonome e a loro agio: «Vogliamo spiegare i passi in modo mirato, con una piccola scuola settimanale di introduzione al balfolk, per poi ballare liberamente nelle piazze». Le attività, guidate principalmente da Luigi Malavenda, da Saverio Settimio Severo, con il supporto del collettivo, si svolgono in luoghi simbolici della città, come la stazione Lido, piazza De Nava e il Tempietto, sempre in forma gratuita e aperta.
Il tango e le danze argentine, tra tradizione e riscoperta
A portare le danze argentine è il maestro Elio Asciutto, che ha scelto di aderire al progetto per contribuire a un percorso di rinnovamento: «Il tango è presente a Reggio Calabria, ma l’idea è offrire qualcosa in più, valorizzando l’intero patrimonio delle danze tradizionali argentine».
Non solo tango tradizionale, ma anche tango vals, milonga, chacarera, candombe e canyengue: «L’intenzione è insegnarli tutti. La chacarera, ad esempio, è spesso trascurata, e invece è parte fondamentale della tradizione. Vorremmo portare queste danze anche nelle sale, per ampliare lo sguardo e la partecipazione».
Lo stage di danze sarde, un viaggio tra passi e cultura
Un capitolo speciale del nuovo anno sarà dedicato allo stage di danze tradizionali sarde, in programma sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026, sempre alla stazione FS di Reggio Calabria Santa Caterina.
Agata Scopelliti condurrà lo stage insieme a Gianni Mereu, cultore e divulgatore delle tradizioni popolari della Sardegna, originario di Sorgono, in provincia di Nuoro. «Non sarà un solo ballo – spiega – perché la Sardegna è un universo di danze diverse. Ci saranno supporti audiovisivi per raccontare non solo i passi, ma il patrimonio culturale dell’isola: figure come l’Accabadora, tradizioni come la tessitura del bisso di mare, i simboli e le storie dei territori».
Lo stage sarà un vero viaggio demoetnoantropologico, aperto sia ai principianti sia a chi desidera approfondire. Sarà suddiviso tra il pomeriggio di sabato 24 gennaio dalle 15:30 alle 19:30 e la mattina di domenica 25 dalle 10:00 alle 13:00.
I due giorni avranno programmi differenti e sarà possibile partecipare anche a una sola giornata.
Quando la danza diventa comunità
Con l’open day di questa sera, Lo Stretto che balla ha aperto ufficialmente un nuovo capitolo fatto di studio, condivisione e contaminazione culturale.
Un progetto che continua a crescere, restando fedele alle tradizioni ma capace di accogliere nuove forme di espressione, trasformando la danza in linguaggio universale e strumento di comunità.
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