Aspromonte, il canto dei paladini rivive al Metropolitano
Al Cine Teatro Metropolitano di Reggio Calabria ieri il reading multimediale “La Battaglia d’Aspromonte” ha emozionato il pubblico tra teatro, musica, immagini e memoria medievale nella rassegna “Un palco per la città”
Una storia antica che torna a parlare al presente, riportando Reggio Calabria al centro del Mediterraneo e dell’immaginario epico europeo. Ieri sera, sabato 16 maggio 2026, il Cine Teatro Metropolitano DLF di Reggio Calabria ha ospitato “La Battaglia d’Aspromonte”, reading scenico multimediale liberamente tratto dalla “Chanson d’Aspremont”, nell’ambito della rassegna “Un palco per la città”.
Uno spettacolo intenso e immersivo, capace di intrecciare parola, immagini e musica in una narrazione dal forte impatto emotivo e visivo. Il progetto nasce dal volume “Aspromonte – Poema del Quattrocento”, curato scientificamente e letterariamente dalla professoressa Carmelina Sicari. L’idea originale è di Dario Zema, mentre testo e regia portano la firma di Francesco Sgrò, che ha trasformato il poema medievale in una rievocazione teatrale contemporanea e visionaria.
La “Chanson d’Aspremont” torna in scena
Al centro della rappresentazione alcuni episodi della celebre “Chanson d’Aspremont”, poema anonimo medievale appartenente al ciclo carolingio, che racconta le gesta di Carlo Magno e dei Paladini di Francia.
Francesco Sgrò ha spiegato come il lavoro sia nato dal desiderio di rendere accessibile e teatrale un’opera poco conosciuta ma fondamentale nella tradizione europea: “Mi piace chiamarla il prequel di tutti i poemi del ciclo carolingio. Orlando non è ancora un paladino e viene investito di questo ruolo proprio dopo l’impresa eroica che vedrete in scena”.
Il regista ha sottolineato anche il profondo legame tra la narrazione medievale e il territorio reggino: “Lo Stretto di Messina era il centro del potere economico del Mediterraneo. Tutti i traffici commerciali passavano da qui e questo spiega perché, da Carlo Magno fino a oggi, il nostro territorio sia stato sempre strategico. Oggi, come allora, le navi continuano a passare di qui”.
E ancora: “Questa rievocazione riporta Reggio al centro del Mediterraneo, nel posto che merita”.
Un progetto nato dall’incontro tra arti diverse
A dare origine allo spettacolo è stato Dario Zema, che ha portato all’attenzione di Sgrò gli studi dedicati alla “Chanson d’Aspremont” e il lavoro di ricerca della professoressa Carmelina Sicari.
“L’idea era quella di creare qualcosa di interartistico e adattabile a più contesti possibili – ha raccontato Zema, aggiungendo – quello di stasera è un reading multimediale in cui si intrecciano lettura scenica, immagini proiettate, musica registrata e sonorizzazione dal vivo”.
La messinscena si è distinta proprio per il forte impatto estetico e sensoriale.
Il visual concept e le immagini di scena, curate dallo stesso Zema, hanno accompagnato il pubblico in un Medioevo evocato attraverso mosaici, vetrate, arazzi e suggestioni visive realizzate anche con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Le immagini create con l’intelligenza artificiale
A introdurre lo spettacolo è stata Annalisa Locatelli, che ha guidato il pubblico dentro il significato culturale dell’opera e del linguaggio scelto per raccontarla.
“La Battaglia d’Aspromonte è un racconto apparentemente lontano, ma in realtà profondamente vicino a noi”, ha spiegato l’attrice. “La città riconquistata da Carlo Magno si chiamava Risa, prima Rhegium Julii e ancora prima Rhegion: è la nostra Reggio Calabria”.
Locatelli ha evidenziato la lettura contemporanea proposta da Francesco Sgrò, soffermandosi anche sul personaggio di Almonte, rappresentato non come “un cattivo monolitico”, ma come “un personaggio a tutto tondo, con molte sfaccettature”.
Ampio spazio anche alla riflessione sul linguaggio visivo e sull’uso creativo dell’intelligenza artificiale: “Un artista non delega l’atto creativo all’intelligenza artificiale, ma dialoga con essa. Le immagini che vedrete nascono dalla contaminazione tra mosaico, affresco, arazzo e vetrata medievale e servono a raccontare una storia attraverso una forma nuova”.
Musica dal vivo e sonorità elettroniche
Elemento centrale del reading è stata la musica originale composta da Andrea Francesco Calabrese, che ha costruito una tessitura sonora capace di accompagnare il pubblico tra battaglie, misteri e leggende.
“Abbiamo pensato di associare musica dal vivo e musica elaborata elettronicamente”, ha spiegato il compositore. “Non possiamo ricostruire fedelmente le sonorità di quei secoli, ma possiamo ispirarci a quell’immaginario. Ci sono parti pianistiche e altre elaborate al computer con effetti particolari. È tutto realizzato da me, sia dal vivo che in registrazione”.
Gli interpreti e la narrazione scenica
Sul palco si sono alternati Andrea Francesco Calabrese, Adriana Cuzzocrea, Annalisa Locatelli, Francesco Sgrò e Dario Zema.
Lo spettacolo prende vita attraverso la voce di Basilio, giullare di corte al servizio di Ruggero II di Altavilla, interpretato da Francesco Sgrò, che accompagna il pubblico tra intrighi, battaglie e apparizioni leggendarie. Accanto a lui Carlo Magno, la fata Morgana, Orlando e altri personaggi evocano il mondo epico della “Chanson d’Aspremont”.
Nel finale, Orlando viene insignito del titolo di cavaliere dopo le sue imprese eroiche, mentre attorno alla spada Durlindana si intrecciano mito e leggenda. A chiudere la rappresentazione una frase che racchiude il senso profondo dell’opera: “Nessuna storia è totalmente vera e nessuna leggenda è totalmente falsa. Verità o fantasia non importa, purché arrivi l’insegnamento”.
“Un palco per la città” continua
A sottolineare il valore culturale della serata è stato il direttore artistico del Cineteatro Metropolitano, Antonio Calabrò.
“Una serata straordinaria, capace di unire Calabria e Chanson, due temi profondamente legati alla nostra identità culturale”, ha dichiarato.
Calabrò ha ribadito anche la missione della rassegna “Un palco per la città”, promossa dal DLF di Reggio Calabria presieduto da Nino Malara e dedicata a Bruno Stancati: “Vogliamo portare alla ribalta artisti, creativi e sognatori reggini. Sono tanti, spesso lontani dai riflettori, ma rappresentano un patrimonio umano e culturale prezioso a cui desideriamo dare voce con continuità”.
Nel suo intervento ha ricordato anche i prossimi appuntamenti del cartellone:
- il 23 maggio “Pippo non lo sa”, spettacolo del trio Le Scan scritto da Giuliana Mangiola;
- il 30 maggio “Canzone contro Giufà – Vita e opere di Nicola Giunta, poeta”, a cura di Rita Nocera e Sonia Impalà;
- il 6 giugno “Lampo ferroviere, il cane che girò l’Italia in treno”, monologo scritto da Antonio Calabrò e interpretato da Anna Rita Fadda, alla presenza del presidente nazionale DLF Pino Tuscano.