Believe, all’Odeon la vera storia di Babbo Natale diventa solidarietà

Ieri sera al Cineteatro Odeon di Reggio Calabria “Believe – La vera storia di Babbo Natale”: artisti, musica e teatro per una serata solidale dedicata agli anziani e alla nascita della Fondazione dell’Angelo (Fotogallery e video)


C’è una parola che più di ogni altra attraversa il Natale e ne custodisce il significato più profondo “Credere”. Credere nella forza del bene, nella possibilità concreta che l’arte e la solidarietà possano incidere sulla realtà. È da qui che ha preso forma “Believe – La vera storia di Babbo Natale”, lo spettacolo andato in scena ieri sera, 23 dicembre, al Cineteatro Odeon di Reggio Calabria. Uno spettacolo che ha unito narrazione, musica, danza e comicità, con un unico filo conduttore: credere nel valore del dono e della solidarietà.

Valori condivisi da tutti gli artisti che hanno scelto di rinunciare a qualsiasi compenso, devolvendo la propria partecipazione alla causa solidale, rendendo il palco dell’Odeon uno spazio autentico di condivisione.

Un progetto che nasce dalla memoria e guarda al futuro

L’evento è stato ideato e organizzato da Rosy Canale ed Eleonora Caracciolo, direttrici artistiche e co-organizzatrici, ed è dedicato alla memoria dei loro padri, Angelo Canale e Paolo Caracciolo.

Come ha spiegato Rosy Canale: «Questo spettacolo nasce come celebrazione di due persone straordinarie, i nostri papà. Da qui nasce anche la volontà di creare una fondazione, la Fondazione dell’Angelo, per portare un messaggio concreto di solidarietà e sostegno alla città».

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Forum della Dottrina Sociale, che ha accompagnato l’iniziativa sin dalla sua ideazione.

La nascita della Fondazione dell’Angelo

Durante la serata è stato annunciato ufficialmente l’avvio della Fondazione dell’Angelo, che si occuperà prevalentemente di salute e assistenza agli anziani, con particolare attenzione a chi vive in solitudine o in condizioni di fragilità.

Tra i primi obiettivi dichiarati: distribuzione gratuita di farmaci, anche costosi, attraverso il Banco del Farmaco; visite specialistiche gratuite; un futuro centro dedicato non solo alla cura della salute, ma anche al benessere della persona.

«Vogliamo prenderci cura non solo del corpo, ma anche dell’anima», hanno spiegato le organizzatrici, sottolineando il bisogno di sensibilizzare maggiormente la cittadinanza verso iniziative di questo tipo.

«Saremo la prima fondazione del Sud Italia a distribuire farmaci gratuiti, anche costosi e legati a patologie importanti, attraverso il Banco del Farmaco. I farmaci saranno prenotabili e distribuiti gratuitamente. È solo il primo passo di tanti progetti che abbiamo in mente». Così Rosy Canale ha illustrato i primi traguardi. «I nostri progetti nascono dal cuore. Questa fondazione è in memoria dei nostri padri. Abbiamo tanta voglia di fare e speriamo – ha aggiunto Eleonora Caracciolo – che i sogni diventino realtà, che la magia del Natale si realizzi davvero».

Sensibilizzare la città: una sfida aperta

Non è mancata una riflessione critica sul rapporto tra cittadinanza e iniziative solidali. Le organizzatrici hanno sottolineato come, a fronte di una buona disponibilità da parte di operatori e commercianti, resti ancora da rafforzare la partecipazione popolare: «C’è bisogno di sensibilizzare di più la gente verso questo genere di iniziative. Non è mancanza di attenzione, ma serve più fiducia e consapevolezza».

Un appello chiaro, che guarda già alle prossime iniziative.

La danza apre il racconto: il corpo di ballo di Giusy Bolaffi

Ad aprire lo spettacolo è stata la scuola di danza Arte e Movimento di Reggio Calabria, diretta da Giusy Bolaffi, che ha portato in scena una coreografia pensata appositamente per l’evento.

«Siamo onorate di partecipare a questo spettacolo per una causa di beneficenza», ha dichiarato la direttrice artistica a Cult, ricordando l’invito ricevuto da Rosy Canale ed Eleonora Caracciolo.

Sul palco anche il maestro pianista Malafarina, accompagnato dalla voce di Rosy Canale, la giovane ballerina Rosa Maria Catalano, talento dell’Accademia Nazionale di Danza, applaudita per l’eleganza e per la difficoltà tecnica dell’esibizione, eseguita su un palco in forte pendenza.

La voce narrante: Benvenuto Marra e la vera storia di Babbo Natale

Il cuore narrativo dello spettacolo è stato affidato a Benvenuto Marra, voce narrante che ha guidato il pubblico in un lungo viaggio storico e simbolico.

Dal racconto di San Nicola di Mira, vescovo della carità e della misericordia, fino alla trasformazione della leggenda in Santa Claus, Marra ha intrecciato fede, storia e immaginazione, ricordando che il Natale nasce da gesti silenziosi di amore verso gli ultimi.

Marra ha raccontato anche il proprio coinvolgimento personale nel progetto: «Sono la voce che racconta la vera storia di Babbo Natale, una storia che io stesso non conoscevo. L’ho scoperta leggendo il testo per prepararmi e ne sono rimasto colpito. Ci sono contenuti che non immaginavo e credo che anche il pubblico possa scoprire qualcosa di nuovo. È bello – ha concluso – quando gli artisti mettono la loro arte a disposizione per regalare serenità a chi è più fragile».

Comicità e satira: Pasquale Caprì e Aldo al Quadrato

A spezzare il ritmo narrativo sono arrivati i momenti di comicità, affidati a Pasquale Caprì, che ha portato sul palco alcuni dei suoi personaggi più noti. Dal sindaco Falcomatà al Signor Putortì, fino all’irriverente Nino Lauro, “fratello” illegittimo (calabrese) di Achille Lauro, Caprì ha coinvolto il pubblico con improvvisazioni, battute e intermezzi musicali, muovendosi anche tra la platea.

Prima di salire sul palco, Caprì aveva sottolineato il valore della serata: «In queste situazioni Reggio Calabria risponde sempre presente. È la dimostrazione che siamo pronti a fare del bene per chi ha bisogno. L’emozione quando si sale sul palco c’è sempre, ma in questo caso è ancora più forte, perché significa che ci teniamo davvero».

Accanto a lui, Aldo al Quadrato, duo formato da Aldo Di Giuseppe e Aldo Zumbo, che ha vestito i panni delle celebri “pettegole” di paese, tra sketch, osservazioni di vita quotidiana e una comicità popolare che ha strappato risate continue.

I due artisti hanno spiegato così la loro partecipazione: «Abbiamo detto subito sì a questa nobile causa. È un piacere essere qui insieme a tanti amici. Porteremo in scena le pettegole, ci vestiremo da donne anzianotte e canteremo anche una canzone dedicata a Reggio Calabria, un tributo alla nostra città».

La musica della tradizione: Mimmo Cavallaro sul palco

Uno dei momenti più attesi è stato l’intervento di Mimmo Cavallaro, che ha portato sul palco quattro brani, alternando tradizione natalizia e repertorio personale. Accompagnato alla chitarra da Benedetta Romeo, Cavallaro ha coinvolto il pubblico con ritmi popolari e applausi a tempo.

Dal palco ha ringraziato Rosy Canale e tutti coloro che hanno reso possibile la serata, sottolineando il valore della condivisione e augurando buone feste al pubblico presente.

Arte che diventa dono: il dipinto di Tina Sgrò

Durante la serata è intervenuta anche la pittrice Tina Sgrò, che ha donato un suo dipinto dedicato alla Madonna della Consolazione. L’opera sarà destinata a chi ha effettuato la donazione più alta, diventando simbolo concreto del legame tra arte e solidarietà.

Le parole dal palco: memoria, guerra e speranza

Tra i momenti più intensi, l’intervento di Rosy Canale dal palco, che ha ricordato il padre e il trauma della guerra vissuto da bambino, collegando quella memoria al presente: «Ci sono ancora bambini nel mondo che vivono con la paura che la loro casa venga distrutta. Volevamo diffondere un messaggio di luce, di generosità, perché Angelo e Paolo erano persone di grande cuore».

Un messaggio che ha dato senso all’intera serata.

Un finale corale e uno sguardo al futuro

Nel finale, Rosy Canale ha richiamato sul palco tutti gli artisti per i ringraziamenti conclusivi, sottolineando come “Believe” rappresenti l’inizio di un percorso, non un punto di arrivo. «Speriamo di rivederci presto e di portare avanti insieme questo messaggio», ha detto salutando il pubblico. “Believe – La vera storia di Babbo Natale” si è chiuso così: come una serata di spettacolo, ma soprattutto come un invito a credere che la solidarietà, quando è condivisa, può accendere coscienze, generare impegno e costruire futuro. E crederci, a volte, è già il primo dono.

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