Blaskom Band, notte rock al Metropolitano

Ieri sera il concerto travolgente dei Blaskom Band al Cineteatro Metropolitano: omaggio a Vasco Rossi tra energia, racconti e pubblico in festa - FOTO E VIDEO

Blaskom al Cineteatro Metropolitano

Luci, chitarre e ricordi hanno trasformato ieri sera il Cineteatro Metropolitano in un grande spazio di energia collettiva. Lo spettacolo “Cosa succede in città?”, nell’ambito della rassegna “Un palco per la città”, ha portato sul palcoscenico i Blaskom Band, protagonisti di un concerto interamente dedicato a Vasco Rossi.

Fin dalle prime note, il pubblico ha risposto con entusiasmo, ballando e lasciandosi trascinare da un’atmosfera intensa e coinvolgente. Non solo musica, ma un vero e proprio viaggio emotivo tra brani iconici e frammenti di vita cittadina.

Un concerto che ha fatto ballare il pubblico

La forza dello spettacolo è stata tutta nell’energia sprigionata sul palco. Tre ore di adrenalina pura, in cui i Blaskom hanno proposto i grandi successi di Vasco Rossi, da Cosa succede in città a C’è chi dice di no, passando per Liberi liberi, Brava Giulia, I bambini dell’asilo e Rewind, fino alla chiusura affidata all’immancabile Alba Chiara.

Un repertorio capace di unire generazioni diverse, con una platea che ha ballato praticamente senza sosta, trasformando il teatro in una grande pista rock.

Musica e racconto: la conduzione di Rita Nocera e Antonio Calabrò

A guidare la serata Rita Nocera e Antonio Calabrò, che hanno alternato momenti musicali a brevi incursioni narrative.

Come anticipato dalla stessa Nocera, gli interventi sono stati “velocissimi” per lasciare spazio soprattutto alla musica, con qualche curiosità su Vasco Rossi e brevi scambi con i membri della band.

Calabrò ha definito lo spettacolo come “un concerto rock autentico, in cui la musica si intreccia con racconti e aneddoti, anche legati alla Reggio degli anni ’80”, sottolineando la presenza scenica di Edoardo Pedà e l’identità forte del progetto.

Edoardo Pedà e l’anima rock dei Blaskom

Capitanati dal rocker reggino, ex frontman dei Mandrax, Edoardo Pedà, i Blaskom Band hanno portato sul palco una performance potente e coerente.

Pedà ha spiegato come il gruppo proponga una lettura personale dei brani di Vasco: una interpretazione fedele negli arrangiamenti, ma adattata alla formazione della band, inevitabilmente diversa da quella originale, molto più ampia.

“Diamo una lettura molto personale… un’interpretazione Mandrax”, ha raccontato, sottolineando il legame con la sua storia musicale.

Proprio questo legame si riflette nella risposta del pubblico: anche chi inizialmente non ama Vasco, ha raccontato Pedà, finisce per apprezzare l’energia del live.

Accanto a Pedà, una formazione solida e affiatata: Giuseppe Cosentino – batteria; Sergio Rindone – tastiere; Tonino Crea – basso elettrico e Rodolfo Megale alla chitarra. 

Una band che unisce tecnica e presenza scenica, sostenendo con forza la voce e il carisma del frontman.

I Mandrax e gli aneddoti di un passato rock

Nel corso della serata non sono mancati richiami alla storia musicale di Pedà, fondatore dei Mandrax, attivi dalla fine degli anni ’70.

Antonio Calabrò ha ricordato come la band fosse “l’orgoglio reggino”, capace di esibirsi in tutta Italia e partecipare a festival importanti, mentre Pedà ha accennato ad alcuni episodi del passato: dai tour, alle selezioni ad Arezzo Wave, fino agli incontri con artisti come Afterhours, Aeroplani Italiani, Ritmo Tribale e Ladri di biciclette con Paolo Belli.

Tra gli aneddoti, anche quello legato al Capodanno del 1985 proprio al Metropolitano, quando i Mandrax trasformarono il teatro in uno spazio completamente libero per ballare, “smontando le sedie” e dando vita a una notte rimasta nella memoria collettiva.

Tra musica e ironia: il ritmo della serata

La conduzione ha alternato ironia e racconto, con momenti leggeri e dialoghi con i musicisti.

Rita Nocera ha condiviso curiosità su Vasco Rossi, mentre Calabrò ha coinvolto il pubblico con ricordi personali e riflessioni sul valore del rock come linguaggio capace di unire.

Il risultato è stato uno spettacolo dinamico, dove musica e parola si sono intrecciate senza mai rallentare il ritmo.

“Un palco per la città”, cultura e partecipazione

Lo spettacolo è stato uno degli appuntamenti della rassegna 2026 “Un palco per la città”, inaugurata il 14 febbraio scorso al Cineteatro Metropolitano, che continua a confermarsi come uno spazio culturale aperto e partecipato, destinato a proseguire fino a giugno.

Promossa dal DLF di Reggio Calabria, con il presidente Nino Malara, e realizzata in collaborazione con le associazioni L’Amaca, Itaca e la Sartoria Bruzzese, la rassegna coinvolge diverse realtà del territorio. Media partner sono Radio Touring 104 e il quotidiano Cult (Cultandsocial.it).

L’edizione 2026 è dedicata a Bruno Stancati, figura di rilievo nella vita culturale, sociale e civile reggina.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 18 aprile con “Te la dò io Reggio Calabria”, sempre al CTM: un racconto ironico e ottimista della città e della sua identità. 
Per informazioni: 338.3477894 – 339.6132473.

Un finale tra rock e libertà

La serata si è chiusa con un finale carico di energia, tra applausi e pubblico ancora in piedi.

“Cosa c’è di più importante nella musica rock… che ci fa sentire tutti fratelli”, ha ricordato Calabrò, sintetizzando lo spirito dell’evento. E in effetti, per una notte, il Metropolitano è diventato molto più di un teatro: un vero e proprio spazio di condivisione dove il rock ha unito generazioni, emozioni e vibrazioni.

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