Bruna Siviglia: «Combatto il tumore con coraggio, la vita è un dono»

La presidente dell’associazione Biesse, Bruna Siviglia racconta la sua battaglia contro il tumore e lancia un messaggio di speranza, fiducia nella ricerca e gratitudine verso famiglia, medici e tutte le persone che le sono state vicine

Bruna Siviglia

Ci sono prove che arrivano all’improvviso e cambiano ogni prospettiva. Ma ci sono anche persone che scelgono di affrontarle senza arrendersi, trasformando il dolore in una testimonianza di speranza. È il messaggio che Bruna Siviglia, presidente nazionale dell’associazione Biesse, ha deciso di condividere pubblicamente raccontando la sua battaglia contro un tumore.

Una lettera aperta, rivolta a chi sta attraversando una sofferenza, ma anche a chi ogni giorno le ha fatto sentire il proprio affetto.

«Sto combattendo questa malattia con tutte le mie forze. La mia parola d’ordine è resilienza. È una prova che non avrei mai immaginato di vivere, ma la affronto con fiducia, determinazione e coraggio. Non bisogna avere paura».

Bruna Siviglia spiega di essere in cura tra Reggio Calabria e Roma, dove è seguita da «luminari, ma soprattutto persone di grande umanità». A loro, insieme ai sanitari che l’hanno assistita tempestivamente in Calabria, rivolge un ringraziamento speciale: «Ringrazio gli straordinari medici reggini che mi hanno seguito all’inizio, Mohammad Alkilani, Nuccio Macheda e Pietro Arciello. Adesso mi curo a Roma e voglio ringraziare tutti i medici del Padeia Hospital e della Fondazione IDI Roma, tutto lo staff del Prof. Marchetti e del Prof. Bria».

Il suo appello è chiaro: avere fiducia nella medicina e nella ricerca.

«Oggi la ricerca ha compiuto passi da gigante. Le terapie sono impegnative, ma permettono di curarsi. Per questo dobbiamo sostenere la ricerca e affrontare la malattia da guerrieri, senza perdere la speranza».

Accanto alla scienza, Bruna Siviglia indica un’altra forza fondamentale: l’amore delle persone.

«Ho ricevuto un’ondata di affetto incredibile da tutta Italia. Voglio ringraziare la Procura di Reggio Calabria, il procuratore Borrelli, il procuratore Walter Ignazzitto, il procuratore Giuseppe Lombardo e tutti i magistrati, il tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, il presidente del tribunale Giuseppe Campagna, la procura minorile, tutte le forze dell’ordine, il direttore del carcere, Rosario Tortorella, la procura di Palmi, il giudice del lavoro Antonio Salvati, tutti gli insegnanti, i dirigenti delle scuole d’Italia, tutti i soci dell’associazione Biesse, la mia seconda famiglia che si è stretta intorno a me dandomi un sostegno fondamentale, tutta l’ANM, in particolare il dott. Stefano Ammendola, il socio onorario e l’amico di sempre il procuratore Dino Petralia, il procuratore Ottavio Sferlazza, il presidente della SES Lino Morgante, e tutte le persone che mi hanno scritto in queste settimane. Non sono riuscita a rispondere a tutti, ma ogni messaggio mi ha dato forza».

Il ringraziamento più emozionante è però rivolto alla sua famiglia.

«Mio marito, i miei figli, i miei fratelli, Agostino e Francesca, mi hanno fatto quadrato attorno. Senza di loro non ce l’avrei fatta. La famiglia è un valore immenso che oggi dobbiamo riscoprire, soprattutto per i giovani».

Nel suo messaggio trova spazio anche l’orgoglio per il percorso costruito in tanti anni di impegno civile.

Bruna Siviglia ricorda di avere ideato e promosso il progetto “Giustizia e umanità – Liberi di scegliere”, dal quale è nata nel 2023 la prima legge regionale della Calabria dedicata a questo percorso, realizzata insieme all’associazione Biesse. Un’iniziativa che ha aperto la strada ad altre esperienze, come quella della Regione Siciliana, ai protocolli con il territorio e a un concorso nazionale che ha coinvolto scuole provenienti da tutta Italia.

«La legalità, la giustizia e i giovani sono sempre stati il mio mondo. Per questo continuo ad andare avanti. Le nostre attività proseguono, perché la malattia non può fermare la vita» afferma con convinzione.

Tra le riflessioni più profonde c’è quella sulla “forza della fede cui si è affidata” e quella sul valore del tempo.

«Viviamo ogni giorno come un dono. Diciamo “ti voglio bene” alle persone che amiamo. Non costa nulla, è gratis. A volte pensiamo che ci sarà sempre tempo, poi la vita ci insegna che non è così».

È proprio questa esperienza ad averle insegnato quanto sia importante vivere pienamente il presente.

«Queste malattie possono arrivare all’improvviso e colpire chiunque. Ti sconvolgono la vita, ma non devono rubarti la speranza. Bisogna continuare a vivere, a stare nel mondo, a portare avanti i propri progetti.»

La Siviglia ha annunciato anche un incontro pubblico con i soci dell’associazione e con i medici che la stanno seguendo, per parlare di prevenzione, ricerca e testimonianze di vita.

Il suo messaggio conclusivo è semplice quanto potente.

«Io vado avanti. Combatto con forza, coraggio e determinazione, senza paura. Continuerò a portare avanti i miei progetti e i valori in cui ho sempre creduto. Mi sono anche messa in gioco partecipando al bando come Garante Regionale dei Minori. Le nostre attività continuano con la stessa energia, passione ed entusiasmo di sempre. Tra l’altro quest’anno Biesse compie dieci anni e festeggeremo questo importante traguardo. A chi sta vivendo una prova difficile dico di non perdere mai la fiducia: oggi possiamo contare sulla ricerca, sulla medicina, sull’amore delle persone che ci stanno accanto. La vita è un dono prezioso e vale sempre la pena viverla fino in fondo».

 

 

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