Calabria, il futuro passa da cultura e innovazione

Stamattina al Museo Archeologico di Reggio Calabria istituzioni e imprese a confronto su sviluppo, digitale e cultura con Civita e Regione per la tavola rotonda "Fondare il futuro" - FOTO E VIDEO

Fondare il futuro

Sulla terrazza panoramica del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si è svolta questa mattina la tavola rotonda “Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria”, promossa dall’Associazione Civita in collaborazione con il museo e Philip Morris Italia.

L’incontro, moderato da Simonetta Giordani, Segretario Generale di Associazione Civita, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e del sistema produttivo, con l’obiettivo di delineare un nuovo modello di crescita fondato sulla sinergia tra pubblico e privato.

Tra i partecipanti: Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria, Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e Direttore Regionale Musei Nazionali, Mario Nobile, Direttore generale dell’AgID, Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea, Elvira Brunelli, Prorettrice con delega alle pari opportunità, Aldo Ferrara, Presidente di Unindustria Calabria, e Andrea Guglielmo, Direttore Relazioni Esterne e Comunicazione di Philip Morris Italia.

Cultura e innovazione come leve complementari

Al centro del dibattito il rapporto tra trasformazione digitale, formazione delle competenze e sviluppo territoriale. La transizione tecnologica, è stato evidenziato, sta incidendo profondamente sui processi produttivi e sulle modalità di valorizzazione del patrimonio culturale.

In questo contesto, la sfida per il Mezzogiorno non è soltanto accompagnare il cambiamento, ma costruire un ecosistema capace di integrare istituzioni, università, ricerca, imprese e patrimonio artistico, rafforzando le infrastrutture digitali e rendendo più efficace l’azione pubblica.

Come emerso nel corso della mattinata, cultura e impresa non sono ambiti separati, ma strumenti complementari per generare sviluppo, coesione e nuove opportunità.

Il ruolo del PNRR e delle risorse culturali

Nel dibattito è stato richiamato anche il ruolo strategico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la Calabria, la missione dedicata a digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo prevede oltre 3,2 miliardi di euro, con una quota rilevante destinata proprio alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Un patrimonio definito più volte come un “giacimento” ancora sottoutilizzato, ma capace di diventare un motore di sviluppo sostenibile se inserito in una visione coordinata.

Le dichiarazioni dei protagonisti

“Stiamo lavorando perché la Regione sviluppi un rapporto sempre più intenso con fondi di investimento e investitori che possano potenziare, ad esempio, l’offerta turistica”, ha dichiarato Roberto Occhiuto, sottolineando come la Calabria stia crescendo nei flussi turistici ma abbia ancora ampi margini di sviluppo. “I giacimenti culturali della Calabria sono un motore straordinario, spesso poco conosciuto. Dobbiamo raccontare questa regione per quello che è”.

Sulla stessa linea Simonetta Giordani, che ha ribadito il valore della collaborazione: “L’Associazione Civita crede nella contaminazione tra pubblico e privato. In Calabria abbiamo percepito una nuova vitalità: solo utilizzando il nostro passato senza nostalgia possiamo costruire innovazione e ridurre i divari tra territori”.

Fabrizio Sudano ha evidenziato il ruolo attivo del museo: “Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria non è solo luogo di conservazione, ma piattaforma di confronto tra cultura, innovazione e sviluppo. La sfida è trasformare il patrimonio culturale in un motore di sviluppo economico, sociale e occupazionale”.

Una visione condivisa per il futuro

L’incontro ha restituito un messaggio chiaro: la costruzione del futuro passa dalla capacità di mettere in relazione mondi che per troppo tempo hanno operato separatamente.

La crescita della Calabria richiede visione, strumenti e responsabilità condivise. Non si tratta solo di attrarre investimenti, ma di creare connessioni durature e trattenere competenze e talenti.

Una sfida che, come ribadito più volte nel corso dell’evento, può essere vinta solo attraverso un lavoro comune tra istituzioni, università, imprese e comunità locali, trasformando cultura, tecnologia e impresa in un unico motore di sviluppo.

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