Cambio Stagione, la “scommessa” dell’Officina dell’Arte
Peppe Piromalli presenta “Cambio Stagione”, la nuova stagione dell’Officina dell’Arte al Teatro Cilea di Reggio Calabria: spazio ai nuovi talenti, qualità e un teatro vicino al pubblico
Un teatro che guarda avanti senza perdere la sua anima. È questo il filo sottile che lega ogni stagione dell’Officina dell’Arte: il desiderio di trasformare il teatro in un luogo vivo, capace di emozionare, accogliere e creare comunità. Ed è questa la direzione seguita da Peppe Piromalli, direttore artistico dell’O.d.A., che dal palco del Teatro Cilea di Reggio Calabria, avvicinandosi la chiusura della stagione in corso, ha anticipato la nuova dal titolo evocativo: “Cambio Stagione”.
Non soltanto un cartellone teatrale, ma una vera dichiarazione d’intenti. Dopo un’annata intensa, ricca di pubblico e grandi nomi, l’Officina dell’Arte si prepara infatti a lanciare una nuova sfida: dare spazio a volti emergenti, produzioni meno conosciute ma di alto livello, senza rinunciare alla qualità che negli anni ha consolidato il rapporto con gli spettatori reggini.
Una stagione partita da Marco Cavallaro
La stagione appena trascorsa si era aperta il 17 ottobre al Teatro Cilea con Marco Cavallaro e la sua commedia “Un amore di peso”, spettacolo brillante e riflessivo sull’accettazione e sulla libertà di essere se stessi.
Da lì è iniziato un percorso fatto di emozioni, comicità e riflessione, che ha visto alternarsi sul palco artisti e personaggi come Angelo Duro, Cirillo e Morselli, Luca Lombardo, Maurizio Casagrande, Gennaro Calabrese, Federico Buffa, Biagio Izzo e Umberto Galimberti, insieme a numerose serate dedicate alla solidarietà. La chiusura della stagione è affidata a due protagonisti molto amati dal pubblico: Roberto Lipari, andato in scena il 6 maggio, e Antonio Grosso, atteso il 16 maggio prossimo.
Una rassegna che ha saputo unire grandi nomi e produzioni di qualità, mantenendo però l’attenzione anche verso realtà meno note ma artisticamente valide.
“Cambio Stagione”: la scommessa sui nuovi talenti
Con il suo stile diretto e appassionato, Peppe Piromalli continua a dare all’Officina dell’Arte un’identità precisa: quella di un teatro che vuole essere parte attiva del territorio. L’idea è quella “di creare un ponte tra cultura e comunità, perché il teatro non è solo intrattenimento ma uno spazio in cui le persone si incontrano e condividono emozioni”. Parole che raccontano una visione chiara, costruita negli anni attraverso spettacoli, eventi solidali e una proposta culturale capace di parlare a pubblici diversi.
A spiegare il senso della nuova stagione è stato anche Marco Cavallaro, chiamato da Piromalli non solo come artista, ma come simbolo concreto di questa scelta artistica.
“La mia presenza qui è prima di tutto per amicizia”, ha raccontato scherzando insieme a Piromalli. “Peppe mi ha chiamato per chiedermi un parere su un’idea che ho sposato subito, perché io sono l’esempio di quello che lui vuole fare oggi”.
Cavallaro ha ricordato il suo primo arrivo al Cilea, quasi dieci anni fa, quando approdò a Reggio Calabria con una produzione sconosciuta al grande pubblico.
“Nessuno mi conosceva qui. Peppe ha scommesso su uno che non era il classico nome televisivo o cinematografico. Lo spettacolo funzionò, il pubblico rispose benissimo e negli anni sono tornato più volte. Questo dimostra che il ricambio generazionale va sostenuto”.
Da qui nasce “Cambio Stagione”, un progetto che punta a portare sul palco artisti e produzioni di qualità, anche senza il richiamo del nome televisivo.
“Lo spettatore spesso cerca il nome famoso, ma quando trova qualità accetta volentieri anche la novità. E poi c’è un altro aspetto importante: il costo degli abbonamenti sarà più accessibile, perché ci saranno meno cachet enormi dei grandi personaggi. È una sfida che può essere molto vincente: spendi meno e scopri realtà che magari finiscono per piacerti anche di più”.
Il bilancio della stagione: “Stancante ma bellissima”
Piromalli traccia un bilancio molto positivo dell’annata appena conclusa.
“È stata una stagione stancante, snervante, ma quando c’è la passione alla fine tutto prende senso”, racconta. “L’idea del ‘Cambio Stagione’ mi è venuta dopo aver visto la risposta del pubblico davanti ad artisti meno conosciuti ma di grande valore”.
Tra gli esempi citati dal direttore artistico c’è quello di Ernesto Maria Ponte, salito sul palco del Cilea il 18 aprile.
“È arrivato quasi da sconosciuto e il pubblico, alla fine dello spettacolo, mi fermava chiedendomi dove lo avessi trovato. Questo è il trend che vogliamo seguire il prossimo anno: tanti volti nuovi, molte novità, fermo restando il ritorno degli amici che hanno già calcato questo palco”.
Il sorriso come filo conduttore
Al centro della proposta artistica dell’Officina dell’Arte resta la leggerezza intesa come occasione di condivisione e sollievo.
“Il sorriso è sempre stato il filo conduttore delle nostre stagioni”, spiega Piromalli. “La gente esce di casa con mille problemi e ha bisogno anche di rilassarsi e divertirsi. Senza togliere nulla al teatro impegnato, credo che il teatro debba anche regalare serenità”.
Accanto alla scelta artistica, c’è poi l’attenzione concreta verso il pubblico e le difficoltà economiche del momento.
“Abbiamo voluto dare un occhio anche alla tasca degli abbonati. Se porto un nome altisonante i costi sono molto più alti; puntando invece su produzioni di qualità meno conosciute possiamo contenere i prezzi e allo stesso tempo fare scoprire nuovi artisti. A Reggio devono sapere che, se il prodotto è valido, ci si può proporre anche senza essere famosi”.
Una sfida condivisa con il pubblico
“Cambio Stagione” sarà dunque più di un semplice cartellone, sarà una sfida culturale condivisa con il pubblico del Teatro Cilea. “Il pubblico del resto ha sempre risposto positivamente” conclude fiducioso Piromalli.
L’Officina dell’Arte sceglie di investire sulla qualità, sul coraggio e sul rinnovamento, continuando a credere che il teatro possa ancora sorprendere, creare legami e dare spazio a nuove storie. Perché, come dimostra il percorso costruito dall’OdA, spesso è proprio dalle scommesse più rischiose che nascono gli applausi più autentici.