C’eravamo tanto amati: Miseferi, Calamizzi … e il delfino

La performance di Gigi Miseferi sulla fondazione di Reggio a Calamizzi, l'evocazione del mito e il grande delfino apparso come per magia dalle acque dello Stretto - FOTO E VIDEO

Miseferi e il delfino

Metti un tramonto di quelli che lo Stretto ci regala con generosità, con quei pastelli e la risacca di Calamizzi e tutto il resto, aggiungi la suggestione di una performance evocativa dello sbarco dei Calcidesi su queste sponde, riproposto poeticamente ed umoristicamente da un ispirato e istrionico Gigi Miseferi, mescola bene, aggiungici un pizzico di meraviglia, e il legame con questa terra si trasformerà – magari solo per poco – in profondo e radicato amore, di quelli che oggi non si usano più.

Sbarcato dalla barca di legno, l’artista ha narrato, con brio e gravità allo stesso tempo, la genesi di Reggio Calabria, comprensiva di miti, leggende e storia; complice un contesto da vero incanto, complici le nostalgie che questo nostro mare evoca a chi ci ha vissuto accanto per anni (gran parte dei reggini), con l’aiuto di un pubblico emozionato e attento, si è compiuto il prodigio del racconto.

Come un Aedo, con una bravissima arpista (Aurora Surace) a far le veci di una cetra, Miseferi ha condotto tutti fino a tremila anni addietro: una operazione combinata che ha realizzato la sinestesia, una mescolanza – piacevole – di tutti i sensi, ascoltando le parole dell’artista, respirando il mare e annusando gli odori attorno, che poi sono il profumo di questa città.

Al culmine dell’emozione, un grande delfino è passato a pochi metri dalla riva. Come per farsi vedere, come per farsi ammirare. Per tre volte è uscito, imponente, fuori dall’acqua, e nelle ultime due si è preso gli applausi del pubblico e di un Miseferi a bocca aperta, gola chiusa, e cuore traboccante gioia, come tutti attorno a lui in quei pochi secondi.

Quell’apparizione, quella magia! Gli dèi camminavano tra noi, e ci portavano i secoli ed i millenni, e tutti gli innumerevoli reggini che hanno calcato questa spiaggia.

Il delfino ci  ha rammentato la bellezza dell’esistenza. Era felice.

Una vera magia, una meravigliosa coincidenza, un sogno ad occhi aperti, una immaginazione condivisa, ma credetemi: secondo me in quel Delfino c’era Giacomo Battaglia. 

È passato a salutare il suo amico Gigi, e noi Reggini.

Era lui. Lo hanno pensato tutti, credenti ed atei!

 

 

Guarda i video della performance di Miseferi … e del delfino:   

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