C’eravamo tanto amati: Reggio, la città dell’amore

Reggio Calabria è una città di contraddizioni, passioni segrete, tenerezze sconosciute e amori vissuti all’ombra dello Stretto

reggio amore immagine IA

Ormai la mia città, Reggio Calabria, è citata solo per motivi oscuri, per fatti di malavita, di corruzione, di degrado morale e di incapacità.

Una città che vista da lontano può sembrare vittima di un odio rancoroso e atavico, impiantato direttamente nella genetica dei suoi abitanti.

La città dell’odio, la città dolente, la città del giudizio sommario, del pregiudizio, della vendetta e delle furberie.

Ma basta cambiare sguardo per vedere altro.

Basta svitarsi questi occhi così stanchi e induriti, questi occhi resi callosi dalla fatica di viverci, sostituirli con un paio nuovo, e la città cambia aspetto, si modifica, diventa la gioiosa, lucente, sensuale CITTA’ DELL’AMORE.

La capitale del Peace&Love.

La Woodstock delle fiumare.

La Amsterdam della melanzana arrostita con olio e limone e prezzemolo.

A Reggio si fa all’amore ovunque.

Provate a fare un giro, la notte. O in quei pomeriggi a quaranta gradi che neanche i cani randagi si muovono dall’ombra.

O durante i temporali furiosi sullo Stretto.

Si fa all’amore in spiaggia. Se scoprite sabbia nelle scarpe del vostro coniuge, o dei figli, o del fidanzato, non ci sono dubbi. Inutili le sue scuse puerili e fantasiose. È sceso al Lido perché aveva visto una strana luce e forse erano i marziani. La realtà è che era in dolce e ansimante compagnia.

Si fa all’amore sulla collina di Pentimele. La collina delle delizie fatta in casa.

Chissà quanti reggini devono la loro esistenza a quella miniatura di monte con un paio di fortini in cima. Ci fosse stato un registro con le firme d’ingresso oggi avrebbe più volumi della Treccani. Coppie super organizzate con tanto di giornali da attaccare ai vetri dell’auto. Macchine parcheggiate in ordine sparso, in luoghi che variano secondo il grado di romanticismo o di desiderio. Quelle ferme nei tornanti più bassi sono di amanti alla prima uscita. Il fuoco della passione e l’impazienza gli hanno impedito di arrivare fino in cima e godersi il paesaggio solenne dello Stretto.

I sentimentali invece parcheggiano con vista-mare. Sono accaduti drammi autentici, sulla collina dell’amore. Storie degne di Flaubert e Dumas-figlio.

Si fa l’amore nelle traversine buie di zone periferiche.

Luoghi inconsueti, magari davanti a una scuola o a una chiesa. Complice la notte e un lampione fulminato.

Tremulini, Gebbione, Santa Caterina, Sbarre, Reggio Campi. Quartieri di giorno, alcove di notte.

Un tempo si andava ai Tre Ponti. Un triplo tunnel dalle parti di Ravagnese. Automobili parcheggiate in doppia e anche tripla fila.

Col finestrino abbassato sembrava di essere in un cinema porno.

Le donne si levavano le scarpe e le poggiavano sul tetto dell’auto. Si incontravano gli amici e si discuteva della Reggina.

Si fa all’amore nei pressi del Castello Aragonese. Dieci secoli di storia vi guardano, reggini, mentre slacciate il wonderbra della migliore amica di vostra moglie.

Si fa l’amore ovunque.

Nelle terrazze; negli scantinati; nelle villette abitate solo d’Estate; negli androni dei palazzoni popolari e di quelli nobiliari; nei retrobottega; negli uffici con l’aria condizionata; nelle vetture di seconda classe; nei giardini pubblici e in quelli privati; nelle piscine, nelle saune, nelle aule, negli spogliatoi, nei refettori e nei dormitori, all’alba e al tramonto, a mezzanotte e a mezzodì.

Reggio è una città di passioni silenziose.

Di grandi e furtivi amanti a tempo pieno.

Una città calda come è caldo il suo clima.

Dannata di giorno e tenera di notte.

Millenni di storia hanno insegnato ai suoi abitanti che la felicità dell’amore è l’unica felicità concessa all’uomo.E quando qualcuno dice che “il comandare è meglio”, mente.

Comandano solo per avere qualche chance.

C’è chi costruisce imperi economici per godere del favore di una ventenne. C’è chi s’inventa artista, chi elabora teorie filosofiche, chi studia strategie politiche.

Tutto per un’ora d’amore.

Non so cosa darei, diceva il poeta.

Una città di tenerezze sconosciute.

Di tradimenti disperati, di sensualità ludica, di baci e di carezze.

Reggio, la città dell’amore.

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