C’eravamo tanto amati: Scuola di mafia
Il modello invisibile delle organizzazioni criminali moderne: non più solo violenza, ma persuasione, intimidazione legale e strategie economiche che trasformano la mafia in una scuola di potere perfettamente integrata nella società
Cosa sono realmente le organizzazioni criminali, oltre che società di servizio per qualsiasi soggetto economico che decida di anteporre i propri interessi a quelli della comunità?
Cosa è davvero invincibile in queste razionali congreghe post-religiose, queste dependance semi occulte del mondo affaristico, che forniscono una scorta di beni viziosi, vie di fuga sicure, denaro liquido a volontà e bacini elettorali confezionati su misura?
Semplice: il modello. Il modello organizzativo, quello dinamico e quello relazionale.
Se ad esempio il cittadino si ostina, in un modo patetico, a voler difendere il proprio territorio contro la costruzione di un mostro eco-insostenibile, se non cede al miraggio dei soldi ad ogni costo, se si rende conto che alcune opere prevedono l’arricchimento di pochi, l’impoverimento di una terra intera, l’intossicazione di tanti, l’annerimento del mare e l’oscuramento del cielo, cosa prevede il dizionarietto della prepotenza tascabile stampato dalle tipografie clandestine made in Osso&Mastrosso&Carcagnosso?
Le menti semplici pensano subito alla violenza gratis, agli ultrà muscolosi che provano a intimidire o magari ai piromani di professione con il fusto di benzina sottobraccio pronti ad incenerire auto o negozi.
Ma sono menti semplici.
La grande scuola dell’università del crimine ha raffinato da un bel pezzo le sue strategie, da più tempo di quanto si creda.
La violenza è solo l’ultima spiaggia, così come la guerra è il proseguimento della politica: prima si sperimentano ben altri metodi che hanno il vantaggio di essere indolori e consentiti dalle leggi e persino dalla morale.
Ma la morale, è risaputo, e ormai soltanto un optional, a misura d’uomo, di ometto o di omaccione.
Le vie della persuasione sono infinite. Dalle carezze agli incidenti d’auto, dalle querele al ricatto, dai consigli amichevoli alle minacce vellutate, ogni mezzo è buono per riportare a miti consigli i testoni attaccati con le unghie e con i denti al mantenimento di logiche antieconomiche, alle palle al piede del progresso, agli anti-illuministi fissati con parolone svuotate di senso, parolone senza significato come etica, diritti, bellezza, ambiente, uguaglianza, civiltà.
Il dizionarietto, elaborato dai capi in testa, ha una ricetta per ogni caso, una soluzione ad ogni problema e tutto, ripeto tutto, segue il metodo assoluto di affermazione elaborato in tanti anni di sperimentazione.
Logica del capitalismo e logica della criminalità organizzata hanno il punto di contatto nella sfrenata ricerca del profitto ad ogni costo. Ma mentre la prima è esaltata anche da dotti e diligenti rappresentati delle comunità, la seconda è condannata perché versa il sangue.
Il sangue è il discrimine, e di questo le teste fine sono consapevoli; infatti, nelle grandi scuole del crimine il suo spargimento è espressamente consigliato solo come estrema ratio. Ci sono altri metodi. E questi metodi fanno scuola.
Non vi sorprendete quindi se, il giorno che vorrete difendere i broccoli del vostro orto dall’azienda che vuole seppellirci accanto barre di plutonio, vi troverete poi alla sbarra con una richiesta di venti milioni di euro per diffamazione, per dichiarazioni lesive dell’immagine e della professionalità, e per altri reati ancora.
La legge è al fianco degli inquinatori professionisti, soprattutto se questi hanno il portafogli ricolmo di quattrini e la fedina penale immacolato.
Frequentare le scuole di Mafia fa bene al capitalismo selvaggio e al liberismo salvezza dell’uomo. Un toccasana, un’ancora di salvezza, una ciambella di salvataggio a chi cade nel mare della banalità diffusa, quella banalità che ci fa pensare che sia corretto lasciare il mondo appena migliore di come lo abbiamo trovato. Chiacchiere per sognatori, ostacoli al progresso, infamità.
Frequentare la grande scuola della Mafia SpA consente di aggirare i problemi e di risolverli, senza tanti struggimenti e pubblicità, senza clamore, inchieste e gesti malandrini.
Dalla querela facile scaturisce un progetto, e dalla sua applicazione deriva il successo: intimorisci per piegare, piega per ottenere, ottieni per speculare.
Tutto il resto è poesia, fenicotteri rosa, e voci sgolate del popolino che, si sa, non ha mai frequentato le università del crimine ed ignora i modelli organizzativi della società contemporanea.