Circolo del Tennis Rocco Polimeni: storia di passione e memoria

Dalla fondazione nel 1929 ai grandi eventi internazionali come la Coppa Davis: la storia del Circolo del Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria, tra sport, città e memoria

Circolo Tennis Polimeni

Il Circolo del Tennis di Reggio Calabria venne fondato nel 1929. Inizialmente la sua denominazione era: “Ente Sportivo Provinciale”.
Nel 1944 venne intitolato a uno dei soci, il dott. Rocco Polimeni, Sottotenente di complemento del 20° Reggimento Fanteria del Regio Esercito, nato a Reggio Calabria il 2 luglio del 1914, e deceduto in combattimento in Africa settentrionale, a El Mechili, il 6 aprile del 1941, insignito della Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria.

I primi campi e la vita sociale al Lido Comunale

Fonte: Archivio fotografico Arch. Natale Cutrupi

Da principio il Circolo disponeva di un campo in bitume costruito nel contesto del Lido Comunale, ubicato precisamente alle spalle dell’Arena Lido, là dove si trovava la centrale termoelettrica della Società Elettrica delle Calabrie con la sua alta ciminiera. La sera si smontava la rete centrale, e il campo in bitume diventava una meravigliosa pista da ballo, con tanto di orchestrina e chiosco per il chinotto.
In seguito, e precisamente nel 1938, su di un’area del Demanio Ferroviario offerta in concessione e situata dalla parte opposta del Lido Comunale, verso sud, venne realizzato un secondo campo, questa volta in terra battuta.

Il primo torneo e i pionieri del tennis reggino

Il 4 settembre del 1933 si svolse il primo torneo provinciale, i cui partecipanti possiamo tranquillamente considerare i pionieri del tennis a Reggio Calabria: Elisa e Rosina Manti; Maria Crupi; Teresa e Nina De Blasio; Elena Gherarducci; Franca e Maria Scordo; Giorgio Spinelli; Rocco Polimeni; Giuseppe, Domenico e Mario Trapani Lombardo; Nino Bagnato; Ninì Giuffré; Totò Salerno; Antonio Mazzitelli; Franco Cipriani; Domenico Genoese Zerbi; Nino Alati; Antonio De Lieto; Enzo De Marco; Giuseppe Bagnato.

Le competizioni interregionali e le prime affermazioni

Nel corso di quegli anni erano frequenti gli incontri fra i tennisti reggini e quelli messinesi, tra cui i cugini Carlo e Guglielmo Stagno d’Alcontres. In particolare emergeva la figura di Domenico Travia, che nel 1938 arrivò in finale della Coppa Lambertenghi.
L’anno successivo, nel 1939, la squadra reggina composta da Travia, Bianco, Siciliano e Landi, conquistava la finale nella Coppa Facchinetti.

Il dopoguerra e la ricostruzione dei campi

Dopo la seconda guerra mondiale i due campi vennero trasformati in terra rossa, e ne venne realizzato un terzo in cemento. Come sottofondo venne utilizzata la carbonella recuperata al Deposito Ferroviario di Calamizzi, mentre la terra rossa venne prelevata da un campo dismesso presso l’Aeroporto, e tutto fu trasportato con mezzi di fortuna. Quando si dice la passione!

Un luogo suggestivo tra mare e ferrovia

L’ubicazione del Circolo, subito a sud del Lido Comunale, era suggestiva: si raggiungeva tramite la strada che dal parcheggio del Lido, prospiciente l’Arena, si dirigeva verso sud, fiancheggiata da oleandri, per raggiungere poi la Via Marina “Bassissima”, collegata tramite il sottopassaggio che bypassava la linea ferroviaria sovrastante.

Gli anni Sessanta e il respiro internazionale

In quei meravigliosi anni Sessanta, in cui a Reggio si respirava un’aria diversa, con personaggi di alto spessore quali, appunto, il Giudice Arbitro Internazionale Avv. Mario Trapani Lombardo, lo stesso Commendatore Domenico Travia, che io – giovane giornalista – ho avuto l’onore di intervistare sul finire nell’ottobre del 1989 presso la sua abitazione sul Corso Garibaldi, Oreste Granillo, Fortunato Licandro; il Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” assumeva un respiro nazionale ed internazionale di serietà e affidabilità, con la organizzazione di tornei internazionali – resa possibile anche grazie alle invidiabili condizioni climatiche di cui gode durante tutto l’anno la nostra bella e amata città – che hanno visto esibirsi i più forti tennisti del mondo, come Lea Pericoli, Nicola Pietrangeli (recentemente scomparso), Fausto Gardini e Giuseppe Merlo (passato alla storia come l’inventore del rovescio a due mani) e Orlando Sirola.
Tra gli stranieri, fra gli altri ricordiamo gli australiani John Newcombe e Tony Roche, ma l’elenco potrebbe proseguire con altri tantissimi nomi prestigiosi.

La Coppa Davis del 1972

Fonte: Archivio fotografico Arch. Natale Cutrupi

A coronamento di questa eccezionale stagione, nel 1972 arriva l’assegnazione dell’incontro Italia – Austria valevole per la Coppa Davis, con gli incontri che si sono disputati tra il 5 e il 7 maggio di quell’anno.
L’Italia vinse per 5 – 0: Corrado Barazzutti sconfigge Ernst Blanke 3 – 1; Paolo Bertolucci batte Hans Kary 3 – 0; il doppio Adriano Panatta – Nicola Pietrangeli sconfigge la coppia Blanke – Hoskowetz 3 – 0; ed infine l’ultimo giorno Barazzutti vince con Kary per 3 – 2, mentre Bertolucci sconfigge Hoskowetz per 3 – 0.

La scomparsa del Circolo storico

Nel 1975 scade la concessione delle Ferrovie dello Stato, che reclamano il suolo dal momento che si sta realizzando il lavoro di interramento della linea ferroviaria. Ricordiamo gli scavi nel luogo dove oggi sorge la nuova stazione ferroviaria, nel corso dei quali vennero alla luce importantissimi reperti archeologici, subito sotterrati molto frettolosamente (questa è un’altra triste storia).
Improvvisamente, il Circolo del Tennis scompariva. Sembrava un sogno svanito.

La rinascita al Parco Pentimele

Nel 1978, quindi solamente tre anni dopo, il Circolo rinasce al Parco Pentimele, in una struttura sicuramente più ampia e meglio distribuita: vengono realizzati otto campi, di cui quello centrale con le tribune su tre lati per una capienza complessiva di tremila spettatori.
Viene realizzata una nuova struttura di accoglienza, ristorazione e convegnistica; ma soprattutto viene realizzato un bellissimo parco con gradevole alberatura e spazi verdi, che soprattutto d’estate diventano un luogo davvero ospitale.

Il ritorno della Coppa Davis nel 1983

Nel 1983 ritorna la Coppa Davis. Fra il 4 e il 6 marzo di quell’anno, infatti, l’Italia batte l’Irlanda per 3 a 2, grazie ai successi di Barazzutti su Doyle, del doppio Bertolucci – Panatta sulla coppia irlandese Doyle – Sorensen, e della vittoria di Barazzutti sullo stesso Sorensen. Da notare che Panatta aveva perduto tutti e due gli incontri di singolare.

Dai campionati giovanili alla Fed Cup

Nel 1990 furono ospitati i Campionati Italiani Under 18. Ma ormai è un susseguirsi di tornei nazionali ed internazionali, che culminerà, il 7 e l’8 novembre del 2009, con la disputa della finale della 47° edizione della Fed Cup, il più importante torneo femminile per le squadre nazionali (una sorta di Coppa Davis in rosa), oggi denominata Billy Jean King.
La finale si disputò tra Italia e Stati Uniti, e fu un successo per le ragazze azzurre Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani e Roberta Vinci.

Un riconoscimento alla storia e alla città

Ma fu un successo anche per il Circolo e per la città di Reggio Calabria, la cui Amministrazione Comunale, in ottobre del 2017, ha deciso di intitolare a Domenico Travia la strada che lambisce l’ingresso del Circolo.

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