Cirò Marina e la leggenda della bella Lusitania

La leggenda della bella Lusitania a Cirò Marina: tra mito, storia e misteri del castello, un racconto affascinante della tradizione popolare calabrese

Cirò e Lusitania

Nota meta turistica del crotonese, il cui vanto è costituito dal binomio mare pulito e pregiato vino doc, con le sue antiche vestigia, i paesaggi mediterranei e i panorami mozzafiato, Cirò Marina nasce, secondo il mito, dal nome della ninfa Krimissa e fu fondata dall’eroe Filottete che, al ritorno dalla guerra di Troia, consacrò sulla spiaggia di Punta Alice le frecce donategli da Eracle al dio Apollo, erigendo sullo stesso luogo un grande santuario a lui dedicato, i cui resti dominano ancora oggi il promontorio sacro, unitamente al Santuario della Madonna d’Itria e al Castello Sabatini.

La leggenda del castello e il sacrificio di Lusitania

Proprio sul castello, la tradizione popolare ha tramandato una curiosa e triste leggenda. Si narra che l’imperatore Costantino, navigando verso Oriente, approdò sulla costa crotonese per onorare la vergine d’Itria e salito sul promontorio di Punta Alice, affascinato dall’incantevole panorama, decise di costruire in quel luogo la sua dimora. I lavori furono subito avviati, ma la costruzione, come per maledizione divina, non veniva mai ultimata.

Ogni mattina, infatti, gli operai trovavano distrutto tutto ciò che avevano realizzato la sera precedente. Un giorno, mentre l’imperatore passeggiava nei dintorni dell’incompiuta costruzione, frustrato e nervoso per tali accadimenti, incrociò un vecchio viandante che, venuto a conoscenza di quanto stava avvenendo nel luogo, non ebbe dubbi sul fatto che dietro ci fosse l’intervento di un essere diabolico e gli consigliò l’unico modo per sconfiggere la maledizione e riuscire a ultimare l’agognata dimora: sacrificare la più bella giovinetta del luogo dal nome singolare, seppellendola viva nelle mura del palazzo.

La scelta cadde su una bella fanciulla di nome “Lusitania” che fu strappata ai genitori e murata viva in quelle pareti. Così, il castello venne completato.

La nobildonna Lusitania vittima della gelosia

Un’altra versione della leggenda, racconta che ad essere murata viva fu una nobildonna di nome Lusitania. Pare che il marito, fosse un nobile del luogo, divorato da un’insana gelosia che lo assillava giorno e notte non dandogli respiro.

Non riuscendo a sopportare il peso di uccidere la moglie con le sue stesse mani ed anche per non essere scoperto da occhi indiscreti, l’uomo prese la terribile decisione di seppellirla viva tra le mura del castello, ritrovando così la pace.

Una leggenda, questa, forse più attendibile, considerato che, in realtà, al tempo di Costantino sorgeva sul promontorio una fortezza militare, mentre il castello fu costruito solo nel XV secolo dai Carafa, molti anni dopo la morte dell’imperatore.

Il fantasma della bella Lusitania

In ogni caso, la credenza era così diffusa che intorno alla metà del ‘500, gli allora proprietari fecero abbattere il muro nel punto in cui si diceva che la povera donna fosse stata segregata, non trovando, però, nulla. Mentre negli anni ’70 del secolo scorso, durante i lavori di restauro del castello, fu trovata una nicchia con resti di ossa, un ritaglio di stoffa e un orecchino, dimostrando così, che, forse, la leggenda, aveva un fondamento di verità.

Ancora oggi, la triste storia della bella Lusitania viene tramandata dagli abitanti del luogo e in molti giurano di aver visto il suo fantasma aggirarsi indisturbato per le stanze del maniero.

Il tesoro delle sette stanze

Tra le leggende radicate tra la gente di Cirò Marina, tramandate dalla memoria storica degli anziani, non potevano mancare quelle sui tesori.

Si narra che proprio sul promontorio dove sorge il santuario di Madonna d’Itria, sia celato il “tesoro delle sette stanze”. Sembra che tra tutti coloro che abbiano cercato di raggiungere l’immensa ricchezza, grazie ad un’apparizione ricevuta in sogno, solo una persona sia riuscita a scoprire la prima stanza, ma non osservando le regole imposte dalla visione abbia visto svanire tutto sotto i suoi occhi, riuscendo a prendere esclusivamente un grosso anello che, pare sia conservato, tuttora dai suoi eredi.

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