“Condominio Mediterraneo”, il Castello Aragonese apre le porte all’arte contemporanea
Inaugurata ieri sera la mostra-processo, visitabile fino al 23 agosto, che rappresenta il punto di arrivo di un anno di attività dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria - GALLERY
Il Castello Aragonese si trasforma in un laboratorio di arte contemporanea aperto alla città. È stata inaugurata ieri sera “Condominio Mediterraneo”, la mostra-processo che resterà visitabile fino al 23 agosto e che rappresenta il punto di arrivo di un anno di attività dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ma anche l’inizio di un percorso destinato a proseguire per tutta l’estate attraverso atelier, incontri e attività partecipative.
Il progetto nasce al termine di un intenso ciclo di workshop condotti da quattro artisti di rilievo internazionale, Adrian Paci, Giulia Piscitelli, Romina De Novellis e Michele Di Stefano, che hanno lavorato con sessanta studenti dell’Accademia, coinvolgendoli in un’esperienza multidisciplinare capace di intrecciare pittura, scultura, cinema, performance, comunicazione e didattica dell’arte.
I partecipanti hanno lavorato in gruppi, condividendo competenze e sperimentando nuove modalità di produzione artistica, mentre un gruppo di studenti si è occupato della documentazione audiovisiva dell’intero percorso, contribuendo alla costruzione di un archivio del progetto.
Ad aprire la serata inaugurale è stato il direttore dell’AbarC, Piero Sacchetti che ha evidenziato il valore dell’iniziativa per il patrimonio culturale e per il territorio.
«Condominio Mediterraneo dimostra come un luogo storico possa diventare uno spazio vivo di produzione culturale. Questo progetto mette in relazione il patrimonio monumentale con la creatività contemporanea e offre ai giovani artisti l’opportunità di confrontarsi con il pubblico e con il territorio, costruendo nuove forme di partecipazione e di dialogo» – ha dichiarato Sacchetti.
Per il professore e responsabile scientifico Marcello Francolini, il progetto rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra formazione e produzione artistica.
«L’aspetto più significativo di questa esperienza è stato il lavoro collettivo. Studenti, artisti e docenti hanno condiviso un percorso creativo che ha favorito il confronto tra linguaggi diversi. Il Mediterraneo, che dà il titolo alla mostra, diventa metafora di incontro, di scambio e di contaminazione culturale» – ha affermato Francolini.
La curatrice Lucrezia Longobardi ha raccontato il senso profondo del progetto e il ruolo centrale affidato agli studenti.
«Condominio Mediterraneo nasce da questa esperienza: dalla necessità di dare spazio a una generazione che non chiede soltanto di esporre, ma di abitare, prendere parola e immaginare nuove possibilità culturali» – ha dichiarato.
Longobardi ha inoltre spiegato che la mostra è stata pensata come un organismo in continua evoluzione.
«Abbiamo immaginato il Castello Aragonese come uno spazio dinamico, non soltanto espositivo, ma di produzione artistica e di partecipazione. Gli atelier aperti e le attività laboratoriali permetteranno al pubblico di entrare nel processo creativo e di vivere il luogo come una comunità temporanea di artisti, studenti e cittadini» – ha aggiunto la curatrice.
Fondamentale, all’interno del progetto, è stato anche il lavoro di documentazione audiovisiva coordinato dalla professoressa Rosita Commisso che ha accompagnato gli studenti della Scuola di Cinematografia nella realizzazione dei materiali video presenti in mostra.
«Ho coordinato la documentazione audiovisiva con sette studenti dell’Accademia di Belle Arti, del secondo e terzo anno della scuola di cinematografia. Diciamo che la documentazione in questo progetto nasceva inizialmente come una semplice attività accessoria per il progetto e invece poi ci siamo resi conto durante tutto il percorso che il gruppo di documentazione è diventato parte integrante del processo di creazione. Infatti, all’interno della mostra troveremo diversi video, uno che racchiude tutto quello che è stato il progetto annuale, con le interviste di tutti e quattro gli artisti coinvolti e di alcuni dei sessanta performer, e ce ne sono altri relativi alla documentazione delle performance. Queste opere sottolineano il ruolo di questi studenti, diventati parte integrante del progetto. Essendo abituati alla realizzazione di cortometraggi e non alla documentazione di performance, è stata una vera e propria sfida per loro, che posso dire essere stata pienamente riuscita» – ha spiegato la docente.
Più che una mostra tradizionale, Condominio Mediterraneo si presenta dunque come un progetto in continua trasformazione, che mette in dialogo formazione e produzione artistica e racconta il valore delle pratiche collaborative tra giovani creativi, comunità locali e protagonisti della scena internazionale.
Fino al 23 agosto, il Castello Aragonese sarà non soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo da abitare, attraversare e vivere, nel segno di un Mediterraneo inteso come territorio di incontro, scambio e costruzione di nuove possibilità culturali.