“I primi segnali arrivano con lo sgombero del centro sociale Leoncavallo e, successivamente, di Askatasuna: in particolare quest’ultimo intervento ha il sapore di una vendetta politica. A seguito dell’irruzione di alcuni attivisti nella sede torinese de La Stampa, è seguita nelle settimane successive – coincidenza non casuale – una punizione collettiva contro l’Askatasuna, ponendo fine a un luogo di riferimento per la militanza politica e le periferie abbandonate di Torino” continua la nota.
Si moltiplicano gli attacchi mediatici a Francesca Albanese, “la strumentalizzazione di ogni sua dichiarazione e i dietrofront da esponenti del centrosinistra nel conferirle visibilità e sostegno: per taluni, la solidarietà ai palestinesi si esautora in dichiarazioni pietiste e gessetti colorati, incompatibili con le scomode analisi della relatrice speciale delle Nazioni Unite. In questi giorni, inoltre, assistiamo a un caso giudiziario emblematico: sulla base di prove fornite direttamente da Israele, Mohammad Hannoun e altri 19 attivisti sono accusati di finanziamenti ad Hamas” sottolineano ancora dalla sezione ANPI Condò.
Infine, “il falso garantismo della destra di governo trova sponda tra i liberali e una parte del centrosinistra: sono espressione di una classe politica che garantisce impunità ai sionisti e guarda con disprezzo alla Resistenza, necessaria per un popolo sottoposto ad apartheid, occupazione e crimini di guerra da oltre 75 anni” si legge, per cui conclude la nota, “di fronte a questa fase di reazione è necessario prendere posizione: la risposta non può che essere collettiva”.
Infine, “il falso garantismo della destra di governo trova sponda tra i liberali e una parte del centrosinistra: sono espressione di una classe politica che garantisce impunità ai sionisti e guarda con disprezzo alla Resistenza, necessaria per un popolo sottoposto ad apartheid, occupazione e crimini di guerra da oltre 75 anni” si legge, per cui conclude la nota, “di fronte a questa fase di reazione è necessario prendere posizione: la risposta non può che essere collettiva”.