Controcorrente: la fisarmonica di Teodoro Megale tra radici e nuove visioni

Un viaggio musicale tra formazione classica, ricerca personale ed elettronica: il racconto del brano “Controcorrente”, nuova tappa artistica di Teodoro Megale tra memoria e sperimentazione

Teodoro Megale

Tra rigore classico e tensione contemporanea, la fisarmonica diventa spazio di ricerca, memoria viva e sperimentazione sonora. Con “Controcorrente”, il musicista reggino Teodoro Megale prosegue un percorso personale iniziato con “Dream”, scegliendo una direzione autonoma, intima e coerente. In questa intervista a Cult racconta le sue radici, l’evoluzione del suo linguaggio artistico e le prospettive future.

Partiamo dalle origini: quando e come prende forma il tuo percorso musicale?

“Il mio percorso nasce a Reggio Calabria, dove ho iniziato a studiare fisarmonica alla Scuola di Musica “Giuseppe Verdi” con il Maestro Vittorio Romeo. È stato il primo incontro consapevole con lo strumento, quello che mi ha fatto comprendere quanto la musica richieda disciplina, dedizione e ascolto. 
Successivamente ho proseguito gli studi al Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diplomandomi sia nel vecchio ordinamento sia nel biennio di secondo livello in fisarmonica con il massimo dei voti e la lode sotto la guida del Maestro Adolfo Zagari. 
Ho partecipato a diversi concorsi, classificandomi sempre tra i primi posti: tutte esperienze che mi hanno permesso di misurarmi con altri interpreti e di crescere artisticamente.
Parallelamente mi sono dedicato alla trascrizione di brani per fisarmonica classica, un lavoro che considero fondamentale per ampliare il repertorio dello strumento e valorizzarne le possibilità espressive in ambito concertistico”.

La tua attività si muove tra palco, insegnamento e ricerca: come convivono queste dimensioni?

“Sono musicista attivo del gruppo Mattanza e collaboro di tanto in tanto con i Quartaumentata, realtà storiche dell’ambiente musicale reggino. L’esperienza live è per me essenziale: è il luogo in cui la musica prende forma concreta e diventa condivisione.

Accanto all’attività artistica sono docente di educazione musicale presso l’Istituto Maria Ausiliatrice, dove ho contribuito alla creazione di una scuola di musica interna.

L’insegnamento non è un percorso parallelo, ma parte integrante della mia identità: trasmettere la musica significa continuare a viverla, interrogarla e rinnovarla ogni giorno”.

Negli ultimi anni hai avviato un percorso compositivo personale: da quale esigenza nasce “Dream”?

“’Dream’, uscito lo scorso anno, è stato il primo passo verso una direzione più intima e personale. È nato dall’esigenza di raccontare qualcosa che andasse oltre l’interpretazione, di iniziare a costruire un linguaggio mio, riconoscibile”.

Con “Controcorrente” compi un ulteriore passo avanti nel tuo cammino autoriale.

“Sì. ‘Controcorrente’ è l’evoluzione naturale di “Dream”. Se il primo brano rappresentava l’inizio della ricerca, questo nuovo lavoro ne approfondisce la direzione con maggiore consapevolezza.
Il titolo non è casuale: rappresenta la scelta di seguire una propria visione artistica, anche quando significa allontanarsi da percorsi più convenzionali. In questo brano la fisarmonica resta centrale, con la sua voce organica e riconoscibile, ma si muove all’interno di un ambiente sonoro ampliato dall’elettronica.
Non si tratta di sovrapporre effetti allo strumento, ma di creare uno spazio in cui il suono acustico possa dialogare con texture, ambienti e dinamiche contemporanee. È un equilibrio delicato tra memoria e innovazione, tra radice e sperimentazione.
Sto vivendo questa fase in maniera indipendente, autoproducendomi, come momento di elaborazione e scoperta. È un percorso in costruzione, che richiede tempo e maturazione”.

Quando potremo ascoltare ufficialmente “Controcorrente”?

“Nei prossimi giorni annuncerò ufficialmente la data di uscita di “Controcorrente”, che sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali. È un passaggio importante, perché segna una nuova tappa del mio cammino artistico”.

Dobbiamo attenderci un progetto discografico più ampio?

“Per ora sto procedendo passo dopo passo, dando coerenza a questa nuova direzione. Poi magari, chissà, potrebbe nascere un intero album. Mai dire mai”.

Quale orizzonte immagini per il tuo futuro artistico?

“Parallelamente sto programmando un concerto da solista di musica classica per fisarmonica, un progetto che rappresenta la mia formazione e il mio legame con il repertorio concertistico. 
Il mio obiettivo è mantenere un equilibrio tra radici, ricerca e condivisione. Custodire l’identità dello strumento, ma continuare a esplorarne nuove possibilità. Resto profondamente legato alla mia formazione classica, perché è lì che ho costruito la mia
identità. Ma allo stesso tempo sento il bisogno di guardare oltre, di esplorare nuove possibilità senza perdere ciò che mi ha formato”.

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