Costa Viola, il progetto Edison al centro del dibattito pubblico

Il progetto di impianto idroelettrico di Edison sulla Costa Viola torna al centro del dibattito pubblico. Ieri l'assemblea a palazzo Alvaro. Comunità locali e associazioni chiedono trasparenza sull’iter di valutazione ambientale - FOTO E VIDEO

Progetto Edison

Presso la sala Perri di Palazzo Alvaro si è tornato ieri a discutere del progetto di impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio dell’acqua di mare che Edison intende realizzare lungo la Costa Viola, nel territorio di Reggio Calabria. La proposta avanzata dalla multinazionale ha sollevato interrogativi e preoccupazioni tra le comunità locali, che si sono organizzate in un comitato di difesa del territorio.

L’infrastruttura prevede il pompaggio dell’acqua marina da Favazzina fino a un invaso artificiale da realizzare a Melia di Scilla. Il progetto è attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale.

Il Comitato per la difesa della Costa Viola chiede maggiore trasparenza sull’iter autorizzativo, evidenziando come le criticità ambientali e geologiche di un ecosistema fragile possano superare di gran lunga le possibili ricadute positive per il territorio. Secondo i promotori dell’iniziativa civica, infatti, l’area sarebbe destinata a ospitare un sito produttivo i cui benefici energetici ed economici verrebbero in gran parte indirizzati altrove.

In sintesi, il progetto prevede un sistema di accumulo idroelettrico che porterebbe l’acqua del mare in montagna per poi farla ridiscendere verso la costa, producendo energia. Un intervento che si tradurrebbe nella realizzazione di infrastrutture di grande impatto: gallerie sotterranee per chilometri, pozzi verticali profondi centinaia di metri, una centrale in caverna e opere permanenti sulla costa, come vasche di presa e frangiflutti.

Il progetto, inoltre, ricade in un’area di elevato valore naturalistico: la Zona di protezione speciale “Costa Viola” e la Zona speciale di conservazione “Fondali di Scilla”, territori di tutela ecologica strategica a livello europeo inseriti nella rete Natura 2000. Nonostante ciò – sottolineano i comitati e diverse associazioni – l’iter procedurale prosegue, malgrado le contestazioni sollevate da una parte significativa della popolazione locale e da numerose realtà impegnate nella tutela dell’integrità naturalistica e paesaggistica, nonché dell’identità storica e culturale del territorio.

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