Crescere insieme: famiglie e adolescenti al centro

Tre anni di lavoro, reti territoriali e sostegno educativo: il progetto “Genitori e figli: crescendo insieme” oggi in "Spazio Adolescenti si racconta" ha raccontato il percorso condiviso per contrastare la povertà educativa e rafforzare le famiglie più fragili a Reggio Calabria

Dopo tre anni di lavoro si conclude il progetto “Genitori e figli: crescendo insieme”, promosso dal Consorzio Macramè e finanziato dal Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria con Fondi PNRR – Missione 5, nell’ambito della programmazione del Piano di Zona. Un’iniziativa strategica orientata alla riduzione della povertà educativa e sociale nelle sue diverse forme e al rafforzamento del sostegno alle persone e alle famiglie in condizione di maggiore vulnerabilità.

Un percorso che arriva a compimento

Esperienze, risultati e criticità emerse lungo il percorso psico-educativo dedicato agli adolescenti e alle loro famiglie sono state al centro di un incontro pubblico che ha valorizzato il lavoro condiviso tra istituzioni, terzo settore e comunità.

L’appuntamento pubblico “Spazio Adolescenti si racconta”, svoltosi oggi pomeriggio presso la sede del Consorzio Macramè in via Possidonea 53, ha rappresentato un’occasione di restituzione e confronto, dando voce ai protagonisti del percorso: adolescenti, famiglie e operatori del territorio. Al centro, il valore della rete territoriale costruita nel tempo e il significato di un’azione educativa capace di accompagnare la crescita degli adolescenti, sostenendo al contempo le funzioni genitoriali.

Una rete ampia e qualificata

Il progetto “Genitori e figli: crescendo insieme” è stato promosso, coordinato e gestito dal Consorzio Macramè insieme a un partenariato ampio e qualificato, composto da: Centro Comunitario Agape, CE.RE.SO – Centro Reggino di Solidarietà, Cooperativa Centro Giovanile don Italo Calabrò, Fondazione La Provvidenza Onlus, con il coinvolgimento delle organizzazioni non socie Cooperativa Kalos Irtate e Associazione Lo Scrigno di Giada.

L’operatività del progetto si è fondata sull’expertise maturata dai partner nell’ambito del sostegno alle capacità genitoriali e della prevenzione delle condizioni di vulnerabilità che coinvolgono famiglie e minori.

Le principali aree di intervento

Le azioni progettuali hanno interessato diverse aree strategiche, tra cui:

  • il rafforzamento delle attività educative e sociali a livello territoriale;

  • la prevenzione dell’abbandono scolastico;

  • la prevenzione dell’allontanamento dei minori dal nucleo familiare, attraverso il supporto alle funzioni genitoriali.

Grazie a un costante monitoraggio interno, il progetto ha contribuito a dare un valore generativo all’azione amministrativa comunale nell’area Minori e Famiglie, potenziando il servizio P.I.P.P.I. attraverso due interventi chiave:
la valutazione delle competenze genitoriali e l’attivazione dello Spazio Adolescenti, con un conseguente rafforzamento e integrazione di personale e attività.

Attività, relazioni e comunità educante

Le azioni sono state realizzate in stretta collaborazione con i servizi comunali, nel segno della complementarità tra pubblica amministrazione e terzo settore, favorendo la costruzione di reti di fiducia tra servizi e persone prese in carico.

Tra le attività sviluppate si segnalano:

  • Time Sharing e Peer Education, con affiancamento tra pari e supporto allo studio;

  • Counseling e sostegno psicologico, come spazio di ascolto e crescita per gli adolescenti;

  • Gruppi di confronto e formazione e laboratori esperienziali, finalizzati allo sviluppo delle soft skills e all’emersione dei bisogni tipici dell’età adolescenziale.

Un’esperienza che lascia tracce

L’incontro conclusivo ha raccontato un’esperienza che va oltre la durata formale del progetto, mettendo in luce il valore delle relazioni costruite e della rete territoriale attivata. 
Un percorso che ha posto al centro adolescenti e famiglie, restituendo senso e continuità a un’azione educativa condivisa, capace di generare comunità.

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