Cutro, memoria e umanità: il racconto di Mimmo Calopresti a Cinquefrondi

Domani alle 18:00, a Cinquefrondi la proiezione del documentario “Cutro, Calabria, Italia” di Mimmo Calopresti: un evento di riflessione civile tra memoria, dolore e speranza

Cutro Calabria Italia

Il Comune di Cinquefrondi, insieme al progetto “Viviamo Cinquefrondi” e in collaborazione con l’Associazione Culturale “G. Marafioti”, è lieto di invitare la cittadinanza a un importante momento di riflessione collettiva e partecipazione civile: la proiezione del film documentario “Cutro, Calabria, Italia” del regista Mimmo Calopresti.

Il contesto culturale dell’iniziativa

L’iniziativa si inserisce inoltre all’interno del progetto Premio Cultura Cinematografico “Città di Polistena”, giunto alla sua XVII edizione, organizzato e gestito dall’Associazione culturale “G. Marafioti” e patrocinato moralmente ed economicamente dal Comune di Cinquefrondi. Il progetto si distingue per la valorizzazione dell’arte cinematografica calabrese e del territorio, coniugando il prestigio dei grandi nomi del cinema italiano con la freschezza creativa delle nuove generazioni. La partecipazione di attori e registi che portano alto il nome della Calabria nel panorama nazionale rende questa iniziativa un importante momento di condivisione culturale e di riflessione sociale.

L’iniziativa si terrà sabato 11 aprile alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Cinquefrondi. All’incontro interverrà Pietro Paolo Cullari e sarà presente il regista Mimmo Calopresti, offrendo al pubblico l’opportunità di un confronto diretto e di approfondimento sui temi trattati.

La serata sarà presentata e moderata da Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini.

Il documentario e la tragedia di Cutro

Il documentario, realizzato dal regista originario di Polistena e prodotto dalla Calabria Film Commission, nasce da un’urgenza etica e civile: raccontare, comprendere e custodire la memoria di una delle più drammatiche tragedie contemporanee del Mediterraneo. Attraverso immagini potenti, testimonianze dirette e un linguaggio narrativo sobrio e rispettoso, l’opera ripercorre il naufragio del 26 febbraio 2023, quando un’imbarcazione con circa 150 persone a bordo si è infranta a pochi metri dalla costa di Cutro, causando 94 vittime – tra cui numerosi bambini – e un numero ancora imprecisato di dispersi. Il film non si limita alla ricostruzione dei fatti, ma si immerge profondamente nel tessuto umano e sociale di una comunità segnata dal dolore. Racconta le storie dei superstiti, dei familiari delle vittime e di tutti coloro che, nei giorni successivi alla tragedia, si sono mobilitati senza esitazione per prestare soccorso, accogliere, assistere e restituire dignità a chi aveva perso tutto. Cutro, piccolo centro di circa diecimila abitanti, diventa così il simbolo di una umanità viva e resistente, capace di reagire non con indifferenza ma con solidarietà concreta e partecipazione autentica.

Un viaggio tra memoria e coscienza

In questo senso, l’opera si configura come un vero e proprio viaggio interiore, oltre che geografico: un invito a fermarsi, a guardare, a comprendere. Un racconto che si sottrae alle semplificazioni della cronaca e ai limiti del linguaggio burocratico e mediatico, per restituire centralità alle persone, alle loro storie, al loro dolore e alla loro speranza. Un percorso che richiama idealmente anche l’esperienza di Pier Paolo Pasolini, che proprio a Cutro ambientò alcune scene del suo “Il Vangelo secondo Matteo”: quegli stessi luoghi, un tempo scenario di spiritualità e arte, sono oggi segnati da una tragedia che interroga profondamente le coscienze. Come sottolinea il regista Mimmo Calopresti, il senso di questo lavoro è “tracciare una linea di umanità, unire il dolore alla speranza”. Ricordare e non dimenticare, perché solo attraverso la memoria possiamo dare un significato a quanto accaduto. Raccontare le vite di chi era su quel barcone, ma anche di chi, con gesti concreti e silenziosi, ha cercato di ricostruire frammenti di esistenza portati dal mare, che per giorni e notti ha restituito segni di quella tragedia”.

Un’occasione di riflessione collettiva

La proiezione rappresenta non solo un evento culturale, ma un’occasione di crescita civile e consapevolezza collettiva, un momento per interrogarsi sul presente e sul futuro, sui valori dell’accoglienza, della responsabilità e della dignità umana.

Invito alla cittadinanza

L’Amministrazione comunale rinnova l’invito a tutta la cittadinanza, alle associazioni e a tutti coloro che vorranno partecipare, affinché questo appuntamento possa diventare uno spazio condiviso di memoria, dialogo e impegno.

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