Dal Mediterraneo a Reggio: la voce della Global Sumud Flotilla a Casa Condò

La Global Sumud Flotilla raccontata da chi l’ha vissuta alla Casa del Popolo Ruggero Condò di Reggio Calabria: la testimonianza di Ezequiel Peressini tra arresto, resilienza e solidarietà internazionale

Nel pomeriggio di oggi, lunedì 22 dicembre 2025, la Casa del Popolo Ruggero Condò di Reggio Calabria ha ospitato un incontro pubblico dedicato alla Global Sumud Flotilla, una delle più rilevanti iniziative internazionali di attivismo civile degli ultimi anni. L’appuntamento ha richiamato cittadini e attivisti interessati ad approfondire una pagina recente di mobilitazione transnazionale nata dal mare e rivolta al mondo.

La testimonianza di Ezequiel Peressini

Protagonista della serata è stato Ezequiel Peressini, attivista e membro della Flotilla, al centro di una intervista in cui ha raccontato in prima persona la propria esperienza all’interno della missione, segnata dall’arresto e dal successivo rilascio da parte dell’esercito israeliano. Un passaggio che ha inciso profondamente sulla sua testimonianza, rendendo il racconto diretto e denso di significato umano e politico.

La Global Sumud Flotilla come evento storico

La Global Sumud Flotilla viene ricordata dagli attivisti come un evento di portata storica: per la prima volta oltre 50 imbarcazioni, con circa 500 membri di equipaggio provenienti da 44 Paesi, hanno solcato insieme il Mediterraneo. L’obiettivo dichiarato era quello di attirare l’attenzione internazionale sulla situazione palestinese e sulle scelte politiche del governo guidato da Benjamin Netanyahu.

Secondo le parole dei partecipanti, l’azione collettiva ha cercato di “muovere le coscienze delle masse” attraverso una forma di resistenza civile non armata, fondata sulla cooperazione tra popoli e sulla dimensione transnazionale dell’impegno.

Sumud: resilienza come messaggio condiviso

L’incontro di Reggio Calabria si è configurato come uno spazio di ascolto e riflessione, in cui il racconto personale di Peressini si è intrecciato alla dimensione politica e umanitaria della missione. Al centro, il concetto di sumud, termine arabo che significa “resilienza”, intesa come perseveranza collettiva di fronte alle difficoltà.

La testimonianza ha restituito uno sguardo dall’interno su una mobilitazione capace di unire culture, lingue e provenienze diverse, nel segno di un messaggio comune di solidarietà.

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