Dazi, lavoro e legalità: il futuro dell’agricoltura passa dalla Calabria
Stamattina a Palazzo Campanella il corso di formazione dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria su dazi, welfare, caporalato e nuovi scenari dell'agricoltura. Interventi di istituzioni, Ministero del Lavoro, Fondazione Enpaia e Carabinieri
Stamattina, giovedì 9 luglio, nella sala “Giuditta Levato” del Palazzo del Consiglio regionale della Calabria a Reggio Calabria, si è svolto il corso di formazione per giornalisti “Dazi, tutele e welfare: i nuovi equilibri per il lavoro agricolo”, promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria, su proposta del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e di ARGA Calabria, in collaborazione con Fondazione Enpaia, Unarga e Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (ANBI).
Un appuntamento che ha posto al centro il ruolo strategico della Calabria nel sistema agroalimentare italiano, le sfide poste dai nuovi scenari internazionali, la tutela dei lavoratori, il contrasto al caporalato e la responsabilità dell’informazione nel raccontare questi temi con correttezza terminologica e rigore professionale.
In una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, nuovi dazi commerciali, cambiamenti climatici e trasformazioni del mercato del lavoro, il corso ha offerto ai giornalisti strumenti di approfondimento grazie al contributo di rappresentanti delle istituzioni, del Ministero del Lavoro, della Fondazione Enpaia, dell’Arma dei Carabinieri e del mondo della comunicazione.
La Calabria laboratorio del nuovo lavoro agricolo
Nel documento introduttivo del corso è stato evidenziato come la Calabria rappresenti uno dei territori agricoli più significativi del Mezzogiorno, grazie alle sue filiere produttive, dall’olivicoltura agli agrumi, dalla zootecnia alle produzioni tipiche, capaci di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità.
L’agricoltura italiana continua infatti a generare circa 40 miliardi di euro di valore aggiunto, collocando il Paese ai vertici europei. In questo contesto la regione assume un ruolo strategico anche nella costruzione di modelli di sviluppo fondati su legalità, welfare e valorizzazione del lavoro.
I saluti istituzionali: “La conoscenza è il primo strumento di legalità”
Ad aprire i lavori sono stati Francesco Chindemi, portavoce del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giorgio Piazza, presidente della Fondazione Enpaia, Santa Giannazzo, del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, e Manuela Lacaria, presidente di ARGA Calabria.
Chindemi, in nome del presidente Cirillo, ne ha portato i saluti, ringraziando gli organizzatori per aver proposto questa occasione di confronto, mentre Giuseppe Soluri, nel suo saluto, ha ribadito il ruolo del giornalismo nel raccontare con precisione temi delicati come caporalato, sicurezza sul lavoro e trasformazioni dell’agricoltura, evidenziando l’importanza dell’uso corretto della terminologia.
Enpaia: previdenza e welfare come infrastrutture del sistema agricolo
Il presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, ha illustrato il ruolo dell’ente nel sostenere il comparto agricolo italiano.
Secondo Piazza, la previdenza rappresenta oggi molto più di un adempimento amministrativo.
«La previdenza è la struttura che tiene insieme la fiducia di un Paese», ha dichiarato, spiegando come solidità patrimoniale, crescita degli iscritti e qualità degli investimenti siano elementi che contribuiscono alla stabilità dell’intero sistema economico. Enpaia, ha aggiunto, intende continuare a essere «un’architrave» capace di accompagnare imprese, lavoratori e istituzioni nelle sfide future.
Carabinieri: numeri e strategie contro caporalato e lavoro nero
Uno degli interventi più attesi è stato quello del colonnello Marcello Robustelli, comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli, che ha illustrato l’attività ispettiva svolta nel 2025 nelle cinque regioni del Sud di competenza.
I dati fotografano un’intensa attività di controllo: 5.666 accessi ispettivi, 844 aziende sospese, 13.105 lavoratori controllati, dei quali 4.488 irregolari e 1.507 completamente in nero.
Per quanto riguarda la Calabria sono stati effettuati 1.016 controlli, con 188 provvedimenti di sospensione, 813 lavoratori irregolari, di cui 417 in nero, e 280 datori di lavoro destinatari di contestazioni per violazioni in materia di sicurezza.
«La lotta al lavoro nero e al caporalato resta una priorità assoluta», ha evidenziato Robustelli, ricordando come l’attività dei 19 Nuclei ispettorato del lavoro dell’Arma punti sia alla prevenzione sia al contrasto dei fenomeni di sfruttamento lavorativo e della criminalità connessa.
Fiorio: l’agricoltura sociale come risposta alle nuove povertà
Massimo Fiorio, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e componente del Consiglio di amministrazione di Enpaia, ha affrontato il tema delle politiche sociali e del welfare.
Nel suo intervento ha ricordato come la legge n. 141 del 2015 abbia riconosciuto il valore dell’agricoltura sociale quale strumento di inclusione.
«L’agricoltura sociale è un argine alla marginalità», ha affermato, sostenendo che il futuro del settore passa attraverso filiere capaci di creare lavoro, restituire dignità e non lasciare indietro le persone più vulnerabili.
Stelluto: “L’acqua non è infinita”
In collegamento è intervenuto Fabrizio Stelluto, giornalista e responsabile della comunicazione di ANBI.
Il suo intervento ha posto l’attenzione sulla gestione delle risorse idriche e sugli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura italiana.
«L’acqua è una risorsa finita e l’Italia trattiene meno del 10% di quella che cade ogni anno», ha spiegato, evidenziando la necessità di investire in invasi, infrastrutture e cultura dell’acqua.
Per Stelluto raccontare questi temi con competenza significa contribuire a far comprendere che «la sicurezza idrica è una scelta strategica che riguarda tutti».
Peleggi: intelligenza artificiale, commercio globale e nuove sfide dell’agricoltura
A chiudere gli interventi è stato Giuseppe Peleggi, direttore Studi, Ricerche e Rilevazioni statistiche della Fondazione Enpaia.
Partendo dal tema delle connessioni globali, dei dazi e delle nuove dinamiche del commercio internazionale, Peleggi ha affrontato anche il rapporto tra innovazione tecnologica e settore primario.
«L’intelligenza artificiale è diventata la grammatica del mondo», ha osservato, sottolineando però che la tecnologia deve rimanere uno strumento al servizio dell’uomo.
Nel comparto agricolo, ha spiegato, innovazione e AI rappresentano una necessità per garantire la sicurezza alimentare globale, purché siano accompagnate da responsabilità, etica e capacità decisionale umana.
Informazione e formazione per raccontare il cambiamento
L’iniziativa ha confermato come il lavoro agricolo non possa più essere raccontato soltanto attraverso la cronaca delle campagne, ma richieda competenze che spaziano dall’economia internazionale alla previdenza, dalla legalità alla sostenibilità ambientale.
Un percorso formativo che ha ribadito il ruolo del giornalismo nel fornire ai cittadini un’informazione rigorosa, capace di spiegare le trasformazioni del settore primario e di contribuire, attraverso un linguaggio corretto e dati verificati, alla diffusione di una cultura della legalità e del lavoro dignitoso.