Di sola andata: le eroine di Ovidio tornano a parlare
“Di sola andata” porta in scena al Balenando in Burrasca Festival, Penelope, Arianna, Briseide, Elena, Medea e Didone tra amore, abbandono e dolore, dal mito alla contemporaneità - FOTO
Ci sono le maledizioni, la disperazione, la guerra, la morte, il dolore, l’amore sofferto e deluso nelle lettere che scrivono agli uomini che le hanno abbandonate: Penelope, Arianna, Briseide, Elena, Medea e Didone, insieme ai sussurri dell’ira funesta, del filo, della bellezza e della vendetta.
A raccoglierle è la pièce “Di sola andata”, scritta da Tiziana Bianca Calabrò, portata in scena da Renata Falcone, con le musiche dal vivo e i testi, composti per l’occasione da Domenico Bucarelli, le luci di Basilio Musolino e il supporto tecnico di Carmelo Vazzana.
L’appuntamento rientra nell’ottava edizione del “Balenando in burrasca festival”, rassegna di teatro contemporaneo, linguaggi performativi e creatività condivisa, organizzata da Adexo Aps, col supporto del Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa, all’arena del lungomare di Pellaro.
Teatro, reading e musica danno voce alle lettere di sei donne, protagoniste volute da Ovidio in una delle opere più famose, le Eroides. È una riscrittura rispettosa che parte dal dramma dell’abbandono che accomuna le figure femminili e le porta per mano nell’attualità, dalla quale si discostano soltanto gli scenari. Che siano eroi epici o solo uomini, il risultato è lo stesso: uno squarcio profondo che lacera le anime. Ognuna, come le eroine mitologiche, lo urla o lo placa in maniera differente, fino a Didone, che alle sofferenze riesce a mettere fine solo con la morte.
«È un progetto pensato qualche anno fa da Renata Falcone e Domenico Bucarelli per il festival Balenando – ha chiarito Calabrò – L’idea è di riportare con il teatro-canzone alcune delle lettere delle donne delle Eroides. Quest’anno mi hanno chiesto di scrivere la drammaturgia. Ho pensato di occuparmi prima delle voci delle sei donne, partendo dalle lettere, ho sviluppato il mio lavoro anche sulla base di una serie di stimoli culturali relativi ai miti. Nella struttura narrativa c’è la voce narrante, una voce moderna che si innesta tra le voci di queste donne furenti».
“Dove sei? L’amore non dovrebbe far male” è il claim che ritorna sulla bocca della voce narrante che fa eco alla disperazione, alla rabbia.
Perché “Di sola andata” può essere il nostro viaggio della vita, quello che si compie per tutti in ogni istante o, invece, quello che evoca forse l’idea di chi resta perché lasciato indietro e non può proseguire, non per sua volontà.
È una bella prima scrittura in cui Renata Falcone nei reading porta in scena il dolore dell’abbandono ma anche l’orgoglio e, in alcuni casi, il desiderio di riscatto.
Una buona prova la sua: canta, raccoglie il suono atavico di strumenti. La musica dal vivo di Bucarelli è il corollario perfetto, una delicatezza che accompagna e lenisce i dolori, e contribuisce a rendere efficace il racconto.
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