Drop, il coraggio di cadere: il corto di Claudio Quattrone conquista cinema e festival
Intervista al regista e animatore reggino Claudio Quattrone sul cortometraggio animato “Drop”: trama, premi internazionali, proiezione al cinema, legame profondo con la Calabria e il progetto “Dattilo”
Superare le nostre paure è forse il gesto più difficile che possiamo compiere. È un salto nel vuoto che precede ogni cambiamento e che bisogna trovare la forza di compiere. Drop, il cortometraggio animato di Claudio Quattrone, parla proprio di questo: del coraggio che si accende quando decidiamo di affrontare ciò che ci spaventa.
Lo avevamo lasciato tra le suggestioni magiche di Dattilo, immerso nella montagna incantata di Pentedattilo. Oggi lo ritroviamo con un’opera breve ma intensa, capace di parlare a grandi e piccoli e di portare un messaggio universale: la paura non è un limite, ma una soglia da attraversare.
Drop: la storia di una goccia che ha paura di cadere
Il regista Claudio Quattrone
«Drop è un’animazione che ho scritto e diretto due anni fa», racconta Quattrone. «È la storia di una piccola gocciolina di pioggia che ha paura di gettarsi dalle nuvole».
Tre minuti appena. Eppure dentro c’è un universo.
L’idea nasce durante la pandemia, quando l’associazione ASIFA Italia lancia un contest: un cortometraggio di massimo tre minuti sul tema del superamento delle paure. Quattrone prepara uno storyboard, ma il progetto non viene selezionato.
«Un giorno mia moglie ha guardato quello storyboard incompleto e mi ha detto: “Finiscilo, mi piace davvero tanto”. E io l’ho fatto».
Così prende vita Drop: una goccia sospesa nel cielo, paralizzata dal timore del salto nel vuoto. «Mi sono chiesto cosa succederebbe se una gocciolina si spaventasse di fare ciò per cui esiste: cadere. In fondo è quello che succede anche a noi. Abbiamo paura di buttarci, di fare un passo più lungo della gamba. Ma una volta compiuto il salto, scopriamo che non c’era nulla da temere».
Un messaggio universale, dedicato «a chi si sente piccolo, a chi ha paura, a chi trova il coraggio di superare le proprie paure, anche solo per amore» afferma lo stesso Quattrone.
Dal cinema ai festival internazionali
Il cortometraggio, completato nel gennaio 2024 dopo circa otto mesi di produzione effettiva – preceduti da una lunga fase di scrittura e pianificazione – ha iniziato subito il suo percorso nei festival.
La svolta è arrivata nel periodo natalizio, quando Drop è approdato al cinema come introduzione al lungometraggio olandese Tommy Tom 2, distribuito in Italia con il supporto di PopCult Docs.
«Il pubblico andava al cinema per vedere Tommy Tom 2, uscito nel periodo di Natale», spiega Claudio Quattrone. «In accordo con la distribuzione ho chiesto se fosse possibile proiettare Drop prima dell’inizio del film. Dura soltanto tre minuti e mi sembrava un’occasione perfetta per portarlo in sala. Così è stato: Drop è stato proiettato immediatamente prima del lungometraggio, permettendogli di arrivare così al pubblico del grande schermo».
Non solo sale cinematografiche: il corto è stato proiettato anche in contesti speciali. L’Acqua Film Festival di Roma, ad esempio, ne ha richiesto la visione presso il Policlinico Gemelli, ritenendo il tema del superamento delle paure particolarmente adatto a offrire un momento di conforto ai pazienti.
Dal 2024 ad oggi ha partecipato a decine di festival in Italia e all’estero, conquistando premi e riconoscimenti. Tra i più significativi: vincitore come Best Animated Short Film al Cannes Short Film Festival 2024, premio come miglior corto animato all’Heart International Italian Film Festival e all’Acqua Film Festival, riconoscimenti in Corea, Grecia, Stati Uniti e Regno Unito. Drop è stato inoltre semifinalista al New York Animation Film Awards e finalista in numerosi concorsi internazionali. Ma il viaggio continua: sarà proiettato in Spagna all’Animed Mediterranean Animation Film Festival che si terrà dal 26 febbraio all’8 marzo.
Oggi Drop è disponibile anche sulla piattaforma italiana dedicata ai cortometraggi WeShort.
Un lavoro di squadra
Dietro i tre minuti di Drop c’è una squadra di circa dodici professionisti.
«Creare un cartone da soli non è impossibile ma ci vorrebbero quindici anni! L’animazione resta ancora oggi un lavoro artigianale: per un solo secondo servono in media 24-25 disegni. In Drop – spiega Quattrone – il mio team ha collaborato attivamente. C’è chi ha curato le animazioni, chi gli sfondi, chi i personaggi, chi le musiche».
Dattilo: il sogno che guarda a Pentedattilo
Claudio Quattrone sta continuando anche a realizzare il sogno di “Dattilo”, il cartone animato, ambientato nel borgo di Pentedattilo, che nasce dall’amore per la sua terra.
Dattilo è una storia d’amore fantasy che prende spunto dalle leggende della montagna a forma di mano. Nel cartone, Pentedattilo è una montagna magica che si nutre dell’energia d’amore delle coppie che la toccano per sposarsi, restituendola al borgo sotto forma di vita: fiori che sbocciano, frutti che crescono, acqua che scorre.
«Il protagonista, Andrea, è innamorato di Francesca, ma lei ama un altro. Nel tentativo di impedire il matrimonio, Andrea scende nelle profondità della montagna, mettendo a rischio l’equilibrio del paese. Ma poi tutto volgerà al meglio» racconta Quattrone.
Il teaser è già stato presentato nel borgo, ma l’uscita completa del cartone è prevista nel 2027. Il giovane regista ci lavora, infatti, nel tempo libero.
Specializzato in animazione al The Animation Workshop di Viborg, in Danimarca, Quattrone vanta collaborazioni con colossi come Disney, Warner Bros, Netflix, Prime Video e Rai e attualmente è direttore dell’animazione in uno studio a Milano.
«L’animazione è un processo lungo. E noi non lavoriamo a tempo pieno sui nostri progetti. Oggi nel mio studio a Milano – conferma infatti – stiamo realizzando un prodotto per Rai che uscirà ad aprile. I miei progetti li porto avanti la sera e nei weekend».
Calabria, sempre
E non mancano già le nuove idee su cui il regista reggino sta lavorando: una storia di pirati, un progetto noir dalle atmosfere gangster, nato anche ascoltando le interviste di Nicola Gratteri quando era procuratore a Catanzaro.
«Anche in queste storie, pur in un contesto senza luogo e senza tempo, si capirà che siamo in Calabria. Chi lo sa, lo intuisce». In realtà c’è sempre qualcosa di profondamente calabrese in tutto ciò che Quattrone realizza. «Tutto quello che faccio è legato alla Calabria. Anche quando il luogo è indefinito – conclude – dentro c’è sempre la nostra terra».
Anche in Drop c’è un po’ di Calabria: una terra sospesa tra ferite e rinascite, tra rassegnazione e resistenza, tra paura di cadere e desiderio di volare. Ma che prima o poi quel salto dovrà farlo.
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