Elisa D’Ascola premiata al Campidoglio nel Natale di Roma

Alla filosofa e scrittrice reggina l'onorevole menzione per il "Certamen Capitolinum", premiata dal sindaco Gualtieri al Campidoglio in occasione del 2779 Natale di Roma

Elisa D'Ascola Gualteri

Il Natale di Roma parla anche reggino, con la presenza di Elisa D’Ascola protagonista nella  cerimonia di premiazione del “Certamen Capitolinum” in occasione delle celebrazioni del Natale di Roma.

L’lstituto Nazionale di Studi Romani, Prof. Gaetano Platania, le ha assegnato l’Onorevole Menzione per il Certamen Capitolinum LXXVII, per la sua opera saggio in filosofia morale in lingua latina “Dominus intellectus, liber spiritus. Apologia servitutis sapientiae.”

Martedì 21 aprile alle 10.30 si è svolta la cerimonia nell’Aula Giulio Cesare, con la partecipazione delle autorità cittadine e delle istituzioni, in cui sono stati presentati: la medaglia celebrativa del 2779 Natale di Roma, il Premio Cultori di Roma il Certamen Capitolinum e I’87^ Strenna dei Romanisti.

La professoressa e filosofa Elisa D’Ascola è stata premiata con “Onorevole Menzione per il Certamen Capitolinum” che è un prestigioso concorso internazionale di prosa e poesia latina, indetto annualmente dall’Istituto Nazionale di Studi Romani con il patrocinio di Roma Capitale e del Ministero della Cultura. Il premio mira a valorizzare le migliori produzioni in lingua latina, divise in sezioni per cultori/docenti. Il riconoscimento è stato consegnato nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio dal sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, che complimentandosi ha donato una preziosa pergamena con la scritta in Latino, che tradotto in lingua italiana significa “E’ stata ritenuta dai tre giudici della competizione degna di essere pubblicamente lodata. Questo documento sia testimonianza del pubblico elogio”.

Molto importante anche la motivazione: “Onorevole menzione viene assegnata alla professoressa Elisa Camilla Vincenza D’Ascola. Il suo saggio in prosa consiste in un’ampia e appassionata dissertatio sui concetti primari della filosofia morale di impronta primariamente stoica, più specificamente senecana, ma in un’ottica più ampia che va da Parmenide a Plotino e ad Agostino. La trattazione procede secondo due direttrici principali: quella di distinguo sottili ma illuminanti fra libertà ed arbitrio, fra razionalità e cupidità; e la direttrice di asserzioni apparentemente paradossali ma in realtà fondate sulle verità più profonde: i proverbiali paradoxa Stoicorum, primo fra i quali quello secondo cui la più autentica libertas consiste nella servitus sapientiae, cioè nella schiavitù alla saggezza. La lingua, il lessico, la sintassi, il periodare sono di marca spiccatamente senecana, che la rendono una degna prosecutrice. 

Anzi si potrebbe parlare di un abilissimo quanto intelligente ‘centone’ della trattatistica senecana, caratterizzata dall’uso insistito di sententiae, di brevi frasi ad effetto, veicolo ideale di concetti affilatissimi ed acutissimi. Tale mosaico senecano viene accortamente e originalmente calato nel vivo delle più ardue e assillanti problematiche morali della società contemporanea con un periodare arduo, profondo ed estremamente elegante oltre che filosofico”.

Questa è la Reggio che piace, quella che unisce cultura e curiosità della conoscenza, con Elisa D’Ascola che attraverso la poesia, la filosofia e la lingua latina, usa il mezzo di comunicazione che attraversa le generazioni, con grande riferimento per gli studenti nel suo ruolo di filosofa e docente.

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