Enigmistica in scena: il suono che svela

Ieri sera Simona Norato ha incantato SpazioTeatro con “Enigmistica”: un live set tra elettronica e ricerca sonora nella rassegna La casa dei racconti 2026 - FOTO E VIDEO

Simona Norato

Si è tenuto ieri sera, 10 aprile, il secondo appuntamento musicale della rassegna teatrale “La casa dei racconti 2026” di SpazioTeatro, giunta alla sua ventunesima edizione. Protagonista della serata è stato il live set firmato da Simona Norato che, accompagnata da Giulio Scavuzzo, ha trasportato il pubblico in una dimensione sonora intensa e suggestiva.

Attraverso il suo ultimo lavoro, Enigmistica, l’artista ha costruito un’atmosfera in cui suoni sintetici e analogici convivono in un equilibrio raffinato e profondamente personale. Un concerto che attraversa la scrittura elettronica, la ricerca sonora e la forma-canzone, confermando Norato come una delle voci più originali della scena musicale italiana contemporanea.

Enigmistica è il terzo album solista di Simona Norato, una produzione indipendente che la stessa artista ha definito un lavoro profondo e concettuale, un “disco concepito senza peccato”.

L’album si presenta come una visione estesa, caratterizzata da una forte tensione verticale — o obliqua, secondo la definizione di Giuseppe Costa, curatore degli appuntamenti musicali del cartellone — che ne orienta il suono e l’intenzione.

Nel live set emergono coordinate per decifrarsi, indizi per avvicinarsi, canzoni per raggiungersi: risolvere l’enigma significa, in fondo, trovare l’autrice e liberarla.

La maggior parte dei brani, sia nei testi che nelle musiche, porta la firma di Simona Norato. Fanno eccezione la cover From the Air (Nessun pilota) di Laurie Anderson e Pater noster, su testo di Jacques Prévert, nell’adattamento italiano della stessa Norato.

L’album è stato registrato in presa diretta e mixato presso il Blackstar Recording Studio di Milano da Valerio Mina, con mastering a cura di Brian Lucey a Los Angeles.

Alle registrazioni hanno partecipato anche Angelo Di Mino al violoncello, Beppe Scardino al sax baritono e clarinetto basso e Lorenzo Manfredini al trombone.

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