Fauna Calabria: animali selvatici, habitat e parchi naturali

Fauna Calabria: animali selvatici, specie marine, habitat e parchi naturali dove conoscere la biodiversità regionale

La fauna della Calabria è molto più varia di quanto si immagini guardando soltanto alle sue coste. La regione concentra in uno spazio relativamente compatto ambienti montani, boschi maturi, fiumare, laghi, zone umide, scogliere, spiagge sabbiose e fondali mediterranei. Questa varietà di paesaggi permette la presenza di mammiferi selvatici, rapaci, uccelli migratori, rettili, anfibi e specie marine.

Chi cerca “fauna Calabria” vuole capire quali animali vivono nella regione, dove si trovano e quali aree naturali sono più importanti per conoscerli. La risposta non può essere ridotta a un semplice elenco di specie: per comprendere davvero la fauna calabrese bisogna collegare gli animali ai loro habitat, ai parchi nazionali e al modo corretto di osservare la natura senza disturbarla.

Quali animali vivono in Calabria?

Fauna Calabria con due lupi appenninici in un ambiente boschivo

In Calabria vivono animali legati ad ambienti molto diversi: mammiferi dei boschi e delle montagne, rapaci, uccelli acquatici, rettili, anfibi e fauna marina. La regione è attraversata dall’Appennino meridionale e affacciata su due mari, lo Ionio e il Tirreno, una condizione che crea un mosaico naturale raro nel Sud Italia.

Nei rilievi interni trovano spazio specie elusive come il lupo appenninico, la volpe, il tasso, la faina, la martora e diversi piccoli mammiferi. Nei boschi più maturi e nelle aree montane la presenza della fauna è spesso discreta: non sempre gli animali si vedono, ma impronte, tracce, richiami e resti alimentari raccontano molto della loro attività.

L’avifauna è altrettanto importante. Rapaci, uccelli forestali, specie migratrici e uccelli legati alle zone umide sfruttano la posizione della Calabria come territorio di passaggio, sosta e nidificazione. Anche rettili e anfibi hanno un ruolo fondamentale negli equilibri naturali, soprattutto nei boschi umidi, lungo i corsi d’acqua e nelle aree meno antropizzate.

La costa completa il quadro con tartarughe marine, pesci, cetacei del Mediterraneo e biodiversità costiera. Nel Parco Nazionale della Sila, per esempio, sono censite numerose specie di vertebrati autoctoni, tra mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci, a conferma della ricchezza faunistica degli ambienti montani calabresi.

Quali sono gli animali selvatici più rappresentativi della Calabria?

Gli animali più rappresentativi della fauna calabrese sono quelli che raccontano meglio il rapporto tra montagne, boschi e aree protette. Alcuni sono noti e simbolici, come il lupo; altri sono più comuni ma meno osservati, come tasso, martora e faina. La loro presenza non va interpretata come garanzia di avvistamento, perché molte specie selvatiche evitano l’uomo e si muovono soprattutto in orari poco frequentati.

Lupo appenninico

Il lupo appenninico è una delle specie più emblematiche della fauna in Calabria. Vive soprattutto in aree montane, boschive e poco disturbate, dove trova rifugio e possibilità di spostamento. La sua presenza è documentata nei grandi parchi calabresi e lucano-calabresi, tra cui Sila, Pollino e Aspromonte.

Il lupo è un predatore fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, perché contribuisce a regolare le popolazioni di ungulati e altri animali selvatici. Non è un animale facile da vedere: è elusivo, percorre grandi distanze e tende a evitare il contatto con le persone. Per questo, parlare di lupo in Calabria non significa suggerire “dove incontrarlo”, ma spiegare in quali ambienti vive e perché va rispettato.

Nel Parco Nazionale della Sila il lupo è indicato tra le specie di maggiore rilevanza conservazionistica, insieme ad altri mammiferi minacciati a scala nazionale come gatto selvatico e lontra.

Cinghiale

Il cinghiale è uno degli animali selvatici più conosciuti e diffusi negli ambienti boschivi e collinari della Calabria. Frequenta boschi, macchie, aree agricole marginali e zone di transizione tra natura e campagna. La sua presenza è spesso più evidente attraverso segni indiretti che tramite avvistamenti diretti: terreno smosso, passaggi nella vegetazione, impronte nel fango e tracce vicino ai corsi d’acqua.

È una specie adattabile, capace di vivere in contesti diversi. Questa caratteristica lo rende importante dal punto di vista ecologico, ma anche complesso nella gestione territoriale, soprattutto quando si avvicina ad aree coltivate o periurbane.

Per il lettore interessato alla fauna calabrese, il punto essenziale è non confondere la frequenza del cinghiale con una sua prevedibilità. Anche se è relativamente comune, resta un animale selvatico. Va osservato a distanza, senza avvicinarsi, senza tentare di nutrirlo e con particolare prudenza in presenza di piccoli.

Volpe, tasso, faina e martora

Volpe, tasso, faina e martora rappresentano una parte meno appariscente ma molto significativa della fauna della Calabria. Sono mammiferi adattabili, spesso notturni o crepuscolari, legati a boschi, margini agricoli, aree rupestri, macchie e ambienti collinari.

La volpe è probabilmente la più riconoscibile, perché può frequentare anche zone vicine agli insediamenti umani. Il tasso è più difficile da vedere, ma può lasciare tracce evidenti nei terreni morbidi. Faina e martora sono carnivori agili, discreti, legati a contesti forestali o misti, dove trovano rifugio e prede.

Queste specie sono importanti perché mostrano quanto la fauna calabrese non sia fatta solo di grandi animali simbolici. La vera ricchezza naturale di un territorio si misura anche nella presenza di predatori medi, piccoli mammiferi e specie che mantengono attivi gli equilibri ecologici.

Capriolo e altri mammiferi dei territori montani

Il capriolo è presente in alcune aree montane dell’Appennino meridionale e viene associato soprattutto ad ambienti forestali, radure e zone poco disturbate. Nel Pollino, il capriolo è citato come una delle specie caratteristiche della fauna del parco, insieme al lupo e ad altri mammiferi dell’ambiente appenninico.

Accanto al capriolo, i territori montani calabresi ospitano numerosi mammiferi più piccoli: roditori, insettivori, mustelidi e specie legate ai boschi. Sono animali meno noti al grande pubblico, ma fondamentali per la catena alimentare. Molti diventano prede per rapaci e carnivori, contribuendo all’equilibrio degli ecosistemi.

La montagna calabrese non va quindi letta solo come paesaggio panoramico. È un ambiente vivo, in cui la fauna si distribuisce secondo quota, copertura vegetale, presenza d’acqua, disturbo umano e continuità degli habitat.

In quali habitat vive la fauna della Calabria?

La fauna della Calabria cambia molto da un ambiente all’altro. La stessa regione ospita specie forestali, animali d’alta quota, fauna fluviale, uccelli delle zone umide e specie marine. Capire gli habitat è il modo migliore per comprendere davvero dove vivono gli animali e perché alcune zone sono più ricche di altre.

Boschi e montagne

Boschi e montagne sono il cuore della fauna selvatica calabrese. Sila, Aspromonte, Pollino e Serre offrono faggete, pinete, valloni, altopiani, radure e aree meno antropizzate. Questi ambienti sono adatti a lupo, volpe, tasso, faina, martora, rapaci, picchi, anfibi e numerose specie minori.

Nei boschi maturi la fauna trova rifugio, cibo e corridoi naturali per spostarsi. Le radure e i margini forestali sono importanti perché mettono in contatto ambienti diversi: qui molte specie cercano cibo senza allontanarsi troppo dalla protezione del bosco.

La montagna calabrese è particolarmente interessante perché non è uniforme. La Sila ha altopiani, laghi e grandi foreste; l’Aspromonte presenta versanti ripidi, vallate profonde e ambienti più aspri; il Pollino conserva caratteri appenninici marcati. Questa varietà rende la fauna distribuita in modo diverso da zona a zona.

Fiumi, laghi e zone umide

Fiumi, laghi e zone umide sono essenziali per anfibi, rettili, uccelli acquatici e piccoli mammiferi. In Calabria le fiumare hanno un ruolo particolare: possono apparire secche o povere d’acqua in alcuni periodi, ma rappresentano corridoi ecologici importanti, capaci di collegare montagne, colline e coste.

Gli anfibi dipendono dalla qualità degli ambienti umidi. Rane, rospi, salamandre e altre specie necessitano di acqua pulita, vegetazione ripariale e zone poco disturbate. Anche molti uccelli sfruttano laghi, invasi, stagni e aree umide come luoghi di alimentazione o sosta durante gli spostamenti stagionali.

Questi ambienti sono fragili. Inquinamento, captazioni d’acqua, cementificazione delle sponde e disturbo umano possono ridurre rapidamente la presenza della fauna. Per questo, quando si visita un’area fluviale o lacustre, è importante restare sui percorsi esistenti e non alterare rive, pozze o vegetazione.

Coste e mare

Le coste calabresi ospitano una fauna diversa da quella dell’interno. Spiagge, dune, scogliere, fondali, praterie marine e tratti costieri meno urbanizzati sono ambienti importanti per uccelli marini, pesci, invertebrati, tartarughe marine e cetacei del Mediterraneo.

La costa ionica reggina è particolarmente rilevante per la nidificazione della Caretta caretta, tanto che il progetto LIFE Caretta Calabria la indica come una delle aree più importanti in Italia per questa specie.

Il mare calabrese non va considerato soltanto come risorsa balneare. È un ecosistema con equilibri delicati, in cui luci artificiali, rifiuti, pesca accidentale, traffico nautico e disturbo sulle spiagge possono incidere sulla fauna. Conoscere questa dimensione aiuta a vivere la costa con maggiore consapevolezza.

Quali uccelli si possono osservare in Calabria?

Gli uccelli sono una componente fondamentale della fauna in Calabria, perché la regione offre ambienti molto diversi e una posizione geografica favorevole agli spostamenti stagionali. Nei boschi montani vivono specie forestali, nelle aree aperte si osservano rapaci e passeriformi, mentre zone umide e coste richiamano uccelli acquatici e migratori.

I rapaci meritano attenzione particolare. Poiana, gheppio, sparviere, falchi e altri uccelli da preda frequentano aree aperte, versanti, boschi e zone rupestri. L’Aspromonte è noto anche per la presenza di rapaci e per progetti di tutela legati a specie come il nibbio reale, oggetto di interventi di conservazione nel territorio del parco.

Gli uccelli migratori trovano nella Calabria un territorio di passaggio tra Mediterraneo, penisola italiana e aree più settentrionali. Non tutte le specie si fermano a lungo, ma coste, fiumare, zone umide e rilievi possono diventare punti di sosta e alimentazione.

Per chi vuole osservare l’avifauna, la regola più importante è la pazienza. Gli uccelli si osservano meglio all’alba, al tramonto e nei luoghi dove il disturbo è minore. Binocolo, silenzio e distanza sono più utili di qualsiasi avvicinamento improvvisato.

Ci sono rettili e anfibi in Calabria?

Sì, rettili e anfibi sono presenti in Calabria e rappresentano una parte molto importante della biodiversità regionale. Spesso vengono raccontati poco perché attirano meno attenzione dei mammiferi, ma sono indicatori preziosi della qualità degli ambienti.

Tra i rettili si trovano lucertole, gechi, ramarri, serpenti e testuggini. Alcune specie vivono in ambienti secchi e assolati, altre preferiscono margini di bosco, pietraie, muretti a secco o zone con vegetazione bassa. Nel Parco Nazionale dell’Aspromonte sono citati, tra gli altri, vipera, cervone, ramarro occidentale e testuggine di Hermann.

Gli anfibi sono legati soprattutto all’acqua e agli ambienti umidi. Salamandre, rane, rospi e ululoni vivono in boschi freschi, torrenti, pozze temporanee e aree montane ricche di umidità. Sempre nell’Aspromonte sono segnalate specie come salamandra pezzata, salamandrina dagli occhiali e ululone appenninico.

Il modo corretto di rapportarsi a rettili e anfibi è semplice: non toccarli, non spostarli e non danneggiare i loro microhabitat. Anche una pozza apparentemente insignificante può essere fondamentale per la riproduzione di una specie.

Quali animali vivono nel mare della Calabria?

Il mare della Calabria ospita una fauna mediterranea composta da pesci, molluschi, crostacei, tartarughe marine, cetacei e numerosi organismi legati ai fondali. La biodiversità varia tra costa ionica e tirrenica, fondali rocciosi e sabbiosi, tratti profondi e aree costiere meno disturbate.

La tartaruga marina Caretta caretta è una delle specie più significative. Le coste calabresi, in particolare alcuni tratti ionici, sono coinvolte da anni in attività di monitoraggio, tutela dei nidi e protezione delle schiuse. ISPRA ha segnalato che i nidi di Caretta caretta in Italia risultano concentrati soprattutto in regioni come Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

Nel Mediterraneo sono presenti anche cetacei come stenelle, tursiopi, grampi, capodogli e balenottere comuni, con distribuzioni variabili in base ad area, profondità e disponibilità di cibo. ISPRA coordina attività di monitoraggio dei cetacei lungo transetti che includono anche il Mar Ionio, utili per studiare presenza e dinamiche delle popolazioni marine.

Quando si parla di fauna marina calabrese bisogna evitare promesse di avvistamento. La presenza di una specie non significa che sia facile incontrarla. Il valore principale è conoscere gli ecosistemi, rispettare spiagge e fondali, ridurre il disturbo e segnalare eventuali animali in difficoltà agli enti competenti.

Dove si trova la fauna più interessante della Calabria?

La fauna più interessante della Calabria si concentra nelle aree dove gli habitat sono più integri, continui e protetti. I parchi nazionali hanno un ruolo centrale, ma non sono gli unici luoghi rilevanti. Anche Serre, fiumare, zone umide, coste sabbiose e aree marine contribuiscono alla biodiversità regionale.

Parco Nazionale della Sila

Il Parco Nazionale della Sila è uno degli ambienti più importanti per conoscere la fauna montana della Calabria. Boschi, altopiani, laghi e aree umide interne creano condizioni adatte a mammiferi, uccelli, anfibi e rettili. Il parco segnala una ricca biodiversità animale, con numerose specie di vertebrati autoctoni e una fauna invertebrata ancora più ampia.

La Sila è particolarmente interessante perché unisce grandi foreste, ambienti aperti e presenza d’acqua. Questa combinazione favorisce specie diverse e permette di leggere con chiarezza il rapporto tra fauna e habitat.

Chi visita la Sila deve ricordare che gli animali selvatici non sono attrazioni. L’esperienza più corretta è osservare l’ambiente, riconoscere tracce, ascoltare i suoni del bosco e mantenere sempre un comportamento rispettoso.

Parco Nazionale dell’Aspromonte

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è uno degli ambienti più selvaggi e complessi della Calabria. Vallate profonde, boschi, crinali, corsi d’acqua e zone rupestri creano habitat adatti a mammiferi, rapaci, rettili e anfibi.

L’Aspromonte è particolarmente rilevante per la varietà di microambienti. In poco spazio cambiano esposizione, altitudine, vegetazione e umidità, con effetti diretti sulla distribuzione della fauna. Rettili e anfibi trovano qui ambienti molto diversi, mentre i rapaci sfruttano versanti, correnti ascensionali e aree meno disturbate.

Il parco è anche un luogo in cui la tutela della fauna passa attraverso progetti specifici e attenzione agli equilibri naturali. Per il visitatore, il modo migliore per comprenderlo è evitare letture superficiali: l’Aspromonte non è solo montagna panoramica, ma un sistema ecologico delicato.

Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è un’area appenninica di grande importanza, condivisa tra Calabria e Basilicata. È uno dei territori più significativi per la fauna montana del Sud Italia, grazie all’estensione, alla varietà degli habitat e alla presenza di aree poco antropizzate.

Nel Pollino sono associati alla fauna del parco animali come lupo, capriolo e numerose specie legate ai boschi e agli ambienti aperti montani. Il territorio offre rifugio a mammiferi, rapaci, rettili, anfibi e piccoli animali spesso poco visibili ma ecologicamente essenziali.

Il valore del Pollino sta anche nella continuità degli ambienti. Per molte specie selvatiche, la possibilità di spostarsi su territori ampi e relativamente integri è decisiva. Per questo il parco non va percepito solo come meta escursionistica, ma come grande corridoio naturale.

Serre calabresi

Le Serre calabresi sono un territorio spesso meno raccontato rispetto a Sila, Pollino e Aspromonte, ma molto interessante per la fauna. Boschi, valloni, corsi d’acqua e ambienti umidi favoriscono mammiferi elusivi, uccelli forestali, anfibi e rettili.

Questa zona ha un valore particolare perché rappresenta un collegamento naturale tra diverse parti della Calabria. Gli ambienti boschivi e le aree meno urbanizzate possono funzionare come spazi di rifugio e passaggio per molte specie.

Per il lettore interessato alla fauna calabrese, le Serre sono utili anche perché mostrano una biodiversità meno spettacolare ma concreta. Qui il fascino non sta nella ricerca dell’animale raro a tutti i costi, ma nella lettura del paesaggio: umidità, boschi, ruscelli, silenzio e tracce diventano elementi centrali dell’esperienza naturalistica.

Aree costiere e zone umide

Le aree costiere e le zone umide sono fondamentali per completare il quadro della fauna in Calabria. Le spiagge sabbiose possono avere un ruolo nella nidificazione della Caretta caretta, mentre stagni, lagune, foci e tratti umidi attirano uccelli acquatici, anfibi e numerose specie minori.

La costa non è tutta uguale. I tratti più naturali, con dune, vegetazione spontanea e minore disturbo, hanno un valore ecologico molto più alto rispetto alle aree fortemente urbanizzate. Anche le foci dei corsi d’acqua possono essere importanti, perché collegano ambienti interni e marini.

Chi frequenta questi luoghi dovrebbe prestare attenzione a luci notturne, rifiuti, rumori e accesso incontrollato alle dune. Piccoli comportamenti sbagliati possono avere effetti pesanti su nidi, pulcini, anfibi e specie che dipendono da habitat fragili.

È facile vedere animali selvatici in Calabria?

Vedere animali selvatici in Calabria è possibile, ma non sempre facile. La presenza di una specie in un territorio non significa che l’avvistamento sia probabile. Molti animali sono elusivi, si muovono all’alba o al tramonto, evitano i rumori e percepiscono la presenza umana molto prima di essere visti.

Gli incontri più probabili riguardano uccelli, lucertole, piccoli mammiferi, tracce di cinghiale o segni lasciati dagli animali nel terreno. Lupo, gatto selvatico, martora e altre specie più discrete sono difficili da osservare direttamente. In molti casi, il modo più realistico per conoscere la fauna è imparare a leggere impronte, escrementi, penne, tane, richiami e movimenti nella vegetazione.

L’errore più comune è cercare animali come se fossero elementi garantiti di un itinerario. La fauna non segue le aspettative del visitatore. Dipende da stagione, meteo, orario, disponibilità di cibo, disturbo umano e caratteristiche dell’habitat.

Per vivere meglio l’esperienza, è utile camminare lentamente, parlare poco, fermarsi spesso e osservare i margini tra bosco e radura. La natura calabrese premia chi sa aspettare, non chi cerca l’avvistamento rapido.

Come osservare la fauna calabrese senza disturbarla?

Osservare la fauna calabrese in modo corretto significa mettere il benessere degli animali prima del desiderio di avvicinarsi. La regola principale è mantenere sempre una distanza adeguata. Un animale che cambia direzione, fugge, si immobilizza o mostra agitazione sta già comunicando un disturbo.

Non bisogna mai dare cibo agli animali selvatici. Anche un gesto apparentemente innocuo può modificare il loro comportamento, renderli dipendenti dalla presenza umana o aumentare il rischio di incidenti. Lo stesso vale per i cuccioli: non vanno toccati, avvicinati o “salvati” senza indicazioni di personale competente, perché spesso la madre è nei dintorni.

Nei parchi e nelle aree naturali è importante restare sui sentieri, evitare rumori forti, non raccogliere animali, uova o nidi, non spostare rettili e anfibi e non danneggiare pietre, tronchi, pozze o vegetazione ripariale. Molte specie dipendono proprio da questi microhabitat.

Un binocolo è lo strumento più utile per osservare senza invadere. Anche la fotografia deve restare responsabile: nessuna immagine giustifica l’avvicinamento eccessivo a un animale, a un nido o a una tana.

Qual è il periodo migliore per conoscere la fauna in Calabria?

Il periodo migliore per conoscere la fauna della Calabria dipende dall’ambiente e dalle specie che si vogliono osservare. Non esiste una stagione perfetta per tutto, ma ogni momento dell’anno offre occasioni diverse.

Primavera

La primavera è uno dei periodi più interessanti per osservare la fauna in Calabria. Molti animali aumentano l’attività, gli uccelli cantano e nidificano, gli anfibi frequentano pozze e corsi d’acqua, la vegetazione rende gli habitat più ricchi di cibo e riparo.

È una stagione adatta per boschi, aree umide, parchi nazionali e zone collinari. Proprio perché è un periodo delicato per la riproduzione di molte specie, bisogna prestare particolare attenzione a non disturbare nidi, tane e ambienti umidi.

Estate

L’estate rende più accessibili molte aree montane e costiere, ma porta anche caldo, maggiore presenza umana e più disturbo. Nelle ore centrali della giornata molti animali riducono l’attività, mentre alba e tramonto diventano momenti più favorevoli.

Sulle coste, l’estate è una stagione delicata per la Caretta caretta, soprattutto nei tratti interessati dalla nidificazione. Luci, rumori, mezzi sulla spiaggia e presenza non controllata possono creare problemi. Vivere il mare in modo responsabile significa anche rispettare gli spazi della fauna.

Autunno

L’autunno è un periodo molto valido per conoscere boschi e aree montane della Calabria. Le temperature diventano più miti, alcuni animali aumentano l’attività e i paesaggi forestali permettono una lettura più attenta dell’ambiente.

È una stagione interessante anche per osservare movimenti dell’avifauna e segni di presenza dei mammiferi. Nei boschi, il terreno umido può rendere più visibili impronte e tracce. L’approccio migliore resta quello lento: ascoltare, osservare e interpretare.

Inverno

L’inverno è più complesso nelle aree montane, soprattutto in presenza di neve, freddo e sentieri meno accessibili. Proprio per questo può offrire una percezione più autentica degli ambienti selvatici, con minore pressione turistica e tracce più leggibili sul terreno.

Non è la stagione più semplice per vedere animali, ma può essere utile per capire come la fauna si adatta alle condizioni difficili. In montagna servono prudenza, abbigliamento adeguato e rispetto delle eventuali limitazioni presenti nei parchi.

Domande frequenti sulla fauna in Calabria

Queste risposte chiariscono i dubbi più comuni sulla fauna Calabria, mantenendo il focus sugli animali, sugli habitat e sui comportamenti corretti da adottare nelle aree naturali.

Ci sono lupi in Calabria?

Sì, il lupo è presente in Calabria, soprattutto negli ambienti montani e forestali più adatti. È associato a grandi aree naturali come Sila, Aspromonte e Pollino, dove trova rifugio e spazi di movimento.

La sua presenza non significa che sia facile vederlo. Il lupo evita normalmente il contatto con le persone ed è molto più probabile rilevarne tracce che incontrarlo direttamente. Va considerato una specie selvatica da rispettare, non un’attrazione da cercare.

Quali sono gli animali più comuni in Calabria?

Tra gli animali più comuni o più facilmente riconoscibili ci sono volpi, cinghiali, piccoli mammiferi, lucertole, gechi, uccelli forestali, rapaci e specie legate agli ambienti rurali. La facilità di osservazione cambia molto in base al luogo.

Nei boschi si notano più spesso tracce che animali. Lungo le coste e nelle zone umide possono essere più visibili uccelli e fauna minore. La Calabria non ha un solo tipo di fauna: cambia molto tra montagna, collina, fiumare e mare.

Dove vedere animali selvatici in Calabria?

Gli ambienti più adatti per conoscere la fauna selvatica sono i parchi nazionali della Sila, dell’Aspromonte e del Pollino, insieme alle Serre calabresi, alle fiumare, alle zone umide e ai tratti costieri meno disturbati.

“Vedere” non significa sempre avvistare da vicino. Nei luoghi naturali migliori si imparano a leggere tracce, ascoltare richiami, osservare voli e riconoscere gli habitat. È questo l’approccio più corretto e realistico.

In Calabria ci sono animali pericolosi?

In Calabria vivono animali selvatici che richiedono rispetto e prudenza, ma non bisogna affrontare il tema con allarmismo. Serpenti, cinghiali e altri animali possono creare situazioni problematiche solo se disturbati, avvicinati o gestiti in modo scorretto.

La prevenzione è semplice: restare sui sentieri, guardare dove si mettono mani e piedi, non avvicinare animali selvatici, non offrire cibo e tenere la giusta distanza. La maggior parte degli animali evita l’uomo se non viene infastidita.

Quali parchi calabresi sono più importanti per la fauna?

I parchi più importanti per la fauna calabrese sono il Parco Nazionale della Sila, il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Nazionale del Pollino. A questi si aggiungono le Serre calabresi, le aree protette costiere, le zone umide e i siti marini di interesse naturalistico.

La Sila è centrale per boschi, altopiani e fauna montana; l’Aspromonte per ambienti aspri, vallate e biodiversità; il Pollino per la continuità degli habitat appenninici. Insieme raccontano la parte più ricca e complessa della fauna della Calabria.

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