Fierce Woman, a Reggio Calabria l’umanità diventa protagonista

Al ristorante Tera di Reggio Calabria ieri sera il progetto Fierce ha celebrato tre donne simbolo di solidarietà, impegno sociale ed empatia

Fierce Woman 26 marzo

Un racconto di umanità nel cuore di Reggio Calabria. In un tempo in cui l’indifferenza sembra guadagnare spazio nella quotidianità, esistono storie che riportano al centro i valori più autentici dell’essere umano. È in questo contesto che si inserisce l’evento Fierce Woman”, andato in scena ieri sera, 26 marzo, al ristorante Tera. 

Una serata intensa, partecipata, capace di intrecciare emozioni, testimonianze e impegno concreto. Al centro, tre donne accomunate da un filo invisibile ma potente: la dedizione verso gli altri.

Il progetto Fierce, ideato e promosso dall’architetto Laura Pizzimenti, continua così il suo percorso di valorizzazione di figure che trasformano la solidarietà in azione quotidiana. «Le presentiamo con orgoglio all’interno della Costellazione Fierce – ha dichiarato – un progetto che celebra donne di valore impegnate a rendere il mondo un posto migliore».

Il tema: umanità come risposta al presente

Il filo conduttore della serata è stato chiaro sin dall’inizio: “umanità”. Un concetto scelto non a caso, come ha spiegato la stessa Pizzimenti.

«Viviamo un momento complesso, attraversato da conflitti globali e da piccole guerre quotidiane. In questo scenario credo che empatia, amicizia, solidarietà e altruismo siano la vera risposta», ha affermato, sottolineando anche la necessità di contrastare fenomeni come misantropia e indifferenza.

Le tre protagoniste della serata incarnano proprio questo approccio: non solo raccontano l’umanità, ma la praticano ogni giorno, attraverso il loro impegno sociale e professionale.

Tre storie, un unico impegno: solidarietà concreta

Rosanna Scopelliti e la forza della memoria che diventa azione

Presidente della Fondazione Scopelliti, Rosanna Scopelliti rappresenta una delle realtà più attive del territorio calabrese. Il suo lavoro si muove tra sostegno ai più fragili, progetti educativi e promozione della legalità.

«Questo riconoscimento non è solo mio – ha precisato la Scopelliti – ma appartiene a tutte le persone che animano quotidianamente la Fondazione. Da soli non saremmo nulla». Dalla tutela delle vittime di violenza al supporto legale per le vittime di mafia, fino ai progetti per i giovani e per i ragazzi autistici, l’attività della Fondazione nasce dall’eredità morale del giudice Antonino Scopelliti. «Cerchiamo di trasformare la memoria in impegno concreto, perché il ricordo da solo non basta». Accanto a lei, nel ruolo di madrina, Adele Briganti, figura storica del volontariato.

Simona Argento e il “Corredino sospeso” che aiuta centinaia di famiglie

Simona Argento, presidente dell’associazione Pandora, è l’anima di uno dei progetti solidali più significativi degli ultimi anni: il “Corredino sospeso”.

Nato sei anni fa da un’esperienza personale, oggi il progetto sostiene circa 600 famiglie, offrendo beni essenziali per i bambini senza alcuna distinzione economica. «Non chiediamo ISEE – ha spiegato – perché non siamo qui per giudicare. Siamo una famiglia che aiuta altre famiglie». Attraverso una rete organizzata e responsabile, l’associazione raccoglie e distribuisce vestiti e kit nascita, affiancando anche attività sanitarie e di prevenzione grazie al supporto di medici volontari.

«Il messaggio è semplice: la nostra generazione deve fare di più. Anche piccoli gesti, anche dietro un computer, possono fare la differenza». Per lei, madrina della serata è stata proprio Laura Pizzimenti, con cui condivide un legame costruito negli anni.

Paola Morabito, tra medicina e volontariato

Giovane medico e presidente del Rotaract Reggio Calabria Sud Parallelo 38, Paola Morabito incarna il connubio tra professione e impegno sociale.

«Parlerò dell’umanità sia nel mio ruolo di medico che in quello associativo», ha raccontato, evidenziando come il servizio agli altri sia il filo conduttore della sua vita. Tra le iniziative più significative, la raccolta fondi realizzata attraverso eventi solidali, capaci di coinvolgere centinaia di persone. «Essere qui è per me un onore – ha aggiunto con sincerità – soprattutto accanto a donne che considero punti di riferimento». Il suo padrino nella Costellazione Fierce è Marco Parisi, simbolo della partecipazione maschile al progetto.

Una rete che unisce e genera valore

Uno degli elementi distintivi di Fierce è proprio la creazione di connessioni. La cerimonia prevede infatti una cena conviviale seguita dalla presentazione delle protagoniste, in un clima di condivisione che favorisce nuove collaborazioni.

A condurre la serata è stato Benvenuto Marra, speaker radiofonico e primo “Fierce Man” del progetto.

«Fierce è un luogo di incontro tra persone di spessore – ha dichiarato – da cui possono nascere collaborazioni e ricadute positive per il territorio».

La serata è stata accompagnata dal dj set di Serena Vinacci e dal reportage fotografico di Alfredo Muscatello, contribuendo a creare un’atmosfera elegante e partecipata.

Un progetto che guarda oltre

Nato inizialmente per valorizzare l’universo femminile, Fierce ha progressivamente ampliato il suo raggio d’azione includendo anche figure maschili.

«Il progetto Fierce è per le persone – ha chiarito la Pizzimenti –. Vogliamo valorizzare chi fa rete e sostiene il tessuto sociale».

Un messaggio inclusivo, che mette al centro il valore delle relazioni e della collaborazione. Le storie delle tre Fierce Woman dimostrano che l’impegno individuale può generare cambiamenti reali, anche in contesti complessi.

In una società che spesso sembra dimenticare il valore dei legami, il progetto Fierce restituisce quindi centralità all’umanità autentica, fatta di gesti concreti, coraggio e responsabilità. E forse è proprio da qui che può ripartire una nuova idea di comunità.

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