Giornata dei Giusti: due melograni per la memoria al Parco Lineare Sud

A Reggio Calabria celebrata oggi la Giornata dei Giusti: al Parco Lineare Sud piantati due melograni dedicati a Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca e panchine decorate dagli studenti del liceo Campanella-Preti-Frangipane

Giardino dei Giusti Parco Lineare Sud

Germogli di memoria per il futuro. Così si può sintetizzare l’evento di oggi, 6 marzo, che ha visto celebrare la Giornata dei Giusti 2026 al Parco Lineare Sud, trasformando la collinetta affacciata sullo Stretto in uno spazio di ricordo, riflessione e impegno civile. Al centro dell’iniziativa la messa a dimora di due alberi di melograno, dedicati a Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca, due figure diverse ma accomunate dalla stessa scelta: salvare vite umane nei momenti più bui della storia.

L’evento è stato realizzato su proposta del Comitato di quartiere Ferrovieri-Pescatori, insieme al Liceo T. Campanella – M. Preti – A. Frangipane, guidato dalla dirigente Lucia Zavettieri, con la collaborazione della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dell’Archivio di Stato e della Fondazione Perlasca.

Il progetto: una collinetta che diventa giardino della memoria

Nei giorni scorsi gli studenti hanno decorato alcune panchine del parco con citazioni di Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca. Oggi, accanto a quelle frasi, sono stati piantati i due alberi simbolo della giornata, trasformando l’area in un primo nucleo di quello che potrebbe diventare un vero giardino della memoria.

L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: trasformare la collinetta del Parco Lineare Sud in un luogo permanente dedicato ai Giusti.

Durante l’incontro, l’Archivio di Stato ha portato alcuni documenti storici, esposti per permettere ai presenti di conoscere il contesto storico e le figure ricordate.

L’idea è quella di arricchire ulteriormente il luogo con una targa commemorativa, così da renderlo ufficialmente uno spazio di memoria condivisa per la città.

Un progetto che punta a lasciare un segno nel territorio e a parlare soprattutto alle generazioni più giovani.

Bianca Ripepi e Giorgio Perlasca, il coraggio di salvare vite

Le due figure ricordate oggi, in occasione della Giornata europea dei Giusti, che si celebra ogni anno il 6 marzo per diffondere i valori della responsabilità, della solidarietà e della difesa della dignità umana, rappresentano esempi di responsabilità morale in tempi di persecuzione.

Bianca Ripepi, nata proprio nel quartiere Ferrovieri di Reggio Calabria, durante la sua permanenza in Grecia contribuì a salvare numerosi ebrei dalla persecuzione. Tra questi anche una bambina che riuscì a proteggere falsificando i documenti e facendola passare come sua figlia.

Giorgio Perlasca, invece, a Budapest riuscì a proteggere migliaia di persone dalla deportazione nei campi di sterminio, fingendosi console spagnolo e rilasciando documenti di protezione.

Due storie diverse, unite dalla stessa forza di opporsi all’ingiustizia.

Gli studenti protagonisti della memoria

Un ruolo centrale nell’iniziativa è stato svolto dagli studenti della classe V L del Liceo Artistico, protagonisti della decorazione delle panchine e del lavoro di valorizzazione del luogo.

La classe è composta da: Giada Arcudi, Alessio Capizzi, Angela Sofia Demaria, Laura Di Prima, Delia Andrea Enake, Cristel Ficara, Angela Stella Giannilivigni, Francesca Pia Gironda, Barbara Iacopino, Ramandeep Kaur, Demetrio Liconti, Caterina Ana Maria Lipari Badita, Vincenzo Mancini, Marisol Morello, Giuseppe Maria Oliva, Jasmine Pedà, Asia Quatrone, Federica Raffa, Martina Ritondale, Maria Saccà, Demetrio Spanti e Lucia Zucco.

A nome della classe, la studentessa Martina Ritondale ha spiegato il senso del lavoro svolto: «Quest’anno, proprio in occasione della Giornata dei Giusti europei, che coincide anche con il compleanno di Bianca Ripepi, noi studenti della quinta, accompagnati dalle professoresse e dal Comitato di quartiere Ferrovieri-Pescatori, in sinergia con la Fondazione Giorgio Perlasca, abbiamo riportato due citazioni molto significative dei due Giusti fra le Nazioni. Sono frasi che contengono raccomandazioni di chi è riuscito a fare del bene in un periodo buio della storia e che, soprattutto oggi, sembrano parlare direttamente a noi giovani, ricordandoci il nostro ruolo di cittadini del domani».

Il significato dei melograni e il messaggio di pace

A spiegare il senso dell’iniziativa è stata Filomena Malara, presidente del Comitato di quartiere rioni Ferrovieri-Pescatori, promotore del progetto. «Siamo qui per celebrare la Giornata dei Giusti e ricordare persone che, anche in momenti di grande difficoltà, non si sono voltate dall’altra parte ma hanno scelto di fare la cosa giusta», ha detto.

Il Comitato aveva già dedicato iniziative alla memoria di Bianca Ripepi, riconosciuta nel 2015 Giusta tra le Nazioni, e quest’anno ha deciso di aggiungere un nuovo tassello ricordando anche Giorgio Perlasca.

«Le panchine sono dedicate una a Bianca Ripepi e una a Giorgio Perlasca. Abbiamo voluto mettere a dimora due melograni, dopo aver chiesto le autorizzazioni al Comune. Il melograno è un albero simbolico per molte religioni e culture, ma è anche resistente alla salsedine: ci sembrava perfetto per questo luogo. È un simbolo di vita e di rinascita».

Il progetto potrebbe proseguire già dal prossimo anno con il ricordo di Gaetano Marrari, maresciallo reggino che durante la guerra mostrò grande umanità verso gli ebrei internati nel campo di concentramento di Ferramonti.

«Quando dopo l’8 settembre i tedeschi ricevettero l’ordine di uccidere gli ebrei dei campi – ha raccontato Malara – Marrari ebbe l’idea di issare una bandiera gialla e dichiarare che il campo era in isolamento per colera. In questo modo impedì l’ingresso dei tedeschi e salvò molte vite».

La presidente del Comitato ha poi lanciato un messaggio forte: «Noi siamo contro tutte le guerre. In un momento storico come questo, iniziative come questa sono importanti perché ricordano che l’uomo dovrebbe sempre rispettare l’altro. Noi lo diciamo chiaramente: siamo per la pace».

Il sostegno delle istituzioni e della cultura

Alla cerimonia era presente anche il consigliere comunale Massimiliano Merenda, delegato a parchi, giardini, decoro e arredo urbano.

«Ringrazio il Comitato e tutti coloro che hanno avuto l’idea di creare un nuovo luogo di memoria storica – ha dichiarato –. In città ne esistono già diversi e sono fondamentali perché danno valore a chi, negli anni della guerra, ha messo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri».

Merenda ha sottolineato come il Parco Lineare Sud possa diventare anche un luogo di cultura, oltre che di bellezza e socialità.

«Siamo felici che questo parco inizi a respirare anche storia. Senza cultura non andiamo da nessuna parte. Piantare un albero oggi significa lasciare qualcosa che crescerà nel tempo e che permetterà alle persone di fermarsi, leggere quelle frasi e riflettere sull’essenza dell’essere umano».

Un luogo di memoria per raccontare la storia

Per Nunzio Tripodi, direttore del MAAF, il luogo scelto ha anche un forte valore simbolico. «Siamo in un’area dove, in sostanza, è nata la città, nella zona di Calamizzi. Qui arrivarono i greci ed è stato un punto di attrazione importante. Per questo è un luogo che deve conservare e raccontare la storia».

Tripodi ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino un messaggio di pace, soprattutto in un periodo storico segnato da conflitti.

«Dobbiamo fare in modo che Reggio diventi un luogo che porta un messaggio di pace. Coinvolgere i giovani è fondamentale: devono crescere con una mentalità che non sia quella della guerra ma quella della pace».

I documenti dell’Archivio di Stato

A dare un contributo storico all’iniziativa è stato anche l’Archivio di Stato di Reggio Calabria, diretto da Angela Pulejo.

«Quando si parla di memoria – ha spiegato la direttrice – l’Archivio di Stato ha un ruolo primario nel ricordare momenti importanti della nostra storia e le persone che meritano di essere ricordate».

Per l’occasione sono stati esposti documenti relativi a Bianca Ripepi e Gaetano Marrari, entrambi riconosciuti a Yad Vashem come Giusti tra le Nazioni.

Tra i materiali mostrati anche un documento del Ministero dell’Interno che vietava l’ingresso negli Archivi di Stato alle persone di razza ebraica, testimonianza diretta delle leggi razziali.

«La memoria spesso resta chiusa dentro gli archivi – ha aggiunto la Pulejo –. Oggi siamo qui proprio per aprirla alla cittadinanza e far conoscere queste storie».

Il testimone della memoria tra le generazioni

Secondo Fabio Arichetta, deputato di Storia Patria per la Calabria, l’iniziativa nasce dalla volontà di raccogliere e trasmettere il messaggio lasciato dai Giusti.

«Il nostro compito – ha spiegato – è quello di raccogliere il loro testamento morale e tramandarlo. Giorgio Perlasca, nella famosa intervista alla trasmissione Rai “Mixer”, insisteva proprio su questo: raccontare ai giovani ciò che è accaduto, affinché sappiano riconoscere i segnali di pericolo e abbiano la forza di ribellarsi».

«Noi – ha aggiunto – siamo un po’ come una busta da lettera che trasporta questo messaggio nel tempo, da una generazione all’altra».

Educazione civica e rigenerazione urbana

Il progetto rientra in un percorso educativo più ampio del liceo, come ha spiegato la professoressa Loredana Scopazzo, coordinatrice dell’iniziativa: «Quest’attività fa parte di una programmazione di educazione civica che vuole portare gli studenti a sperimentare concretamente cosa significa creare rigenerazione urbana e luoghi di memoria».

Il percorso era iniziato due anni fa con la realizzazione, nel cortile della scuola, di un’aula all’aperto dedicata a Bianca Ripepi, con la piantumazione di un carrubo e murales che raccontano la sua vita, culminato con l’intitolazione di una piazza a lei dedicata.

«Oggi – ha detto Scopazzo – i ragazzi hanno dato identità a un luogo che prima non ne aveva, semplicemente riportando alcune frasi dei due Giusti. Un piccolo intervento che però può diventare un segno forte per tutta la città».

Il progetto continuerà anche nei prossimi anni con nuovi incontri e nuove figure da ricordare.

Una memoria che guarda al futuro

Tra alberi appena piantati, panchine decorate e documenti storici, la collinetta del Parco Lineare Sud oggi ha assunto un significato nuovo, quello di un luogo dove la memoria diventa racconto di un passato che guarda al futuro. Affinchè le storie di Bianca Ripepi, Giorgio Perlasca e di tutti i “Giusti” continuino a parlare alle nuove generazioni, ricordando che anche nei momenti più difficili della storia c’è sempre una scelta possibile: quella di restare umani. 

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