Giovanni Amendola, 100 anni dopo: il viale della memoria antifascista

Oggi, a cento anni dalla morte di Giovanni Amendola, il ricordo dell’antifascista e la storia del viale a lui dedicato tra memoria, urbanistica e identità cittadina

Giovanni Amendola

Esattamente cento anni fa, il 7 aprile del 1926, in una clinica nei pressi di Cannes moriva, per le conseguenze di un’aggressione subita vicino a Montecatini ad opera di fascisti, il deputato liberale Giovanni Amendola (15.4.1882 – 7.4.1926), che fu una figura di primo piano dell’antifascismo. Fu sottosegretario alle Finanze nel Governo Nitti (1920) e ministro per le Colonie nei due gabinetti Facta (1922).

Dopo il delitto di Giacomo Matteotti, avvenuto nel giugno del 1924, quella di Amendola rimane l’altra grande vergogna del fascismo. Proprio in conseguenza del primo efferato delitto, Giovanni Amendola e gli altri oppositori del regime, avevano abbandonato l’aula di Montecitorio e avevano dato vita al cosiddetto “Aventino”.

Quella di Amendola, quindi, rimane una importante figura dell’antifascismo, da mostrare come esempio alle giovani generazioni.

Il viale Amendola a Reggio Calabria

A Reggio Calabria la figura di Giovanni Amendola è ricordata nella toponomastica con l’intitolazione del viale che da Piazza De Nava si dirige verso nord est, e che prende forma dal Piano Regolatore della ricostruzione post – terremoto del 1911.

Viale Giovanni Amendola comincia praticamente lì dove sorge l’edificio, progettato dall’architetto Marcello Piacentini (1881 – 1960), che ospita il Museo Archeologico Nazionale e termina, contro un palazzo, all’incrocio con Via Achille Sacchi, sulla destra, e con Via Glauco, sulla sinistra.

Dalla toponomastica fascista alla memoria antifascista

In verità, nel periodo del ventennio fascista, il viale era intitolato a Luigi Razza (1892 – 1935), originario di Vibo Valentia che fu ministro dei Lavori Pubblici nel periodo del governo di Benito Mussolini.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale molte strade della zona hanno cambiato nome, in un’idea omogenea di antifascisti. Troviamo, infatti, numerose traverse del Viale Amendola intitolate a: Antonio Gramsci, Don Giovanni Minzoni, Carlo Rosselli, Renato Willermin (ma anche Damiano Chiesa, che appartiene alla categoria degli “Irridentisti”, comunque martire anch’egli della libertà).

Gli edifici simbolo: dalla Casa del Fascio all’ECA

Anche la Casa del Fascio, l’edificio costruito negli anni ’30 ed inaugurato nel 1936, che ospitava la caserma dei Fasci giovanili, era intitolata a Luigi Razza. Oggi questo edificio, che rappresenta uno dei migliori esempi di architettura razionalista, realizzato su progetto dell’ingegnere Flaminio De Mojà, ospita gli uffici staccati del Tribunale Amministrativo Regionale. A Reggio è conosciuto ed indicato anche con l’espressione “la federazione”.

Adiacente alla Casa del Fascio, la bella Piazza del Popolo, che mostra numerose opere artistiche che meriterebbero un immediato restauro conservativo, a cominciare dalle colonne rivestite in travertino che ne chiudono il lato settentrionale.

Architettura, urbanistica e vita quotidiana

Viale Amendola presenta una bella alberatura di Platano, che integra l’edificato, realizzato soprattutto da parte dell’Ente Edilizio, che qui ha costruito alcuni degli isolati più interessanti della sua meritoria attività.

In particolare, all’isolato 54, che venne costruito dall’impresa Giovanni Bilardi, esistono ancora due cancelli – gemelli – che rappresentano una vera opera d’arte, dal momento che rappresentano in maniera artistica e stilizzata i fasci littori, che costituivano un simbolo forte del periodo di Mussolini.

All’isolato 66 sorge un edificio che ha una storia interessante alle spalle: è quello dell’ECA, che a Reggio Calabria veniva denominato “ ‘u caddaru” . Cos’era l’ECA? Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale arrivarono in Italia gli aiuti americani, prima con il piano UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration), poi con il piano Marshall (European Recovery Program), che prese il nome dal sottosegretario di Stato statunitense George Marshall che ne delineò l’impostazione in un celebre discorso tenuto il 5 giugno del 1947 presso l’Università di Harvard. L’anno successivo, nel 1948, il presidente Truman istituì l’Economic Cooperation Administration (ECA), ente incaricato di definire le politiche di aiuto. Ecco da dove deriva quella denominazione. Qui c’erano gli uffici dove venivano i reggini a ritirare i viveri di prima necessità (“ ‘u caddaru” inteso come vettovagliamento) in quegli anni ancora difficili del Secondo dopoguerra.

Negli anni seguenti, in questo edificio vennero ospitati uffici comunali di carattere sanitario, come il centro vaccinazioni.

Prospettive di valorizzazione urbana

Sarebbe da migliorare l’aspetto complessivo del viale, che presenterebbe una prospettiva interessante, se solo si obbligassero le automobili al parcheggio in senso parallelo all’asse principale del viale, così da valorizzare al massimo l’effetto ottico nei due sensi, grazie anche alla bella alberatura.

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