Giulio Regeni e la libertà che resta alla Mediterranea
L’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha aderito all’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”: incontri, cinema e riflessioni sulla libertà di ricerca - GALLERY E VIDEO
Anche l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha aderito all’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni
Il progetto ha coinvolto 76 università e oltre 15mila persone in due mesi di incontri, dibattiti e proiezioni dedicati al tema della libertà di ricerca e di pensiero.
La tappa reggina, fortemente voluta dalla Scuola di Dottorato dell’Università Mediterranea, è stata una delle poche a poter contare sulla presenza dal vivo della senatrice Cattaneo.
«La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ha ricordato la senatrice – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa. Al contrario, Giulio continua a vivere e a “fare cose” attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso valore che Giulio ha difeso da studioso».
I familiari del ricercatore non hanno potuto essere presenti fisicamente all’incontro, ma hanno inviato un breve videomessaggio rivolto agli studenti dell’ateneo.
«Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, professori, studenti e dottorandi, realtà che vanno sempre protette. Dal documentario emerge sia la figura di Giulio, ricercatore integerrimo e appassionato, sia la grave violazione dei diritti umani consumata nei suoi confronti».
Dopo i saluti istituzionali è stato proiettato il docufilm Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, con la regia di Simone Manetti.
La visione del documentario ha dato vita a un confronto partecipato con gli studenti, incentrato non solo sulla figura umana di Giulio Regeni, ma anche sul suo ruolo di dottorando e ricercatore che rivendicava la libertà di studio, di ricerca e di opinione. Un dibattito che ha inevitabilmente toccato anche i profili di diritto internazionale e le numerose ombre che, ancora oggi, circondano uno dei casi più controversi della cronaca contemporanea italiana.
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