Gregorio Preti torna a casa: Taverna inaugura il monumento donato dal MAAF
Domani, sabato 16 maggio 2026, Taverna inaugura il primo monumento bronzeo dedicato a Gregorio Preti, realizzato dal Liceo “Campanella-Preti-Frangipane” e donato dal Museo Frangipane di Reggio Calabria alla città natale del pittore
Dopo secoli di silenzio, la città di Taverna si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri. Domani, sabato 16 maggio 2026, alle ore 11, nella chiesa monumentale di San Domenico e in Piazza del Popolo, sarà presentato ufficialmente il primo monumento bronzeo dedicato a Gregorio Preti, pittore seicentesco nato a Taverna nel 1603 e morto a Roma nel 1672, fratello maggiore e primo maestro del celebre Mattia Preti.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Civico di Taverna, il Liceo artistico “Campanella – Preti – Frangipane” e il Museo “Alfonso Frangipane” di Reggio Calabria, in un progetto culturale promosso dal Comune di Taverna con il contributo della Regione Calabria, nell’ambito della Legge regionale 31/2025.
L’opera rappresenta non soltanto un tributo artistico, ma anche un gesto di restituzione storica verso una figura spesso rimasta in ombra rispetto alla fama di Mattia, pur avendo avuto un ruolo fondamentale nella formazione artistica del fratello oltre che come artista.
Il busto in bronzo nato dalla collaborazione tra Taverna e Reggio Calabria
Il monumento è stato ideato nella scuola di scultura del Liceo “Campanella – Preti – Frangipane” di Reggio Calabria, sotto la cura della docente e scultrice Daniela Nava, autrice dell’opera. La fusione in bronzo è stata realizzata nel laboratorio artistico di Salvatore Dimasi, a San Pietro di Caridà (RC).
L’opera è stata donata alla città di Taverna dallo storico liceo reggino, consolidando ulteriormente il legame culturale tra le due istituzioni museali calabresi.
Alla cerimonia parteciperanno il sindaco di Taverna Sebastiano Tarantino, il direttore del Museo Civico di Taverna Giuseppe Valentino, il direttore del Museo d’Arte Alfonso Frangipane di Reggio Calabria Nunzio Tripodi, il curatore dell’Archivio Frangipane Mario De Pasquale, la dirigente scolastica Lucia Zavettieri e la docente Roberta Filardi, oltre ai rappresentanti del Consiglio di amministrazione del Museo Civico di Taverna.
Il legame tra il Museo Frangipane e Taverna
Alla base del progetto vi è un rapporto istituzionale costruito negli anni tra il Museo Civico di Taverna e il Museo “Alfonso Frangipane” di Reggio Calabria, un gemellaggio culturale che affonda le proprie radici nella figura di Alfonso Frangipane, storico dell’arte e tra i primi studiosi a divulgare l’opera di Mattia Preti.
Il direttore del MAAF, Nunzio Tripodi, ha sottolineato il valore simbolico e culturale dell’iniziativa: “Tra il Museo Alfonso Frangipane e il Museo Civico di Taverna esiste un gemellaggio siglato alcuni anni fa, fortemente voluto insieme a Giuseppe Valentino. È un rapporto che nasce nel solco tracciato da Alfonso Frangipane, il primo a divulgare la figura di Mattia Preti quando era ancora un giovane studente e che mantenne sempre vivo il legame con Taverna, fino a diventare cittadino onorario della città”.
Tripodi ha ricordato anche il legame storico con il celebre monumento dedicato a Mattia Preti presente davanti alla chiesa di San Domenico: “Frangipane fu presidente della commissione del concorso che selezionò l’opera di Michele Guerrisi. Il modello originale in gesso è custodito nel nostro museo, mentre il bronzo si trova oggi nella piazza di San Domenico, davanti al Museo Civico di Taverna. Su quel percorso culturale abbiamo voluto continuare a lavorare”.
La riscoperta di Gregorio Preti
Il nuovo monumento nasce anche da una più ampia operazione di studio e riscoperta della figura di Gregorio Preti, artista che introdusse il fratello Mattia nel mondo della pittura e che già operava a Roma quando il futuro “Cavalier calabrese” muoveva i primi passi.
“Gregorio Preti era un artista di grande valore”, ha spiegato Tripodi. “Fu il fratello maggiore a introdurre Mattia in quel mondo artistico dal quale poi sarebbe emersa una personalità ancora più celebre. Ma Gregorio era davvero un pittore straordinario”.
La realizzazione del busto ha richiesto anche un complesso lavoro di ricerca storica e iconografica. Di Gregorio Preti, infatti, esiste soltanto un disegno, un autoritratto inserito all’interno di una sua opera. “Abbiamo dovuto ricostruire il volto di Gregorio Preti partendo da un unico disegno esistente”, ha precisato ancora Tripodi. “È stato necessario un lavoro articolato di studio e confronto, persino attraverso immagini di Mattia Preti, per arrivare a una fisionomia quanto più possibile vicina alla realtà”.
La pietra di Lazzaro come simbolo del dialogo tra i territori
Accanto al valore artistico dell’opera, il progetto contiene anche un forte elemento simbolico. Tra il busto bronzeo e il basamento marmoreo è stata infatti inserita una lastra in pietra di Lazzaro (o pietra Reggina). “E’ stata inserita tra la scultura e il piedistallo per rappresentare concretamente il legame tra Reggio Calabria e Taverna. È un segno di interscambio culturale e della volontà di continuare a costruire insieme percorsi comuni” ha aggiunto il direttore del MAAF.
L’intervento vuole dunque diventare anche il simbolo di una rete culturale calabrese capace di mettere in relazione musei, scuole, laboratori artistici e istituzioni locali.
Il progetto futuro attorno al monumento
L’attuale collocazione dell’opera in Piazza del Popolo sarà temporanea. Alla stessa “seguirà una programmazione esecutiva finalizzata a un più importante inserimento del monumento nell’area che già ospita la statua di Mattia Preti” ha annunciato infatti il direttore del Museo Civico di Taverna, Giuseppe Valentino.
“Saranno realizzati un piedistallo e uno spazio verde pensati per valorizzare al meglio la fruizione dell’opera, che restituisce finalmente il giusto riconoscimento a uno dei più importanti artisti calabresi del Seicento”.
“Intorno all’iniziativa nasceranno inoltre ulteriori attività culturali e scientifiche: un convegno, un catalogo e una mostra dedicata agli studi preparatori, ai materiali di laboratorio e alla ricostruzione storica dell’opera” ha concluso Tripodi.
Nella piazza che già custodisce il ricordo di Mattia Preti, Taverna ritroverà dunque anche il volto del fratello Gregorio: l’artista che per primo aprì la strada a una delle stagioni più importanti della pittura del Seicento.