Guardia Piemontese e lo scoglio della regina

Tra la Porta del Sangue, le tradizioni valdesi e le leggende dello Scoglio della Regina, Guardia Piemontese racconta secoli di storia, mistero e fascino occitano

Scoglio della Regina

Isola occitana” del meridione italiano, Guardia Piemontese, in provincia di Cosenza, conserva ancora oggi un fascino rimasto intatto nei secoli, col dedalo di viuzze che si intrecciano tra le case e i monumenti dell’antico borgo arroccato, il dialetto provenzale, le tradizioni valdesi e i curiosi costumi che è possibile ammirare tuttora nelle feste locali. Un fascino misterioso, accentuato dalle testimonianze storiche e religiose, come la “Porta del Sangue”, antico ingresso principale del paese che racconta dello sterminio dei Valdesi, il cui innocente sangue si riversò nelle viuzze del centro storico nella notte del 5 giugno 1561, sino ad oltrepassarla; la “Roccia di Pellice”, posta a memoria del tempio valdese, e le caratteristiche casine con gli “spioncini” esterni che permettevano agli inquisitori di controllare la vita degli abitanti a proprio piacimento; ma anche dalle suggestive bellezze naturali, come il “Dito del Diavolo”, roccia dolomitica dalla quale sgorgano sorgenti benefiche e il maestoso “Scoglio della Regina”, circondato da acque cristalline.

Proprio il famoso sperone è protagonista di una serie di rinomate leggende che ne accentuano l’alone di mistero che lo avvolge.

La leggenda del re e della regina dello Scoglio

Si narra che un tempo nei pressi di Guardia, vivesse un re bello, forte e coraggioso con una moglie altrettanto soave e dolce. Entrambi erano follemente innamorati l’uno dell’altra, ma il re, quasi vittima di un sortilegio, non era mai completamente appagato, non sentendosi soddisfatto né delle battaglie che vinceva, né delle prove che superava e vivendo ogni giornata all’insegna di una vaga inquietudine. La regina, da parte sua, si crucciava per il consorte e per se stessa, perché si sentiva incapace di dargli la serenità che non riusciva a trovare. Così, un giorno, il re, vinto dalla noia, decise di tentare la prova più coraggiosa esistente ai tempi, vincere il mare, per cui si imbarcò su un vascello e, dopo aver salutato la moglie, dicendole di attendere il suo ritorno vittorioso che sarebbe stato annunciato da una luce rossa sulla linea dell’orizzonte, salpò. La regina, consapevole del grande rischio di quell’impresa, assistette alla partenza con una tristezza infinita nel cuore, ma col sorriso sulle labbra per non far dispiacere il suo sposo, sperando di vederlo, finalmente tornare, per sempre rasserenato. Passarono i giorni, le settimane e i mesi, ma del re non si ebbe nessuna notizia. La regina, sempre più sconsolata, attendeva col cuore trepidante il suo ritorno, recandosi ogni sera, al tramonto, in riva al mare e guardando speranzosa l’orizzonte. Ma ogni attesa era vana. Un giorno, per poter scrutare ancora più lontano, la regina volle salire sulla sommità del grande scoglio che si ergeva davanti alla spiaggia, ma sporgendosi troppo, per osservare la linea ultima del mare alla ricerca della luce rossa promessa, precipitò fra le onde e scomparve per sempre, insieme al suo amato. Ancora oggi, quando il tramonto accende di una luce rossa la linea dell’orizzonte, la gente dice che le anime del re e della regina si incontrano in fondo allo scoglio, finalmente rasserenati ed appagati ed anche le onde più turbolente si placano in omaggio ai due sovrani.

Isabella di Francia e il miracolo delle acque

Un’altra versione racconta che una coppia di giovani sposi, appartenenti ad una grande famiglia reale, si stessero recando, a bordo di una nave, in Oriente per consultare i medici più sapienti sulle cause della sterilità della regina.

Giunti nello specchio di mare antistante l’enorme Scoglio di Guardia, a causa del cambiamento dei venti e di una imminente tempesta, dovettero fermarsi e sbarcare nella spiaggia vicina. Scesi a terra, i due reali trovarono rifugio in una piccola grotta scavata tra le rocce. Costretta a quella sosta forzata, la regina, attratta dalla bellezza selvaggia del luogo, volle esplorare la spiaggia e si accorse che vi scorreva vicino un fiumicello, le cui acque erano molto calde e piacevoli. Decise, perciò, di immergersi, bagnandosi anche nei giorni successivi, fino al momento della partenza. Fu così che avvenne il miracolo. La regina si accorse che un profondo mutamento era avvenuto nel suo organismo: erano i primi sintomi della tanto ricercata maternità. Gli sposi, felicissimi, decisero di rimandare la partenza, fermandosi per qualche tempo nella terra che aveva donato loro l’inaspettato prodigio.

Da quel momento, lo scoglio, già noto come “Petra Majura”, venne chiamato “Scoglio della Regina” e la notizia delle virtù di quelle acque si diffuse subito in ogni contrada. Si dice oggi che quella regina fosse Isabella di Francia, che ritrovò la sospirata fertilità immergendosi nelle acque sorgive che sgorgano dalle sovrastanti colline rocciose, dando a Edoardo d’Inghilterra ben quattro figli.

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