Hé Entòs Thalassa, il mare che ci appartiene: la mostra di Elvira Sirio a Palazzo Alvaro
Inaugurata oggi pomeriggio a palazzo Alvaro “Hé Entòs Thalassa – Mare Nostrum”, la mostra personale di Elvira Sirio che racconta il Mediterraneo tra mito, arte e identità contemporanea
Un mare che non divide, ma unisce. Un mare che custodisce memorie, miti, radici comuni e identità profonde. È il “Mare Nostrum”, “Hé Entòs Thalassa” che ha dato il titolo alla mostra personale di Elvira Sirio, inaugurata oggi pomeriggio, 23 gennaio 2026, negli spazi istituzionali di Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Un viaggio artistico che attraversa il tempo e la storia, affondando nella classicità greco-latina per restituirla al presente con uno sguardo contemporaneo, sensibile e fortemente identitario. Palazzo Alvaro ha aperto così le sue porte a un percorso che è insieme estetico, culturale e simbolico, capace di dialogare con il territorio e con la sua memoria più profonda: il Mediterraneo.
La mostra è promossa da A.I.Par.C. Nazionale ETS, in collaborazione con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, e si inserisce nel solco delle iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Mare Nostrum.
Un progetto culturale condiviso
Il progetto espositivo è ideato dal dott. Salvatore Timpano, presidente di A.I.Par.C. Nazionale ETS, ed è curato dalla prof.ssa Giulia Maria Sidoti, critica d’arte. La segreteria organizzativa è affidata a Fortunato Marcianò.
Un lavoro corale che ha l’obiettivo di offrire al pubblico una mostra di alto profilo, capace di coniugare rigore filologico, libertà creativa e dialogo con la contemporaneità. Come ha sottolineato Salvatore Timpano, il titolo stesso della mostra nasce da un’idea condivisa con l’artista:
“Hé Entòs Thalassa è la traduzione greca di Mare Nostrum. Abbiamo voluto rappresentare la nostra identità culturale. Attraverso le opere di Elvira ripercorriamo secoli della nostra storia, fatta di ritrovamenti nei nostri mari. È un mare che unisce, non che divide”.
La personale comprende pittura, scultura e ceramica: opere originali, uniche, non copie ma interpretazioni, in cui emerge chiaramente il segno distintivo dell’artista, spiega ancora il presidente Timpano.
L’artista: Elvira Sirio, tra radici e contemporaneità
Appassionata d’arte fin dalla giovinezza, Elvira Sirio intraprende inizialmente studi lontani dalla sua vocazione, per poi scegliere con decisione di dedicarsi pienamente alla ricerca artistica. Si forma per molti anni presso la Libera Accademia del maestro Paolo Raffa, nella sua città, affiancando questo percorso a corsi e master in diverse località d’Italia.
Un momento centrale della sua crescita artistica è l’incontro con il maestro Roberto Ferri, che la guida verso una pittura a cui aspirava da sempre. Successivamente si avvicina alla scultura, lavorando nello studio di Carrara del maestro Mohammad Sazesh, per poi perfezionarsi presso l’Accademia d’Arte di Firenze.
Nel corso degli anni partecipa a numerose mostre personali, museali, istituzionali e collettive, in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti. Le sue opere sono presenti in gallerie, pinacoteche e collezioni private e sono state recensite in cataloghi e riviste specializzate di rilievo.
Pittura e scultura come linguaggio dell’anima
Con emozione, Elvira Sirio ha raccontato il proprio lavoro a CULT: “Non sono brava a parlare, racconto la mia arte più con le opere che con le parole. Pittura e scultura sono il mio modo di trasmettere ciò che sento. Queste opere rappresentano la nostra terra e il nostro mare”.
Nei momenti di massima concentrazione, l’artista descrive un dialogo intimo con le opere:
“Mi sembrava di tornare indietro nel tempo, di chiacchierare con loro. È stato un trasporto emotivo fortissimo, una commozione che mi ha resa felice”.
I dipinti si ispirano a opere ritrovate nei mari del Mediterraneo, mentre le sculture – come Medusa e Atena – sono creazioni originali. Il mito diventa così racconto attuale, reinterpretato attraverso materiali moderni, pigmenti contemporanei e la scelta simbolica della iuta grezza, che richiama l’antichità pur parlando il linguaggio del presente.
Arte e cultura, infrastrutture per raccontare un territorio
Durante il suo intervento, il sindaco metropolitano f.f. Carmelo Versace ha espresso emozione e soddisfazione nel descrivere la mostra dell’artista Sirio, sottolineando il valore strategico della cultura: “L’arte e la cultura sono l’infrastruttura più importante per raccontare un territorio diverso. Reggio Calabria e la sua area metropolitana non meritano etichette riduttive. Se facciamo rete e valorizziamo le eccellenze, i risultati arrivano”.
Versace ha inoltre annunciato che la mostra proseguirà fino al 14 febbraio 2026, estendendo la data inizialmente prevista del 6 febbraio, per consentire la visita anche alle scuole.
La lettura critica: un viaggio tra mito e identità
La critica d’arte Giulia Maria Sidoti ha offerto una lettura intensa e articolata del lavoro di Elvira Sirio, definendola “un’artista eclettica e completa, una sorta di Ulisse capace di viaggiare nel tempo”.
Secondo la Sidoti, l’artista non riproduce l’arte antica, ma la restituisce, con una precisione filologica che si unisce a una profonda interpretazione interiore e morale. Le opere diventano così portatrici di nuovi messaggi, in cui il mito parla al presente attraverso una lingua contemporanea.
Oro, argento, pigmenti, iuta grezza e luce concorrono a creare una dimensione quasi mistica, in cui la bidimensionalità pittorica si trasforma in tridimensionalità emotiva. Un percorso che, come ha sottolineato la critica, conduce a una vera e propria traslazione dall’arte antica all’arte contemporanea, facendo di Elvira Sirio una delle interpreti più autentiche dell’identità calabra.
Primavera della bellezza e prospettive future
Nel corso dell’evento è stato più volte richiamato il progetto “Primavera della bellezza”, promosso da A.I.Par.C. Nazionale ETS, che tornerà con una nuova edizione a partire dall’11 aprile. La mostra rappresenta un’anteprima simbolica di questo percorso culturale, che negli anni ha già visto protagoniste figure mitologiche come Persefone e Demetra, e che quest’anno avrà come simbolo Afrodite, protagonista di una delle opere della Sirio esposte.
Il sindaco Versace ha inoltre annunciato l’impegno della Città Metropolitana non solo nel patrocinio, ma anche nel sostegno economico dell’iniziativa, per garantirne una risonanza a livello metropolitano.
Un taglio del nastro tra bellezza e memoria
Dopo i saluti istituzionali, del sindaco, del presidente Timpano, del segretario Marcianò e i ringraziamenti dell’artista al pubblico, all’AIParC e alla città metropolitana, la serata si è conclusa con il taglio del nastro, simbolicamente scelto rosso Valentino, in omaggio alla recente scomparsa del noto stilista.
A suggellare il senso profondo dell’evento, le parole di Salvatore Timpano, citando proprio Valentino: “Io amo la bellezza e non è colpa mia”.
E in fondo, è proprio questo il cuore della mostra: la bellezza come atto d’amore verso il mare e l’identità di un territorio che continua a parlare attraverso l’arte e la cultura, ricordandoci da dove veniamo per immaginare il futuro.