I racconti del Bel Paese: la Lapa Reggina arriva a Polistena

Cinque spettacoli itineranti, dal cassone di un’ape trasformata in palcoscenico: Marco Mittica racconta l’Italia e la Calabria con la sua “Lapa”, il teatro a tre ruote più piccolo del mondo

C’è un teatro che viaggia tra le strade, i quartieri … e le scalinate. È il teatro su tre ruote di Marco Mittica, attore e autore che ha trasformato la sua Ape Car (la “lapa”) in un palcoscenico, probabilmente il più piccolo del mondo. Con il progetto “Lapa & Art”, Mittica arriva ora anche a Polistena per l’Estate Culturale Polistenese 2025 con la rassegna “I racconti del Bel Paese”, un ciclo inaugurale di cinque spettacoli che uniscono storia nazionale, identità locale, ironia e poesia.

I racconti del Bel Paese con un occhio alla Calabria

Tutti gli spettacoli sono realizzati dal palcoscenico più piccolo del mondo: la Lapa. Dentro ci sta tutta l’Italia ma soprattutto la Calabria. La rassegna, infatti, sia quando affronta temi di rilevanza nazionale, personaggi noti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del Paese piuttosto che memorie collettive, maschere e vissuti locali, ha sempre un occhio rivolto al territorio calabrese. “Anche quando racconto Moro o Pasolini, c’è sempre la Calabria. È nelle ambientazioni, nei confronti, nei dettagli. Nello spettacolo su Moro, ad esempio, faccio il paragone con una famiglia del Sud emigrata al Nord in una casa di 30 metri quadri, con una sorta di parallelismo tra la prigionia e due storie completamente diverse. In Pasolini, invece, c’è sempre il Sud Italia, il mondo contadino, soprattutto, che è il nostro”.

Cinque storie, una sola Lapa

Il primo appuntamento con Lapa&Art si è già tenuto martedì 8 luglio con lo spettacolo “La partita non è ancora finita”, un racconto, attraverso la metafora calcistica, filtrata dai sogni di un bambino, di come i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino abbiano affrontato la loro partita contro la criminalità organizzata.

I prossimi appuntamenti saranno:

  • Martedì 29 luglio – ore 22.00, Scalinata via Sant’Anna (Trinità)

Lapa reggina” – Un viaggio surreale e immaginario da Gerace a Montalto di San Luca a bordo di una lapa, guidata dal signor Vincenzo che sconfinerà nell’aldilà dove troverà a fargli da guida Dante Alighieri. Il tutto raccontato attraverso un linguaggio sperimentale, anticipa Mittica che coniuga la lingua italiana con espressioni di quella locale.

  • Mercoledì 6 agosto – ore 22.00, Scalinata via Carapelli

C’era una volta, c’è ancora Giufà” – Uno spettacolo, pensato per i più piccoli, in cui un clown da solo in scena farà rivivere le avventure di una delle maschere più divertenti della tradizione popolare reggina.

  • Domenica 10 agosto – ore 22.00, Parco della Liberazione

Le ceneri di Pasolini” – Una narrazione simbolica della poetica di Pasolini, realizzata con cassette di Coca-Cola che diventano scenografie mobili. “Le impilo, le muovo, rappresentano la fabbrica, il supermercato, il progresso che Pasolini tanto criticava e alla fine le butto giù come simbolo della disillusione”.

  • Venerdì 15 agosto – ore 22.00, Scalinata via Polistena Vecchia

Moro prossimo nostro” – Un monologo che intreccia la vicenda del sequestro di Aldo Moro con la vita quotidiana di una famiglia meridionale emigrata. “Metto in parallelo due prigionie – conferma Mittica – quella di Moro e quella domestica costretta in 30 metri quadri”.

La Lapa in scena a Polistena, tra le scalinate

“La Lapa sarà sempre al centro, ma l’intenzione è quella di andare in mezzo alla gente che sarà seduta sulle scalinate. Interagire, stare a contatto con il pubblico” racconta l’attore descrivendo la dimensione intima del suo teatro in cui ogni spettacolo è diverso, cambia da città a città, da vicolo a vicolo.

Insieme alla Lapa che viaggia con lui. E Mittica ci scherza su: “Per arrivare a Polistena ci metto un’ora e mezza. Ogni tanto qualcuno mi suona perché vado piano, ma comunque in pianura la mia Ape tocca i 65-70 kmh”.

Insomma, un teatro che arriva lento ma arriva. E diventa un gesto culturale, senza sipari, tra le storie e la gente.

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