I segreti di Madre Natura: alla PBM il cibo da leggere e da dipingere

Il 29 dicembre il laboratorio di pittura e lettura per grandi e piccoli alla PBM di Punta Pezzo a cura di Emilia Telios: frutta, verdura e storie diventano strumenti creativi per educare alla lentezza e alla cura

Telios PBM

Alla Piccola Biblioteca sul Mare di Punta Pezzo (Villa S. Giovanni – RC), il 29 dicembre, il cibo si leggerà, si toccherà e si trasformerà in colore. Frutta e verdura diventeranno pennelli, le storie guideranno i gesti e il tempo rallenterà fino a farsi esperienza condivisa. È questo lo spirito di “I segreti di Madre Natura – Alimentazione”, laboratorio di pittura e lettura a cura di Emilia Telios: un incontro pensato per bambine e bambini dai 4 anni in su, dove il cibo diventa linguaggio creativo e strumento di ascolto e riflessione.

Un sedano come pennello

“Hai mai usato un sedano come pennello?” si legge la locandina. E non è solo una domanda curiosa, ma p l’invito a guardare il cibo da un’altra prospettiva: non soltanto nutrimento, ma materia viva, segno, traccia.

“I segreti di Madre Natura – Alimentazione” è il primo appuntamento, infatti, di un percorso che intreccia lettura, pittura e educazione sensoriale. Al centro c’è l’omonimo albo illustrato scritto dalla naturopata Caterina Bentivoglio e illustrato da Emilia Telios (nome d’arte Telios), illustratrice e docente di Tecniche di animazione digitale all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

Durante il laboratorio, la lettura dell’albo sarà divisa in tre momenti, alternati alla pratica pittorica, per permettere ai bambini di entrare gradualmente nella storia e nel gesto creativo. Si dipingerà con frutta e verdura, utilizzate come matrici naturali, sperimentando (inizialmente) scale di rosso legate al primo chakra, quello dell’alimentazione e delle radici.

Il progetto editoriale: sette albi, sette percorsi

Come racconta Emilia Telios, il laboratorio nasce da un progetto più ampio avviato due anni fa insieme a Caterina Bentivoglio.
«All’inizio era un testo unico, poi nel tempo abbiamo capito che era un percorso molto più vasto e abbiamo deciso di strutturarlo in sette albi», spiega. Ogni volume è legato a uno dei chakra: il primo, già pubblicato a novembre, è dedicato all’alimentazione; i successivi affronteranno temi come gli odori e gli oli essenziali, le emozioni, i cristalli.

Il libro, scritto dalla Bentivoglio in occasione della nascita della propria bambina, è autoprodotto e diventa il punto di partenza naturale per i laboratori perchè è la stessa lettura condivisa che chiede di trasformarsi in esperienza concreta, fisica, spiega la Telios.

Dipingere con il cibo: cura, attesa, rispetto

Nel laboratorio alla PBM, nulla è lasciato al caso. Le verdure vengono tagliate in sezioni e utilizzate come matrici: il sedano, con la sua forma a rosa, le estremità delle carote, piuttosto che il cavolo o il peperone. Parti che spesso si scartano diventano strumenti creativi.

«È tutto pensato per evitare sprechi», racconta Telios. «L’alimento che si presta a essere pennello va comunque trattato con rispetto». Ciò che non viene usato per dipingere finisce in cucina, diventando un sano minestrone (!) e quello che rimane diventa concime, in un ciclo coerente di cura e riuso.

Fondamentale è anche l’attesa: «Aspetteremo che il colore asciughi. È una fase lenta, ma necessaria. Spezziamo la lettura proprio per permettere ai bambini di sedimentare non solo le informazioni apprese ma anche per imparare i tempi dell’attesa, l’avere cura». Un esercizio delicato, in un tempo abituato alla velocità.

Dall’opera individuale al gesto collettivo

Ogni bambino realizzerà una propria opera, ma il laboratorio si chiuderà con un gesto condiviso: un grande foglio comune, nato dalle macchie e dalle stratificazioni lasciate sul tavolo di lavoro. Un pensiero collettivo che prende forma attraverso il colore.

«I medium sono stratificati», spiega Telios. «Si parte da velature molto leggere, trasparenti e poi, piano piano, si arriva al pigmento. Qualcuno magari al posto di disegnare vorrà scrivere una parola, e va benissimo così». L’arte resta aperta, libera, mai imposta.

Le fasce d’età presenti sono eterogenee, dai cinque ai dieci anni circa. «I più piccoli lavorano con pochi strumenti, per non confondersi. I più grandi sono più liberi, ma senza dimenticare che insieme si possono fare cose molto belle», aggiunge.

La Piccola Biblioteca sul Mare come spazio di relazione

Per Patrizia Flecchia, fondatrice della Piccola Biblioteca sul Mare, questo laboratorio si inserisce in un percorso più ampio e condiviso. «Alla PBM albi illustrati, cibo, gesto creativo e corpo che danza diventano linguaggi intrecciati per abitare poeticamente lo spazio e il tempo dell’infanzia e non solo», spiega. Un dialogo naturale con Cucina Plurale, progetto che propone il cibo come esperienza culturale, sensoriale e relazionale.

Nel laboratorio, osserva Flecchia, «il cibo esce dalla cucina per diventare materia espressiva. Si dipinge con gesti lenti, si osservano le trasformazioni, si esplorano sovrapposizioni e tempi di attesa. La lettura apre un dialogo con i cicli naturali e con il nutrimento come atto di cura, coinvolgendo il corpo intero».

Un percorso che guarda al futuro

La collaborazione tra Emilia Telios e la Piccola Biblioteca sul Mare nasce da un incontro spontaneo e dalla volontà di proseguire nel tempo. «La PBM è una piccola perla nascosta in un oceano immenso», dice Telios. «Queste realtà vanno curate» aggiunge felice di questa prima sperimentazione che probabilmente proseguirà anche online e con laboratori in luoghi diversi.

Intanto, alla PBM il calendario continua: a gennaio sono in programma nuovi appuntamenti, tra cui, il 4, la presentazione dell’albo illustrato “Farfalla Rossa” di Hilmi El Tuni, a cura della casa editrice Mesogea, seguita da un laboratorio creativo per bambini e famiglie e, poi, un omaggio alla resistenza palestinese. «La pratica creativa e il dialogo diventano strumenti di comprensione e vicinanza: il corpo che danza, la mano che crea e l’occhio che osserva si fanno veicoli di memoria, resistenza e cura.  Incontri e progetti alla PBM – conclude la Flecchia – attraversano generazioni e culture, volando con le ali della storia, e riconoscono nella relazione e nella scoperta dell’altro strumenti fondamentali per crescere insieme, con uno sguardo aperto e attento al mondo».

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