I Tableaux Vivants da Caravaggio: tra suggestione e arte al Castello
Ieri è andato in scena al Castello Aragonese di Reggio Calabria lo spettacolo de I Tableaux Vivants da Caravaggio: arte, musica e suggestioni hanno incantato il pubblico - FOTO E VIDEO
03/05/2026Marina CrisafiApertura, Arte, Teatro0
Un’esperienza artistica fuori dal tempo ieri, 2 maggio, ha incantato il pubblico della sala Garcilaso del Castello Aragonese di Reggio Calabria, con lo spettacolo “I Tableaux Vivants da Caravaggio“, inserito nella rassegna “Teatro nei musei”.
L’evento, promosso dall’associazione Calabria dietro le quinte, rientra nel più ampio progetto “Teatri della Magna Grecia”: un’iniziativa che, fino al 18 maggio, animerà anche il Museo d’Arte Alfonso Frangipane con spettacoli di teatro classico e contemporaneo, coinvolgendo compagnie regionali e nazionali.
La magia dei Tableaux Vivants
Tre repliche, a partire dalle 17.30, hanno scandito una serata che si è rivelata tra le più attese della rassegna. In scena, la compagnia Ludovica Rambelli Teatro ha dato vita a ben 23 dipinti di Caravaggio, ricreati esclusivamente attraverso i corpi degli attori, pochi oggetti e un uso sapiente della luce.
Sei interpreti hanno costruito, smontato e ricomposto le immagini sotto gli occhi degli spettatori, in un continuo gioco di trasformazione. Il tutto accompagnato dalle musiche di Mozart, Bach e Vivaldi, che hanno contribuito a creare un ritmo sospeso e ipnotico.
Il risultato è un’esperienza che supera le definizioni tradizionali: non solo teatro, non solo pittura, ma una forma d’arte performativa capace di fondere linguaggi diversi in un’unica narrazione visiva ed emotiva.
L’intuizione di Ludovica Rambelli
Lo spettacolo nasce dall’intuizione della regista napoletana Ludovica Rambelli, figura centrale della scena culturale partenopea, che ha riportato in vita la tecnica dei Tableaux vivants, pratica di origine settecentesca.
Come ha spiegato la direttrice artistica della compagnia Dora De Maio a CULT, «in realtà, il Tableau vivant affonda le sue radici ancora più indietro, fino alle sacre rappresentazioni, e si lega profondamente alla tradizione napoletana. L’intuizione della nostra regista è stata quella di introdurre il cambio a vista, rendendo la trasformazione stessa parte della performance: non è il quadro il centro, ma il passaggio da un’immagine all’altra».
Non si tratta di semplice trasformismo: «È piuttosto una sinergia tra corpi che dialogano con la musica, creando un equilibrio dinamico», ha aggiunto la De Maio, sottolineando come l’intero lavoro sia costruito su un’idea di “svuotamento dell’io”, senza interpretazione attoriale, ma con l’obiettivo di fermare l’azione un attimo prima che diventi pittura.
Un linguaggio universale in tournée
Lo spettacolo, già protagonista di tournée nazionali e internazionali, continua a riscuotere successo anche fuori dall’Italia. Reggio Calabria rappresenta una tappa significativa per la compagnia, che torna in città per la seconda volta.
«Torniamo con grande piacere – ha confermato infatti Dora De Maio –. La scorsa esperienza è stata accolta con entusiasmo, ma questa volta abbiamo avuto l’opportunità di abitare una sala interna del Castello Aragonese, ancora più suggestiva».
Tra le opere rappresentate, alcune delle più celebri di Michelangelo Merisi: dalla “Deposizione” al “Seppellimento di Santa Lucia”, fino alla “Resurrezione di Lazzaro” e alla “Flagellazione”.
La celebre compagnia ha portato in tournèe anche il Perugino, Luca Giordano e, da gennaio, la nuova produzione su Artemisia Gentileschi che probabilmente sarà messa in scena, in un gradito ritorno, anche a Reggio Calabria.
Il valore culturale dell’iniziativa
Soddisfazione anche da parte dell’associazione Calabria dietro le quinte. Il presidente Giuseppe Mazzacuva ha evidenziato l’importanza dell’evento nel valorizzare il patrimonio artistico locale: «La capacità di far rivivere 23 opere tra le più conosciute di Caravaggio è qualcosa di esclusivo. Il nostro obiettivo è diffondere l’arte e valorizzare gli spazi culturali attraverso il teatro e lo spettacolo dal vivo».
Un impegno che prosegue da anni e che nel 2026 raggiungerà un traguardo importante: «L’associazione festeggerà i 15 anni dalla fondazione e stiamo costruendo un percorso sempre più orientato alla valorizzazione del territorio, non solo cittadino ma regionale».
Un finale sospeso tra luce e silenzio
Nel corso della presentazione della serata, Dora De Maio ha voluto ringraziare il pubblico, sottolineando il ruolo centrale degli spettatori: «Per noi è un grande piacere essere qui. Ringraziamo l’associazione Calabria dietro le quinte e anche il Comune per l’ospitalità in questo luogo straordinario, ma soprattutto voi, perché senza pubblico non esiste il teatro». Pubblico che ha rivolto alla compagnia interminabili applausi a conclusione di uno spettacolo capace di restituire la potenza della pittura di Caravaggio attraverso la fragilità e la precisione del corpo umano.
In un silenzio carico di attesa, interrotto solo dalla musica, le immagini hanno preso forma e si sono dissolte, lasciando negli spettatori la sensazione di aver assistito a qualcosa di irripetibile.
La rassegna “Teatro nei musei” proseguirà fino al 18 maggio con un ricco calendario di eventi. Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito ufficiale www.calabriadietrolequinte.it o contattare l’organizzazione tramite WhatsApp, telefono o email.