Il lino ponte di bellezza: Calabria e Bielorussia si incontrano al Museo del Bergamotto
Ieri 24 gennaio al Museo Nazionale del Bergamotto di Reggio Calabria una serata internazionale tra cultura, moda e dialogo: il lino quale ponte simbolico di bellezza tra Calabria e Bielorussia
Una fibra antica, capace di attraversare secoli, territori e identità senza perdere la propria essenza. È il lino, tessuto che affonda le sue radici nella memoria e che si ripropone in modo fortemente attuale, che ieri, 24 gennaio, è stato protagonista di un dialogo profondo tra Calabria e Bielorussia negli spazi del Museo Nazionale del Bergamotto e del Cibo di Reggio Calabria. Storie lontane e sensibilità affini si sono incontrate in un dialogo dove la memoria del lavoro artigianale ha ritrovato lo sguardo contemporaneo della moda e della ricerca artistica, nell’evento “Ponte della bellezza – Il lino come linguaggio di cultura”, che ha celebrato il lino come simbolo identitario, linguaggio condiviso e filo narrativo capace di unire popoli, tradizioni e visioni.
Il lino come linguaggio universale di cultura
Oltre la fibra tessile, ergendosi a custode di gesti, saperi e ritualità che attraversano il tempo, il lino è stato il protagonista di una serata pensata come un dialogo aperto tra Calabria e Bielorussia, due terre accomunate da una relazione profonda con questo materiale.
Un dialogo che ha preso forma attraverso interventi, racconti storici, musica e moda, per ribadire come la cultura possa costruire ponti simbolici, non politici, capaci di generare incontro, ascolto e pace.
La storia del lino tra Calabria e Bielorussia
A guidare il pubblico in questo viaggio nel tempo è stata la professoressa Tina Catalano, storica e vicepresidente della Bergamodel Fashion Association, che ha ricostruito con rigore e passione la lunga storia del lino.
Il lino, ha ricordato, “affonda le sue radici nell’antichità: utilizzato dagli Egizi per avvolgere i corpi, giunto in Occidente attraverso i Fenici e diffuso in Europa dai Romani. In Calabria veniva seminato in primavera, coltivato in prossimità di fiumi e torrenti, macerato nell’acqua, essiccato al sole e poi battuto con mazze di legno per estrarne la fibra. Un processo lungo e delicato, affidato in gran parte alle mani delle donne. La fascia ionica, in particolare il Catanzarese e il Crotonese, era ricca di telai e di una produzione diffusa. Il lino diventava corredo, dote, tovaglie, lenzuola, grembiuli, strofinacci, ma anche tessuto sacro per abbellire altari e chiese, come testimoniano ancora oggi alcuni manufatti presenti nel territorio”.
Mentre da noi purtroppo queste tradizioni si sono smarrite nella memoria, in Bielorussia, ha sottolineato la professoressa Catalano, “il lino è tuttora una produzione viva, parte integrante dell’identità nazionale e della continuità tra le generazioni. Due anime diverse, unite però dalla cura, dalla resilienza e dal lavoro femminile, che nel lino trovano una forma di espressione comune”.
Il valore simbolico e femminile del lino
Una serata che non è stata soltanto “un momento culturale, ma un’occasione per riflettere sul ruolo delle donne nella trasmissione dei saperi” ha ricordato ancora la professoressa Catalano, con il lino “simbolo di un lavoro paziente, capace di trasformare la quotidianità in bellezza”.
Come rammentato ancora dall’esperta, il 2026 è stato dichiarato anno della donna bielorussa, un riconoscimento che valorizza la donna come madre, lavoratrice e custode dei valori. In questo contesto, il lino assume un significato ancora più profondo: rende visibile il contributo femminile attraverso i secoli, protegge e rinnova le tradizioni artigianali, promuove una moda consapevole, sostenibile e attenta al territorio.
Il Museo del Bergamotto come casa del dialogo
Il presidente del Museo Nazionale del Bergamotto e del Cibo, professor Vittorio Caminiti, ha sottolineato il valore culturale e simbolico del partenariato tra Calabria e Bielorussia.
La Calabria, ha ricordato, “ha una lunga storia legata al lino, precedente persino alla seta. Il lino era la stoffa della quotidianità: serviva per i sacchi del grano, per la casa, per filtrare il succo di bergamotto, elemento essenziale dell’economia locale. Con l’avvento della seta e successivamente del cotone, questa tradizione si è progressivamente persa, ma ha lasciato un patrimonio di conoscenze che merita di essere riscoperto”.
L’obiettivo, ha spiegato Caminiti, “è stimolare i giovani a guardare al passato per progettare il futuro, recuperando lavorazioni di nicchia, eccellenze territoriali e filiere sostenibili”.
“Il nostro museo – ha concluso – si conferma così luogo aperto, casa di tutti, spazio di cultura, pace e incontro tra popoli, in un momento storico segnato da forti tensioni”.
Ponte della bellezza: arte, moda e visione contemporanea
L’evento si è svolto con il supporto del Consolato Onorario della Repubblica di Bielorussia in Calabria e Sicilia ed è frutto dell’ideazione di Veronika Katsar e Tatiana Potapova, con l’organizzazione e la direzione artistica di Antonella Ranieri.
A presentare sono state Tatiana Potapova e Antonella Ranieri, organizzatrice e direttrice artistica della serata. Ranieri ha spiegato come “Ponte della bellezza” nasca come progetto culturale e artistico dedicato a un materiale antico e insieme contemporaneo, capace di raccontare tradizioni, saperi artigianali e visioni moderne.
Un ponte simbolico costruito attraverso arte, moda e cultura, dove l’incontro tra sensibilità creative diverse genera dialogo e ispirazione, invitando il pubblico a lasciarsi guidare dai dettagli e dai racconti.
La sfilata del brand For You
Il momento culminante della serata è stato la presentazione della collezione del brand bielorusso For You, realtà già presente sulle passerelle della Milan Fashion Week e della Paris Fashion Week.
La sfilata ha raccontato il lino come forma espressiva universale, capace di unire estetica, cultura e contemporaneità. Una rilettura ecologica e sostenibile del materiale, rispettosa della tradizione ma aperta alla ricerca stilistica.
A introdurre questo percorso è stata Veronika Katsar, organizzatrice di eventi internazionali, che ha dato avvio alla collaborazione tra la moda bielorussa e quella calabrese, costruendo un ponte di amicizia fondato su arte, bellezza e apertura reciproca.
Musica, convivialità e dialogo
Ad accompagnare la serata, il sottofondo musicale curato dal maestro Pippo Campolo, che ha contribuito a creare un’atmosfera intima e accogliente. A conclusione della sfilata, un buffet allestito dai soci e dalle confraternite presenti ha offerto uno spazio informale di incontro e dialogo tra ospiti, relatori e artisti.
Dal Museo del Bergamotto di Reggio Calabria, il “ponte della bellezza” lanciato ieri sera continua idealmente il suo percorso, ricordando che dalla cultura e dall’artigianato può nascere un futuro fatto di dialogo, identità e pace.