Il primo tuffo dell’anno: Reggio Calabria accoglie il 2026
Sul lungomare di Reggio Calabria si rinnova il tuffo di Capodanno: 53ª edizione tra tradizione, partecipazione e gli auguri del sindaco Falcomatà
Questa mattina, sul lungomare di Reggio Calabria, si è rinnovato il tradizionale tuffo in mare di Capodanno, giunto alla sua 53ª edizione. Un rito ormai canonico delle festività natalizie, capace di richiamare ogni anno cittadini e visitatori pronti a salutare l’anno nuovo con un gesto simbolico e carico di significato.
Una tradizione che resiste al tempo
Nonostante il tempo incerto e le temperature tutt’altro che miti, sono state tantissime le persone presenti sull’arenile. L’evento, organizzato dall’Associazione “Mimì Fortugno” in collaborazione con Febiadi, rappresenta da decenni un appuntamento speciale per i calabresi e per i turisti che scelgono di vivere l’inizio dell’anno in modo originale e condiviso.
La manifestazione affonda le sue radici negli anni Settanta, quando il primo tuffo fu pensato come momento di allegria e solidarietà tra i cittadini reggini. Da allora l’iniziativa si è evoluta, mantenendo però intatta la sua essenza di festa popolare e di unione, capace di attrarre ogni anno centinaia di partecipanti pronti a sfidare le acque gelide con entusiasmo ed energia positiva.
La 53ª edizione: numeri e partecipazione
L’edizione 2026 non ha deluso le aspettative, registrando circa 270 adesioni. In acqua si sono mescolati sportivi, cittadini di tutte le età e volti noti della città. Alcuni hanno affrontato il mare in costume, altri indossando la tradizionale maglietta dell’evento, senza rinunciare a cappellini natalizi e occhiali celebrativi di Capodanno.
A sventolare tra le onde anche la bandiera della Reggina e il gonfalone di benvenuto al 2026 realizzato da Salvatore Mercurio, sul quale compariva l’immagine della Madonna, protettrice della città, invocata anche per l’anno appena iniziato.
Le istituzioni in prima linea
Tra gli ospiti del presidente Tonino Massara erano presenti anche il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore comunale Carmelo Romeo e il consigliere comunale Giovanni Latella, che hanno preso parte al tuffo insieme ai cittadini. Un gesto simbolico di vicinanza e partecipazione che ha rafforzato il valore identitario dell’iniziativa.
Gli auguri del sindaco Falcomatà
In occasione dell’evento, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha rivolto il suo augurio alla città, sottolineando il valore del tuffo di Capodanno come tradizione profondamente radicata nella comunità reggina e dedicata alla memoria di Mimì Fortugno.
«Il tuffo di Capodanno è ormai una tradizione consolidata e fortemente identitaria per Reggio Calabria – ha affermato – un appuntamento che i reggini attendono per inaugurare al meglio il nuovo anno. È bello notare come la partecipazione cresca costantemente: anche chi inizialmente era scettico oggi è qui con noi. È la dimostrazione che le tradizioni positive sanno contaminare la comunità».
Un augurio di impegno e responsabilità
Rivolgendosi ai cittadini, il primo cittadino ha espresso un auspicio che va oltre il simbolismo del gesto:
«Per il 2026 auguro a tutti determinazione nel perseguire i propri obiettivi personali e lavorativi, ma anche un impegno concreto per la collettività. I cittadini non devono essere spettatori, ma protagonisti del cambiamento, perché la resilienza e la voglia di lottare fanno parte del DNA della nostra storia».
Falcomatà ha infine concluso con un messaggio di responsabilità condivisa: «Oltre all’augurio di salute e serenità, spero che non venga mai meno l’impegno comune. La città cresce e migliora solo se ognuno di noi fa la propria parte. È questo l’augurio più bello che Reggio Calabria possa fare a se stessa».
Un gesto che apre l’anno reggino
Il Tuffo di Capodanno continua così a segnare simbolicamente l’inizio dell’anno reggino: un gesto semplice ma carico di significato, che resiste al tempo e alle mode, richiamando partecipazione, memoria e presenza reale. Un rito collettivo che restituisce l’immagine di una città capace di aprire le porte al nuovo anno con fede, speranza e un pizzico di allegria.