Il segreto di Massimo Barresi al Magna Graecia Film Festival

Il cortometraggio Il Segreto di Massimo Barresi proiettato al Magna Graecia Film Festival, affronta il tema della violenza con un finale inaspettato. Cast, trama e il percorso artistico dell'attore e produttore

Il segreto di Massimo Barresi

Un cambio di prospettiva che costringe lo spettatore a mettere in discussione ogni certezza, un finale che ribalta il racconto della violenza. È ciò che accade ne Il Segreto, il cortometraggio prodotto dallo scenografo e attore Massimo Barresi, presentato il 27 luglio nell’ambito della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival, svoltosi a Soverato dal 25 luglio al 1° agosto sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte.

Da oltre vent’anni il Magna Graecia Film Festival valorizza opere prime e seconde, accompagnando giovani autori e interpreti accanto ai grandi nomi del cinema internazionale. E in questo contesto ha trovato spazio anche Il Segreto, un’opera che affronta il delicato tema della violenza domestica scegliendo però una prospettiva narrativa fuori dagli schemi.

La trama: quando la vittima rompe gli schemi

Protagonista è Adele (Angelica Artemisia Pedatella), una donna che all’apparenza conduce una vita serena e un matrimonio felice. Quando però decide di confessarsi a Don Luigi (Augusto Zucchi), emergono le ferite di una relazione segnata dagli abusi.

Travolta dalla disperazione e da una profonda solitudine emotiva, Adele finisce per dubitare perfino di chi dovrebbe offrirle ascolto e sostegno. Da quel momento la vicenda prende una piega inattesa: nessuno dei personaggi riuscirà a rimanere immune alle conseguenze di una spirale di violenza e sfiducia destinata a coinvolgere tutti.

Il cortometraggio sceglie volutamente di allontanarsi dal finale più prevedibile, proponendo una riflessione sulle conseguenze psicologiche della violenza e sul peso dell’incredulità nei confronti delle vittime.

Massimo Barresi: “Abbiamo voluto rompere il finale che tutti si aspettano”

Produttore, attore e scenografo del cortometraggio, Massimo Barresi racconta come sia nata l’idea di modificare radicalmente l’epilogo della storia.

“Parlando della sceneggiatura ci siamo chiesti se fosse necessario raccontare ancora una volta lo stesso finale. Abbiamo deciso di dare una svolta diversa alla storia, perché volevamo sorprendere il pubblico e far riflettere sulle conseguenze della violenza da un’altra prospettiva” afferma infatti.

Nel film Adele è una vittima che, dopo essere stata a lungo ignorata e non creduta, arriva a compiere gesti estremi.

“Il punto centrale è proprio questo: è una vittima che nessuno riesce davvero ad ascoltare. A un certo punto non si fida più di nessuno e nemmeno delle persone che cercano di aiutarla. Finisce di dubitare anche di Don Luigi e questo alimenta una tragedia che coinvolge tutti”.

Un epilogo tragico, dunque, in cui periranno sotto i suoi colpi non soltanto l’uomo che le ha usato violenza ma anche vittime collaterali, uomini cui lei non riesce più a credere, compreso lo stesso sacerdote.

Un finale inatteso per un lavoro che presto diventerà anche uno spettacolo teatrale. “Augusto Zucchi e Angelica Pedatella stanno lavorando per trasformare il cortometraggio in una rappresentazione teatrale, sviluppando ulteriormente questa storia” conferma infatti Barresi.

Premi e riconoscimenti

Prima di approdare al Magna Graecia Film Festival, Il Segreto ha già raccolto consensi nel circuito dei festival cinematografici. L’opera si è distinta al Film Festival Le Cascine di Milano, dove ha conquistato tre importanti riconoscimenti: il premio per il Miglior cortometraggio, quello per il Miglior attore protagonista assegnato ad Augusto Zucchi e il premio per la Migliore scenografia, firmata da Massimo Barresi. A questi si aggiunge la menzione d’onore ottenuta al Film Festival di Reggio Calabria e il secondo posto al Festival di Tropea, confermando l’apprezzamento della critica e delle giurie per un’opera capace di affrontare il tema della violenza domestica attraverso una narrazione intensa e volutamente lontana dagli epiloghi più prevedibili. Il corto è, inoltre, tra i 20 finalisti alla decima edizione del NIFF (Noto International Film Festival) per la miglior regia e sarà proiettato in quell’occasione il 7 agosto.

Un lavoro corale

Il Segreto è il risultato di un lavoro corale che riunisce interpreti e professionisti con esperienze consolidate nel panorama cinematografico italiano. Accanto ad Augusto Zucchi e Angelica Artemisia Pedatella, il cast comprende lo stesso Massimo Barresi, Antonino Sgrò ed Emilia Campolo.

La sceneggiatura porta la firma di Augusto Zucchi ed è stata successivamente rivista dallo stesso Massimo Barresi insieme ad Angelica Artemisia Pedatella, un lavoro di confronto che ha contribuito a definire il particolare sviluppo narrativo del film. La fotografia è affidata a Demetrio Neri, il montaggio ad Angelo Meringolo, mentre la scenografia è stata curata da Barresi, che nel progetto ha ricoperto anche il ruolo di produttore e attore.

Barresi, una carriera tra cinema, fiction e scenografia

Massimo Barresi vanta un percorso artistico costruito negli anni attraverso esperienze nel cinema, nella televisione e nel teatro. Dopo gli esordi nell’intrattenimento televisivo, con collaborazioni in emittenti locali e produzioni Mediaset, ha approfondito la formazione teatrale, studiato scenografia e lavorato anche come stuntman, sviluppando una professionalità poliedrica che lo ha portato a ricoprire ruoli sia davanti sia dietro la macchina da presa.

Sul grande schermo ha preso parte a numerose produzioni accanto ai grandi nomi del cinema italiano, tra cui Carlo Verdone in Grande, Grosso e… Verdone, Rocco Papaleo ne La Voce, Vinicio Marchioni, Daniele Liotti e Claudia Pandolfi in Sulla strada di casa, oltre a Giancarlo Giannini, Franco Nero, Beppe Fiorello, Michele Placido, Claudio Gioè e molti altri interpreti che hanno segnato il suo percorso artistico.

La sua esperienza comprende anche fiction televisive di successo come Il capo dei capi, Squadra Antimafia, Il giudice meschino e Il giovane Montalbano, senza tralasciare un’intensa attività nel mondo dei cortometraggi. Tra questi figurano Vacanze Reggine, Prima del buio, 38 gradi, REBELS, Un pugno di sabbia e Un difficile perdono. Negli ultimi anni ha inoltre ampliato il proprio raggio d’azione dietro la macchina da presa, arrivando a codirigere, insieme a Giorgio Fazzari, il cortometraggio Fidati di me.

Un percorso costruito tra interpretazione, scenografia, produzione e regia che trova ne Il Segreto una sintesi significativa, con Barresi impegnato contemporaneamente come produttore, attore e scenografo di un’opera che continua a distinguersi nel panorama dei festival italiani.

Un film che invita a riflettere

Con Il Segreto Massimo Barresi conferma la volontà di utilizzare il linguaggio del cinema per affrontare temi sociali complessi senza ricorrere a soluzioni narrative scontate. La scelta di ribaltare il punto di vista e di raccontare gli effetti devastanti della mancata fiducia verso una vittima rende il cortometraggio un’opera che non cerca facili risposte, ma invita il pubblico a interrogarsi sul peso dell’ascolto, della credibilità e delle responsabilità collettive. Un messaggio che, dopo il passaggio al Magna Graecia Film Festival e i riconoscimenti già ottenuti, continua il suo percorso ben oltre lo schermo.

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